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Mamma, cosa sono le molestie?

Da settimane ovunque si parla degli scandali sessuali e i nostri figli ora cominciano a porci domande: io provo a dare questa spiegazione...

Gio 30 Nov 2017 | di Lucrezia L. | Genitori&Figli
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Prima o poi succederà anche a voi. Il moltiplicarsi di denunce di molestie a sfondo sessuale su tv e giornali non può sfuggire a lungo alle antenne dei nostri figli e loro ci chiederanno di spiegare cosa sta succedendo, cosa significa tutto questo. O almeno speriamo che lo facciano, perché è una faccenda troppo complessa e delicata per lasciare che i nostri figli se la sbrighino da soli. In realtà, notizie come queste ci mettono tutti in discussione.

Io ho poche certezze. Una è che trovo molto preoccupante che accuse di questa gravità vengano affidate a processi mediatici, c’è il rischio di fare tanto fumo e poco arrosto, lasciando impuniti i colpevoli, e allo stesso tempo di rovinare la vita a persone oneste. Anche perché, avrete notato, quando ci si affida al tribunale della pubblica opinione, ogni “processo” si trasforma in un sondaggio. Le persone accusate vengono ritenute colpevoli non in base ai fatti analizzati con criterio e rigore, ma in base al fatto che ci stiano simpatiche o meno, che le conosciamo oppure no, anche in base all’aspetto fisico. Vuoi che quell’uomo così bello e con l’aria rassicurante abbia fatto cose del genere? Ma figuriamoci. E quello grosso, tarchiato, con la pelle butterata? Si vede che è un pervertito. Alla fine tutto si risolve così. Ed è una barbarie.

A me non interessa giudicare i casi singoli, non sono un magistrato, non ho ascoltato i testimoni, non ho prove. Giudico terribile che tante persone subiscano molestie e abusi e sicuramente dobbiamo fare in modo che questo cambi, che avvenga sempre meno. Ma ai miei figli so di dover insegnare che non devono cadere nella trappola dell’odio tribale. Attorno a queste denunce, mi pare, si va sviluppando il desiderio di dividere l’umanità in due. C’è chi sinceramente pensa che gli uomini siano tutti potenzialmente dei bruti e le donne delle povere vittime. Ma non è così. Non ho figlie femmine, ma se le avessi vorrei insegnare loro a non considerarsi vittime né deboli. E ai miei due maschi vorrei riuscire a insegnare soprattutto che cos’è la violenza e perché ci dobbiamo rinunciare.

Io non credo che siamo divisi in tribù, non penso, come donna, di avere più cose in comune con qualunque altra donna di quante ne abbia con gli uomini a cui mi sento più vicina. Io credo che ci siano brave e cattive persone. Chiunque può esercitare la violenza su un’altra persona se questa è più debole e non parliamo solo di forza o debolezza fisica. Non c’è alcuna prova che una donna che abbia forza e/o potere si comporterà diversamente da un uomo. La differenza, io credo, la fa il senso etico della singola persona. 

Ai miei figli vorrei spiegare che chiunque può essere sopraffatto da un altro e che approfittare di una persona più debole è la più grande vigliaccheria. Non si tratta di essere buoni o buonisti: l’unico modo per vivere insieme è rinunciare alla sopraffazione, che sia sessuale o meno. Altrimenti anche il più forte e potente non potrà mai dormire tranquillo.

La società nel passato ha disegnato ruoli diversi per le donne e gli uomini, ruoli che vedevano spesso la donna ridotta a uno stato di inferiorità. Ma, ora che questo stato di cose sta finalmente cambiando, non ha senso cercare vendetta per quel passato. Io temo che si voglia sfruttare anche questa campagna di denunce in un’occasione per marcare le differenze, tra noi, le donne, e  loro, gli uomini. Ma io ho incontrato tanti uomini che, pur avendo posizioni di forza, non hanno mai ceduto alla tentazione di approfittarsene. E io credo che siano la maggioranza. Per gli altri, spero che arrivi puntuale la giusta punizione.   


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