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Aggiungi un posto a tavola

Gianluca Guidi cura la regia e veste i panni di Don Silvestro

Ven 27 Ott 2017 | di Angela Iantosca | Interviste Esclusive
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E' tornato a teatro il musical dei record, “Aggiungi un posto a tavola”, che debuttò a Roma nel 1974. A vestire i panni di Don Silvestro, per la seconda volta, Gianluca Guidi, figlio di Johnny Dorelli, che cura anche la messa in scena dello spettacolo.

Quali sono le novità di questa edizione?
«Il cambiamento è nel ripristino dell'allestimento del 1974, grazie ad Alessandro Longobardi che ha voluto il doppio girevole. E poi siamo in 60 a lavorare per questo spettacolo, una cosa fuori dal normale, senza dimenticare l'orchestra dal vivo con 16 elementi».

Cosa si augura?
«Quello che spero è di fare uno spettacolo elegante, che rispetta tutto e che aggiunge un po' di freschezza».

Si ricorda quando suo padre ha debuttato? 
«Era il dicembre del 1974. Ho un ricordo molto lontano, ma quello che mi rimane in mente sono i due girevoli che giravano all’inizio e il profumo che usciva dal sipario! L’ho sempre attribuito al corpo di ballo femminile: non sono certo che dipendesse da quello, ma mi piace pensare che fosse per quello!».

Qual è il messaggio imperituro dello spettacolo? 
«Il primo messaggio è molto teatrale ed è il seguente: se le cose sono scritte bene, lo spettacolo ha un valore che può durare per sempre. Se parliamo a livello di socialità, poi, immagino susciti in ognuno sensazioni diverse, perché tocca tematiche diverse. Ognuno ritrova delle situazioni che gli appartengono».

Quando le hanno proposto la prima volta di vestire i panni di suo padre…
«Questa volta sono arrivato postumo a migliaia di decisioni già prese in realtà. Mi hanno chiesto di curarne l’allestimento e io l’ho fatto, dicendo che doveva esserci un ragazzo giovane per fare la parte di Don Silvestro. Poi svariate aliquote, tra cui anche quelle di vendita sul mercato, mi hanno spinto a ritornare sui miei passi. Ma non demordo. Ho un sostituto in compagnia che ora voglio preparare! Mi auguro che mi possa sostituire gradualmente, in modo che lo spettacolo esca dalla famiglia Guidi o Dorelli, anche perché, se dovete aspettare che crescano i miei figli, ne passerà di tempo (Giacomo ha 9 anni e Giulio 7 – ndr).

Il tour dove vi porterà?
«Fino al 26 novembre a Roma al Brancaccio. Poi in grandi città, tra cui Napoli e Torino. A capodanno a Pavia!».

Qual è il passaggio al quale si sente più legato?
«Quando Don Silvestro riesce a ricondurre il Padre eterno ad un discorso logico, nel momento in cui arriva il cardinale: è il momento dell'umanizzazione di Dio rispetto ad una connotazione a volto retrograda».

Lei ha avuto una brillante carriera cominciando grazie a Gigi Proietti. Come si gestisce una figura importante come quella di suo padre?
«Mio padre è Dorelli per voi. Per me è mio padre. E lui si è tenuto sempre molto alla larga rispetto a ciò che facevo, non ha mai interferito. Ogni tanto ci siamo confrontati a tavola, come un padre e un figlio». 



SI VA IN SCENA COME NEL 1974

Dopo 43 anni dal primo debutto è tornata in scena “Aggiungi un posto a tavola”, la più celebre commedia musicale di Garinei e Giovannini, con le musiche di Armando Trovajoli e le coreografie di Gino Landi. Rappresentata per la prima volta nel 1974, si è affermata anche sulla scena internazionale con oltre 50 allestimenti in Inghilterra, Austria, Cecoslovacchia, Portogallo, Spagna, Russia, Ungheria, Messico, Argentina, Cile, Brasile. La nuova produzione di Alessandro Longobardi per Viola Produzioni ha debuttato al Teatro Brancaccio a metà ottobre e sarà in replica fino al 26 novembre. La regia originale di Garinei e Giovannini è stata ripresa da Gianluca Guidi, le coreografie sono dirette nuovamente da Gino Landi e le scene e i costumi riprendono fedelmente quelli originali. Nei panni di Clementina la giovanissima Beatrice Arnera.


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