acquaesapone Attualità
Interviste Esclusive Viaggi Editoriale Inchieste Io Giornalista TV/Cinema A&S SPORT Zona Stabile Rubriche Libri

Armi nucleari: il divieto Onu è realtà

Ma l'Italia, al rimorchio delle potenze atomiche, continua a boicottarlo

Ven 27 Ott 2017 | di Francesco Buda | Attualità
Foto di 7

È formalmente partita la procedura per mettere al bando le armi nucleari. Approvato il 7 luglio dall'Assemblea generale dell'Onu, il Trattato che prevede tale divieto ha raggiunto e superato le 50 adesioni. È questo il numero minimo necessario affinché simili accordi possano poi entrare in vigore. Ai Paesi che hanno firmato e quelli che firmeranno non resta che ratificare. La ratifica, passaggio definitivo, di solito viene effettuata dai rispettivi Parlamenti. Non era mai successo prima. 

53 PAESI PIONIERI
Mentre scriviamo, sono 53 gli Stati che hanno firmato, senza se e senza ma. È un altro epocale passo per far entrare in vigore il divieto universale e totale di produrre, utilizzare, trafficare, agevolare le tecnologie che possono provocare l'estinzione del genere umano e suicidare il Pianeta. Come raccontavamo su Acqua & Sapone di settembre, l'avvio delle adesioni dopo l'approvazione del Trattato è partito il 20 settembre, alla  vigilia della Giornata mondiale della Pace. Non solo: esiste una piccola avanguardia che ha pure ratificato immediatamente le regole internazionali per un mondo libero da bombe atomiche. Sono Guyana, piccola Repubblica che affaccia sull'Oceano Atlantico all'estremo nord est del Brasile, la Santa Sede e la Tailandia. 

ITALIA OSTAGGIO DEL DOTTOR STRANAMORE
I rappresentanti del nostro Paese all'Onu hanno boicottato i negoziati per arrivare a questo storico Trattato. Insieme a quelli che hanno l'atomica, negano che abbia valore. Dicono che basta il Trattato di non proliferazione: un atto che prevede di non accrescere le circa 15mila testate nucleari attualmente stimate nel mondo (il numero esatto, noi gente normale, non lo possiamo sapere). Ma non impone di farle fuori una volta per tutte e basta. 

Il nuovo Trattato, invece, vieta anche la sola minaccia di utilizzarle. La firma dell'Italia avrebbe un valore particolare, essendo il Paese europeo con più testate atomiche in Europa. 
«Ma si può fare benissimo – spiega ad Acqua & Sapone Olivier Turquet, dei Disarmisti Esigenti in prima linea anche in questa campagna – in Grecia, ad esempio, avevano ordigni atomici americani e li hanno tolti dal proprio suolo». Turquet, che coordina anche la redazione italiana di Pressenza (www.pressenza.com/it)  e con migliaia di altri cittadini in tutto il mondo, insieme all'ICAN, sostiene la Campagna internazionale per l'abolizione delle armi nucleari, partecipando e collaborando direttamente ai lavori per il Trattato anti-bombe nucleari.

 



Nobel a chi ha promosso il divieto di armi atomiche

Ipotenti non possono più snobbare o mettere a tacere il grido dell'umanità che chiede di fermare la follia atomica. Soprattutto dopo che è stato assegnato il Premio Nobel per la Pace a ICAN, la Campagna internazionale per l'abolizione delle armi nucleari. Una rete mondiale senza scopo di lucro, nata nel 2007, che raccoglie oltre 440 gruppi di cento Paesi diversi, Italia inclusa. Grazie ad essa, il divieto di armi nucleari, totale e universale, è realtà. 
Il premio è stato assegnato alla Ican per "il suo ruolo nel fare luce sulle catastrofiche conseguenze di un qualunque utilizzo di armi nucleari e per i suoi sforzi innovativi per arrivare a un trattato di proibizioni di queste armi". 




Italia, quelli con più bombe Usa

In Italia sono custodite 70 delle 180 testate nucleari americane in Europa. Siamo il Paese europeo che ne ha di più e l'unico con due basi nucleari, ad Aviano, in Friuli, e a Ghedi, nel bresciano. Gli Usa, tenendo tutto segreto, hanno deciso di aggiornare questi ordigni in Italia con le B61-12, bombe atomiche di ultima generazione, che hanno fino a 50 kilotoni di potenza, equivalenti a 50 miliardi di kg di tritolo ognuna.    


Condividi su:
Galleria Immagini