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Levante: Una voce fuori dal coro

Levante non chiede scusa, non cerca giustificazioni e non attira l’attenzione: artista eclettica e camaleontica, è il giudice più imprevedibile di X-Factor anche se ad un talent lei non parteciperebbe mai

Mer 27 Set 2017 | di Alessandra De Tommasi | Interviste Esclusive
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Quando ti parla non sta ferma un attimo, si muove sulla sedia, si sporge in avanti e sembra quasi che voglia abbracciarti da un momento all’altro. Levante è così, cantautrice di talento e donna imprevedibile. Le bastano pochi minuti per far innamorare di sé i ragazzi del Giffoni Film Festival. Con loro si è messa a nudo e si è resa vulnerabile senza alcun filtro, trasmettendo un entusiasmo fuori dal comune. Questa gioia incontenibile non è il frutto di una vita di privilegi e di coccole, ma di una storia delicata e difficile, che l’ha resa forte e indipendente. Ogni emozione, ogni sentimento, ogni pensiero è diventato musica, passando dalle parole che ama tanto mettere nero su bianco, fin da quando, piccolissima, ha trovato questo canale privilegiato per aprirsi al mondo.

Partiamo dall’inizio: com’è nato il nome di Levante?
«Per gioco, a nove anni, quando la mia amichetta Olga mi ha dato questo nome, tratto dal film “Il ciclone” di Pieraccioni. Era estate e mi chiamava Levi, perché Levante è colei che si alza in piedi e credo che quel nome mi ha cambiato il destino». 

Come s’intrecciano la musica e il romanzo?
«Per me il tema dello specchio ritorna e la protagonista del libro (ha pubblicato per Rizzoli a gennaio 2017 “Se non ti vedo non esisti” - ndr) mi somiglia, ecco perché è finita anche tra le canzoni. In realtà avevo scritto un romanzo anche quando avevo vent’anni, ma poi mi ha chiamato la casa editrice per chiedermi se avessi una storia nel cassetto perché aveva notato online quanto fossi logorroica e appassionata della scrittura».

Nessuno si sarebbe aspettato di vederla a X-Factor…
«Ha sorpreso anche me. La cosa più bella che ho potuto constatare è l’assoluta libertà di fare, dire e pensare quello che voglio, contrariamente a ogni pregiudizio al riguardo. Anche se non parteciperei mai come concorrente ad un talent show, negare che X-Factor sia un grande palco è da stupidi, è un’ottima vetrina. Nel 2010 sono stata segnalata alla redazione, ricordo che stavo camminando ad agosto per la strada quando mi hanno telefonato per propormelo, ma ho rifiutato, anche perché poco dopo sarei partita per l’Inghilterra, dove ho fatto un altro percorso, forse più lungo».

Si chiede cosa sarebbe successo se avesse accettato?
«Ancora mi chiedo: “Mi avrebbe capita?”, “Avrei velocizzato la mia carriera?”. Beh, non lo so. Non è che a pranzo mangiamo tutti la stessa cosa, anche se cresciamo lo stesso».

Di chi si è innamorata a prima vista nella trasmissione?
«Mara Maionchi: non puoi non amarla, è una donna speciale che non si nasconde dietro niente, una persona onesta e schietta. E mi fa ridere quando scherza con Fedez dicendogli che si fa attendere dalle donne».

I suoi concerti sono molto particolari, le piace chiacchierare con il pubblico…
«Ho sempre parlato tanto con la gente, ho iniziato raccontandomi sul palco, è un modo per fare entrare le persone nel mio mondo, ma negli ultimi tempi lascio che sia la musica a parlare di me. A volte mi sembra di spiegare le barzellette e allora non fanno più ridere, ecco perché mi considero una ‘autrice che canta’. A casa mia papà suonava l’organo, mio fratello la chitarra e mia sorella cantava, insomma ce l’ho nel sangue». 

Cosa sognava da piccola?
«Il mio desiderio più grande era raccontare una storia e così a nove anni ho scritto la prima canzone e a dodici suonavo la chitarra. Ci tengo molto alla semplicità delle parole, mi piace usarle con ironia e leggerezza, perché il mio amore profondo è per l’incontro. Sento dentro di me l’esigenza di scrivere qualcosa quando mi innamoro di una melodia che compongo e poi spontaneamente ci scrivo sopra delle parole, in modo spontaneo e istintivo».

Dove nasce l’ispirazione?
«Mentre sono nella bottega sotto casa o al supermercato, insomma ovunque, ma mai in maniera industriale. Se volessi uno yacht e fare una vita da nababbo dovrei scrivere delle porcherie per scalare la classifica. Invece no, io faccio musica nata dalle lacrime e dal loro che mi porto dentro e i numeri non mi interessano. Attenzione, non dico che non m’interessa vendere il disco, ma l’avere visibilità è una componente fondamentale del pagare l’affitto».

Cosa ne pensa dei social?
«A me sembrano una piscina dove tutti vomitano dentro. È come se ci avessero appena dato due pietre e stessimo per scoprire il fuoco, siamo dei primitivi nell’era digitale e in futuro quando vedranno i nostri post ci prenderanno di sicuro per cretini».

Cosa le ricorda la canzone “Alfonzo”?
«È una delle canzoni più tristi che abbia mai scritto. La musica è di tutti e, quando arriva a te, le dai il senso che vuoi. Ho passato l’adolescenza in camera a scrivere musica, non sono mai andata in discoteca. Orfana di padre, a 24 anni non avevo ancora realizzato il mio sogno, anzi mi ritrovavo a preparare cappuccini in un bar per pagare le bollette. Quando me ne sono andata in Inghilterra ho dormito due mesi in un tugurio su un materassino gonfiabile.» 

Claudia e Levante s’incontrano mai?
«Per me sono distinte anche se sono due parti altrettanto importanti di me. E anche in giuria a X-Factor porto i miei gusti e le mie opinioni, coerenti con il mio percorso musicale. Non ho mai visto neppure una puntata e non sapevo neppure cosa fosse un bootcamp, eppure gli autori mi hanno detto che sembravano a mio agio nel programma come se vi partecipassi da anni. La mia filosofia è questa: quando ti presenti così come sei sai di dover rispondere sia dei successi che degli errori».

È brava a giudicare?
«Il mio sarà un percorso semplice, non so giocare a poker né fare strategie, vorrei che le concorrenti che seguo fossero prive di ogni forma di competizione e riuscissero a legare. Voglio solo portare avanti una voce che sappia dare un contributo diverso al panorama musicale. Vincere non conta».

 

 


UNA STELLA MADE IN SICILY

Levante, al secolo Claudia Lagona, ha 30 anni. Nata a Caltagirone, cresciuta in provincia di Catania e poi trasferita a Torino dopo la morte del padre, ha vissuto a Leeds. A gennaio 2017 ha pubblicato il romanzo d’esordio, “Se non ti vedo non esisti” (Rizzoli), mentre ha continuato ad occuparsi di musica per poi pubblicare il terzo album. Ad X-Factor, in onda su Sky da settembre, è protagonista come giudice accanto a Fedez, Manuel Agnelli e Mara Maionchi.  Dopo aver vinto il disco d’oro con “Alfonso” ha continuato collaborazioni illustri, da J-Ax a Ex-Otago.  

 

 


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