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La rivincita degli alberi

Abbiamo sempre più verde, ma non dove serve di più: le città

Mer 27 Set 2017 | di Fausto Tranquilli | Ambiente
Foto di 10

Quanti pensano all’Italia come a un territorio sommerso dal cemento sbagliano. In dieci anni, tra il 2005 e il 2015, il Corpo forestale dello Stato ha stimato che la superficie verde è cresciuta del 5,8% e che ha toccato quasi 11 milioni di ettari. Un dato che non fa però della Penisola una nazione green. L’aumento degli alberi è dovuto soprattutto all’espansione naturale dei boschi, a causa del progressivo abbandono delle attività silvo-pastorali, ma dove sono più necessari, ovvero nelle città, non fosse altro che per contrastare l’inquinamento, mancano. E i pubblici amministratori sono ancora lontani dall’adottare tutti gli strumenti necessari per rendere i diversi centri maggiormente verdi. Lo evidenzia una recente relazione presentata dal ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti e redatta dall’apposito Comitato per lo sviluppo del verde pubblico, che fa capo allo stesso Ministero. 
Il report riguarda il monitoraggio dell’attuazione delle disposizioni sull’incremento del verde pubblico e privato, ed è stato depositato alla Camera dei deputati. 


PIÙ VERDE, MENO MALATTIE
Il “Comitato” è stato chiaro: “In Italia gli alberi non sono pochi. Il problema è piuttosto la loro distribuzione, perché ne servirebbero di più dove oggi sono meno del necessario”. Non basta dunque che le foreste italiane arrivino a coprire il 34% del suolo nazionale e il 5% di quello europeo. Gli alberi sono necessari nelle città, dove vive un terzo degli italiani.  Come previsto anche dal piano anti-smog messo a punto alla fine del 2015 dal Ministero dell’ambiente e dagli enti locali, nei centri urbani occorre maggiore verde per assorbire CO2 e migliorare anche la qualità della vita.  Recenti studi hanno stabilito che chi risiede vicino ad aree verdi soffre meno di patologie, come l’obesità, il diabete e malattie mentali. Le piante fanno bene al corpo e allo spirito. Il messaggio fa però fatica a passare nei Palazzi.   ESEMPI VIRTUOSI Qualche esempio virtuoso c’è. A Milano, ad esempio, le Ferrovie, il Comune e la Regione Lombardia stanno creando un ampio sistema verde nel milione di metri quadrati che sarà restituito alla città grazie alla riqualificazione degli ex snodi ferroviari di Farini, Porta Genova, Porta Romana, Lambrate, Greco, Rogoredo e San Cristofaro. Un’eccezione. Neppure le sanzioni portano a invertire definitivamente la rotta. Eppure il “Comitato” sta lavorando duramente per cambiare cultura, specificando ad esempio quest’anno al Comune di Aprilia, in provincia di Latina, che anche la mancata pubblicazione del bilancio arboreo, in base al decreto legislativo 33 del 2013, costituisce una violazione che espone appunto a sanzioni: causa di responsabilità per danno all'immagine dell'amministrazione e multa da 500 a 10mila euro nei confronti dei dirigenti comunali. Mentre il Comune di Frosinone ha ricevuto il via libera alla multa da 1.300 euro fatta alla locale Asl per un taglio di alberi non autorizzato. Battendo soprattutto sulla legge 10 del 2013, relativa allo sviluppo degli spazi verdi urbani, sempre il “Comitato” ha più volte ricordato agli enti locali che va realizzato un catasto arboreo, cioè un registro di tutti gli alberi presenti sul territorio comunale, un bilancio da parte del sindaco a fine mandato, in cui indicare quanti alberi ha trovato nel proprio Comune  e quanti ne ha lasciati, e che, come stabilito con la legge 113 del 1992, va piantato un albero per ogni neonato. 

CENSIMENTO DEL VERDE URBANO:  SOLO 30 METRI QUADRI PER ABITANTE
Al momento, però, solo 89 capoluoghi di provincia su 116 hanno fatto un censimento del verde, solo 52 si sono dotati di un regolamento per gestire le aree green e appena 11 hanno adottato un piano del verde, necessario a pianificare lo sviluppo delle aree che consentono alle città di respirare. E tutti e tre gli strumenti, ritenuti fondamentali, sono presenti esclusivamente in 8 capoluoghi. Divario notevole, poi, anche su tale fronte tra Nord e Sud: alla fine del 2015 il censimento degli alberi lo hanno fatto il 76,7% dei Comuni del settentrione e poco più di un terzo nel mezzogiorno.  E la messa a dimora di un albero per ogni nuovo nato? Sempre nel 2015 la legge risulta rispettata soltanto da 42 capoluoghi di provincia su 116, il 36,2%. Non meraviglia a questo punto che, nel 2014, il verde urbano è risultato occupare appena il 2,7% della superficie delle maggiori città. La percentuale più alta, in base ai dati Istat, è quella di Sondrio, con il 32,9%, seguita da Trento (29,8%) e Monza (25,2%). La media di verde a disposizione per ogni abitante oscilla invece tra 10 e 30 metri quadrati. Ancora troppo poco.

IL VERDE AIUTA IL TURISMO
Le aree verdi sono utili anche ad incrementare i visitatori nelle città. Si tratta del cosiddetto verde di pregio. Un esempio è il parco di San Giovanni, a Trieste, che ha vinto l’“Award of garden excellence 2015”, risultando tra i venti roseti più prestigiosi del mondo.  Oppure Cervia, sulla costa romagnola, dove per tutta l’estate vengono tenute in esposizione sculture verdi, realizzate con oltre 350mila piante. A Genzano di Roma, nei Castelli Romani, la tradizionale infiorata richiama invece ogni anno oltre 150mila visitatori.
 




L’ALBERO FA MEMORIA

Il verde può avere anche un’alta valenza simbolica. Quest’anno a Portocannone, in Molise, a maggio è stato piantato un albero nel cortile della scuola media di via Jovine in memoria di tutte le vittime della criminalità, ad Andria hanno piantato ulivi e cespugli di lavanda in omaggio alle vittime del disastro ferroviario del 12 luglio 2016. Nel giardino della Memoria di Palermo, confiscato ai mafiosi e dedicato a tutti i caduti nella lotta contro la mafia, sono stati piantati alberi in ricordo del sottufficiale della polizia penitenziaria Luigi Bodenza, ucciso nel 1994. Analogo giardino è stato avviato in Calabria, a Isola Capo Rizzuto su terreni confiscati alla ’ndrangheta. Solo il 15 % circa dei Comuni, incaricati di effettuare il lavoro sul campo, ha provveduto ad effettuare il censimento di quel grande patrimonio storico, botanico e paesaggistico rappresentato dagli alberi monumentali. Si distingue in positivo la Sardegna, con ben 400 di questi “monumenti viventi” censiti. Da ricordare: il 21 novembre si celebra la giornata nazionale degli alberi.




QUALCHE NUMERO

1.700 ettari l'anno di nuovo verde dovuti a imboschimento

58  Comuni capoluogo hanno celebrato la Giornata nazionale degli alberi per incrementare il patrimonio verde (21 novembre)

2 milioni gli alberi censiti alla fine del 2015

11,8 metri quadrati di verde ogni 100 di superficie nelle aree urbanizzate del Nord

5,3 mq di verde ogni 100 di superficie nelle aree urbanizzate del Sud

Fonte Comitato verde pubblico e Istat 


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