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3.000 anni fa, la risposta giusta per oggi

Se il mondo è talmente contro la vita da impedirci di essere noi stessi, tanto vale staccarsi da tutto e da tutti per non morire dentro

Ven 27 Ott 2017 | di Alberico Cecchini | Editoriale

Spesso mi ritrovo confuso per il troppo correre quotidiano e perdo di vista ciò che è davvero essenziale. Cioè che la bellezza e la ricchezza che abbiamo dentro sono talmente grandi che tutti i diamanti del mondo non basterebbero a misurarle. Ogni neonato ha le stesse potenzialità di Steve Jobs, Einstein, Caravaggio o Chopin. Anzi di più. Perché poi non arriviamo ad esprimerle? 

Nessuno ci accoglie e sa rispettare la nostra dignità più profonda. Molti ci invidiano o elogiano per cosette esteriori. Più spesso ci ignorano, ci criticano, ci giudicano su stupidaggini.  Abbiamo una meraviglia interiore immensa che vuole liberarsi, amare, esprimersi, ma che non ci riesce, perché essenzialmente incontra questi muri. Ma i muri più grandi sono quelli registrati nella nostra storia e ci bloccano. Sembra che la depressione, il cancro e tutte le malattie abbiano quest'origine. 

Abramo ci indica l’unica soluzione per ritrovare la propria vita. Non è un discorso cattolico, perché Abramo è capostite di Ebrei, Musulmani e Cristiani. La realtà è diventata talmente squallida che oggi siamo obbligati a staccarci da tutti e da tutto ciò che ci impedisce e disturba nel profondo. Come Abramo, che era molto ricco, ma sterile, e che per cercare la sua fertilità e la sua vera natura scelse di andarsene nel deserto, rifiutando tutto della cultura di allora. Che era di debolezza, imbroglio, violenza, soldi, dissoluzione sessuale e chiacchiere. Proprio come oggi! 

Siamo già morti se continuiamo ad essere passivi meccanismi di un ingranaggio contro la vita, senza che neanche ce ne accorgiamo.

Fare questo passaggio nel deserto è più doloroso di un parto. Ma dopo sì che possiamo essere davvero noi stessi, sorridere, risplendere, amare e avere chiaro cosa vogliamo. E avere successo senza morirne.

Solo allora possiamo finalmente avere relazioni sane e dignitose. E quindi parlare anche di cultura, arte, business, ecologia, cibo. Prima di parlare o scrivere post abbiamo bisogno di tanto vero silenzio.

Sappiamo bene che è così, allora diamoci una mano a sopravvivere, contro la malvagità del banale.


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