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Michael Weatherly: Il fascino della simpatia

Già amatissimo per “NCIS” ha ancora in serbo moltissime sorprese

Gio 30 Nov 2017 | di Alessandra De Tommasi | Interviste Esclusive
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Impeccabile nel suo doppiopetto scuro, Michael Weatherly sfoggia un sorriso rassicurante. Si alza dalla poltroncina con vista sulla Costa Azzurra, al Festival della TV di Monte-Carlo, tende la mano per una stretta vigorosa, ma si vede che sarebbe più a suo agio con un abbraccio. E non perché gioca al seduttore, non ne ha bisogno: questo gigante uomo, alla soglia dei 50 anni, ha finalmente trovato la saggezza e l’equilibrio necessari per non ostentare né dimostrare nulla. A parlare al posto suo sono i successi tv: dopo oltre un decennio di scappellotti, il suo Tony DiNozzo, ormai padre, ha lasciato “NCIS”, la serie più vista al mondo. E anche lui ha intrapreso la strada della maturità con “Bull”, uno psicologo dal passato tormentato che sa leggere le persone come un libro aperto. Sul set come nel privato, l’attore continua a stupire, con una gentilezza quasi d’altri tempi. 
 
Si considera un libro aperto o piuttosto ha la faccia da poker per sviare chi intende “leggerla” dentro?
«Né l’uno né l’altro, mi considero più un deflettore, se vogliamo chiamarlo così. Ho imparato però a capire cosa la gente cerca o vuole. Agli inizi della mia carriera non ero disposto ad accettarlo e a guardarmi dall’esterno, non sopportavo neppure di ascoltare il suono della mia voce alla segreteria telefonica».
 
Oggi va meglio?
«Il merito va anche alla tecnologia: gli smartphone ci mettono a nostro agio con le proiezioni che forniamo di noi stessi. Per fortuna però io ho deciso di distinguere tra l’immagine che mostro all’esterno e quella che ho nella mia testa».
 
Mi faccia un esempio.
«Mio padre da piccolo mi ha insegnato a volare sotto il radar, senza mettermi in mostra, a lasciare che gli altri mi sottostimino, almeno fino a che non arriva il momento giusto per dimostrare il mio valore».
 
Sembra molto saggio, uno di quelli che hanno trovato la serenità, per non dire la felicità. Condivide con noi un momento perfetto?
«Stamattina mi sono svegliato presto, prima dei miei figli, nell’appartamento che abbiamo affittato a Cap Ferrat, una mezz’oretta dal Principato di Monaco (per la partecipazione al Festival della TV di Monte-Carlo - ndr). Mi sono trovato immerso in questo splendido paesaggio, circondato dalla mia famiglia e ho pensato a quanto fossi felice. Quando faccio un tour per promuovere il telefilm mi ritrovo spesso lontano, ma stavolta ho deciso di darci un punto fermo, un luogo a cui far ritorno, per dormire nello stesso letto, lontano dai radar».
 
In che fase della vita si sente?
«Non per fare il poetico a tutti i costi, ma mi sento in piena fioritura, come un fiore di ciliegio, felice di godermi il momento, eppure consapevole che il tempo vola e va valorizzato perché irripetibile».
 
Cosa si augura oggi?
«Vorrei che i miei figli si sentissero sempre al sicuro, amati e supportati qualunque strada decidano di intraprendere. Insegno loro che la vita è fatta anche di disastri e fallimenti».
 
L’ultima volta che l’ho incontrata, ai tempi di “NCIS”, aveva un’aria più scanzonata. Quando ha acquistato questa saggezza?
«Me l’ha regalata l’età. L’esperienza mi ha ammorbidito e rilassato, continuo a sbagliare e collezionare errori, sia chiaro, ma dentro mi sento ancora un 23enne. Alcune cose, però, non cambiano: ho sempre un lavoro che richiede tanta dedizione e anche comprensione della gente».
 
Nel frattempo si è sposato e ha trovato la donna perfetta. Conferma?
«Mia moglie è incredibile: è gentile, istruita, empatica con la gente e con una forte etica del lavoro. Lei, da buon medico, tiene in gran conto la salute… e non guasta che sia una maga ai fornelli. Anch’io cucino, sia chiaro… Beh, guardami, ho messo su pancetta quindi credo che si veda, sarà merito del cibo serbo che mi cucina? Il nome dei piatti non lo so pronunciare, i miei figli invece stanno imparando la lingua».
 
Il pubblico, si sa, prova un’affezione per i personaggi: ha per esempio tifato da subito per DiNozzo e Ziva in “NCIS”. Vedremo una reunion tra voi due in “Bull”?
«Per ora no, ma tutto può succedere». 
 
Lei tornerebbe per il finale di “NCIS”?
«Sì, per me resta sempre una porta aperta, il set è una seconda famiglia, amo tutti dal primo all’ultimo e poi mi manca Tony, non mi dispiacerebbe farlo tornare».                                     
 
 

 
CONSIGLI DI LETTURA PER “ADDICTED”
 
Non riuscite a fare a meno delle battute di Sheldon Cooper in “The Big Bang Theory”. Siete stati accartocciati dalla domanda “Chi ha ucciso Laura Palmer?” in “Twin Peaks”. Avete amato smisuratamente “Fargo” dei fratelli Coen anche nel passaggio dal film alla televisione. In una definizione, siete dipendenti. Vi tocca leggere “Addicted” (LiberAria, pp. 160, € 10), una raccolta di cinque saggi curata da Carlotta Susca, che analizza molte delle serie tv più famose di oggi e attraversa in modo felicemente intrigante il motivo di questa dipendenza.           Emanuele Tirelli
 
 

 
GOLDEN BOY IN TV
 
Michael Manning Weatherly Jr., classe ’68, ha conosciuto la prima moglie Amelia Heinle sul set di “Quando si ama”, ha avuto un figlio da lei, August, oggi 21enne. Ha avuto una storia con Jessica Alba, sua partner in “Dark Angel”. Otto anni fa ha sposato l’oncologa Bojana Jankovic (nella foto), di origini serbe, da cui ha due figli, Olivia e Liam Milan, di 5 anni e mezzo e 3 anni. Per 12 anni è stato l’agente speciale Anthony DiNizzo, nella serie tv “NCIS – Unità anticrimine”, in onda su Rai Due. Ha lasciato il progetto per un ruolo da protagonista assoluto in “Bull”, in onda su Rai Due con la prima stagione, dove interpreta uno psicologo che è un manipolatore di giurie nei processi, ma con un’anima nobile.

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