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Greccio, il borgo del Natale

In questo angolo magico della provincia di Rieti, San Francesco d’Assisi diede vita al primo Presepe della storia

Gio 30 Nov 2017 | di Domenico Zaccaria | Attualità
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Una piccola Betlemme nel cuore della provincia di Rieti. Per chi vuole toccare con mano la più autentica tradizione del Natale, è d’obbligo una visita al borgo di Greccio. Qui infatti, nel lontano 1223, dopo un viaggio in Palestina, San Francesco decise di ricostruire con persone e animali del tempo le scene della Natività: e così il frate di Assisi e un nobile signore del posto chiamato Giovanni Velita realizzarono la rievocazione della nascita di Gesù, ovvero il primo Presepe della storia. La magia si ripete puntuale da 794 anni: tra la fine di dicembre e i primi giorni di gennaio, la Palestina torna a “traslocare” nella Valle Santa di Rieti, con la rappresentazione storico-teatrale del Presepe. Lo spettacolo si sviluppa ancora oggi attraverso sei quadri viventi, dalla vita dei francescani in queste zone all'accoglienza da parte di Papa Onorio III della Regola scritta da Francesco, dall'autorizzazione concessa dal Santo Padre per la realizzazione del Presepe fino al giorno in cui Greccio diventò una piccola Betlemme. Quest’anno l’appuntamento è fissato il 24, 26 e 30 dicembre, e ancora l’1, 5, 6 e 7 gennaio nell’anfiteatro che sorge nel piazzale antistante il Santuario di Greccio. Chi deciderà di partecipare potrà scoprire anche come nel borgo, che sorge a 705 metri di altezza alla sinistra del fiume Velino, le tracce del passaggio di San Francesco siano ancora più vive che mai. è il caso della “Cappelletta”, immersa in un bosco di querce ed elci, dove il frate si ritirava in preghiera in una capanna protetta da due piante di carpino; oppure del maestoso Santuario del Presepe, il luogo in cui la Natività fu rappresentata per la prima volta nella storia. Ma è tutto il borgo di Greccio - edificato su speroni di roccia in una posizione che sembra impossibile – a riservare sosprese ai visitatori, a partire dalle torri del vecchio castello, dalla Chiesa parrocchiale dedicata a San Michele Arcangelo e da quella intitolata a Santa Maria del Giglio. Di grande fascino sono anche il “sentiero degli artisti”, un museo a cielo aperto con 24 affreschi che abbelliscono i muri esterni delle case antiche, e il Museo Internazionale del Presepio.


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