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Menopausa più vita

Tutto quello che dovete sapere e non avete mai osato chiedere sul “Grande Cambiamento”

Gio 30 Nov 2017 | di Angela Iantosca | Attualità
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Ammettiamolo, attendiamo quel momento come a dodici anni attendevamo la prima mestruazione o, un po' più avanti, il primo rapporto sessuale: perché l'arrivo del “Grande Cambiamento” è come un salto nel vuoto, un tuffo carpiato senza rete sotto...  Oppure no? Forse è così solo perché così da sempre ce lo hanno rappresentato, un po' come il famigerato “partorirai con dolore”... Finalmente qualcuno ha pensato di far luce su una delle tappe cruciali della vita di una donna: lei è Elena Mora, giornalista e scrittrice, che ha dato alla luce “Menopausa più vita – Tutto quello che dovete sapere (e non avete mai osato chiedere) per affrontare il “Grande Cambiamento” (Cairo).

 
Cominciamo dal che cosa non si osa chiedere.
«Non si osa parlare nemmeno tra le amiche del grande tabù che è la menopausa. A tal proposito è stato interessante confrontarmi con una farmacista, che è un po' il nostro primo baluardo in caso di problemi (in merito vorrei dire che è stato un piacere nel libro dare la parola ‘alle esperte’ e non ‘agli esperti’, perché è giusto che siano le donne ad occuparsi di questi argomenti): lei mi ha spiegato che uno dei temi che preoccupa di più, legato alla menopausa, è quello del prendere peso (tema centrale nella nostra esistenza), poi in un secondo momento si parla della secchezza vaginale, che tocca tantissime donne. Su 10 che ne soffrono, solo 3 ne hanno parlato con un medico o un farmacista: una cosa grave, perché è un problema che ne trascina altri che possono riflettersi sulla vita quotidiana, come le perdite urinarie».
 
Quali sono i veri problemi dunque legati alla menopausa?
«Prima di tutto è interessante notare come il 'dramma' sia vissuto in modo diverso a seconda delle latitudini. C'è uno studio americano che è stato realizzato sulle donne provenienti da diverse etnie, da cui emerge come la cultura influenzi l'atteggiamento nei confronti della menopausa. I sintomi, infatti, cambiano tra una etnia e l'altra: l''unico sintomo conclamato e comune a tutte le latitudini sono le caldane, perché ingrassare dipende dallo stile di vita che si è avuto, l'insonnia uguale, gli altri sintomi sono legati alla vita quotidiana». 
 
Come affrontare tutto questo?
«Il mio interesse è spiegare come garantire una vita allegra non dicendo nonostante, ma grazie alla menopausa. Dobbiamo pensare che dai 50 anni - l'età nella quale di solito si va in menopausa - agli 85 (l’aspettativa di vita media in una donna) abbiamo un lungo periodo davanti: cerchiamo di viverlo al meglio!».
 
In questo la comunicazione non aiuta.
«Se si fa uno spot sulle perdite urinarie, usando una ventenne truccata da trentenne e dicendo che non ci si riesce più a buttare con il paracadute, la comunicazione è sbagliata. Perché con le perdite urinarie che si hanno - non a 30 anni - non è che non ci si butta più dal paracadute, ma magari la vita peggiora, non si va al cinema o a cena con le amiche e questa cosa mi può far deprimere…».
 
Quindi la menopausa è così drammatica?
«Dipende molto da come si affrontano le cose della vita. È comprovato che se sei depresso prima, affronterai la menopausa con depressione. Certo è evidente che finisce un ciclo e ne comincia un altro, quello che io chiamo il sessanteen-ager: il corpo cambia e bisogna farsene una ragione, cambia il nostro rapporto con gli altri, cambia anche il linguaggio. Da adolescente impari il linguaggio della seduzione, a 60 anni il linguaggio della seduzione bisogna metterlo da parte: anche se sei una Barbie, la ventenne ha altri argomenti. Quindi è un momento di grande stravolgimento… E allora consideriamoci libere dall'ovulazione - cioè egg free - e fortunate nel mondo!».
 
Fortunate come le orche assassine.
«Esattamente ed è la scienza a dircelo. L'essere umano femmina, infatti, condivide il sudato (è proprio il caso di dirlo!) privilegio della menopausa con una sola altra specie animale, quella delle orche assassine. Ciò che interessa in questa analogia è che, grazie agli studi sulle orche, la menopausa comincia ad essere scientificamente considerata coma una tappa importante nell'evoluzione della specie».
 
In che senso?
«Loro e noi non siamo come un relitto spiaggiato, ma una componente importante della evoluzione della specie: questa rivoluzionaria teoria evolutiva chiamata dagli scienziati “ipotesi nonna” afferma che grazie alla menopausa delle nonne possono crescere nipoti e quindi esseri umani della generazione futura più sani, forti e brillanti. Questo farebbe di noi nonne delle portatrici di un'importante mutazione genetica, fondamentale per l'evoluzione della specie».
 
La menopausa, quindi, non è una malattia.
«C'è la tendenza, soprattutto americana, di medicalizzare la menopausa, come se fosse una malattia: visione con la quale vanno a nozze le case farmaceutiche… Invece solo in casi estremi e se necessari si deve intervenire, per un certo periodo, con una cura ormonale, non per 30 anni!».
 
La prima caldana non si scorda mai, vero?
«Sì… e questo dipende molto dal ricorrere delle caldane e della riprovazione sociale. Perché, se durante una riunione una donna si toglie una giacca, subito si fa la battuta sulle caldane, ma se un uomo va tre volte in bagno non gli si dice “hai la prostata!”. Sicuramente quando sono continue e ripetute rischiano di danneggiare la vita lavorativa e sociale e allora in quel caso si deve intervenire in qualche modo».
 
Cambia la vita sessuale? 
«Dipende. Certo è che scrivere il capitolo sul sesso è stata una delle cose più difficili. Ovviamente, come per qualsiasi cosa, non c'è una verità assoluta. Ci sono delle amiche che fanno i fuochi d'artificio come a 20 anni (dicono!): sicuramente con gli anni cambiano i rapporti fisici e sentimentali. Ma una cosa importante è parlare tra partner e con il medico se ci sono problemi. La conclusione alla quale sono arrivata è che il sesso deve essere un piacere e non un dovere: non devo impormi di avere una vita sessuale fino a 90 anni perché devo. Se si fa con piacere, va bene anche a 90 anni, ma se il ciclo è finito, non devo fare un conteggio degli orgasmi non raggiunti! Certo le pilloline blu degli uomini hanno creato dei problemi aggiuntivi, perché, se prima c'era una naturale discesa per entrambi, ora cambiano le aspettative di coppia». 
 
Che consiglio possiamo dare agli uomini per starci accanto nel modo giusto?
«L'unico modo è parlare e rendersi conto che hanno accanto una persona che sta affrontando tutta una serie di cambiamenti, la menopausa, i figli che si allontanano, la fine del lavoro: tutto questo potrebbe provocare una crisi profonda, facendo scattare quella che io chiamo la libertà del vaffanculo, cioè la libertà di dire no, impedita prima dai nostri 'amici' ormoni!». Insomma, la menopausa rende più liberi!                       
 

 
 

THE BIG CHANGE

Una donna mediamente entra in menopausa a 53 anni e l'età media femminile è di 85: come vivere bene questi 30 anni, affrontando caldane, insonnia e grandi cambiamenti? A spiegarci il "The Big Change” ci pensa Elena Mora in “Menopausa più vita” (Cairo). 

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