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Una luce nel tunnel

Stop tariffazione a 28 giorni. E (forse) stop a maxi bollette di conguaglio

Gio 21 Dic 2017 | di Armando Marino | Soldi
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Iniziamo l'anno con una buona notizia: nel tunnel delle bollette si è accesa qualche luce. Sul finire del 2017 sono state approvate (una definitivamente, l'altra non ancora nel momento in cui scriviamo) due norme che correggono situazioni che colpivano in modo scorretto i consumatori. 

La prima, inserita nel cosiddetto Dl fisco (una legge omnibus in cui si concentrano una serie di provvedimenti in materia economica), è lo stop alla tariffazione a 28 giorni. Si tratta di una furbata degna di quelli che fanno il gioco delle tre carte al mercato, messa in atto prima dalle compagnie telefoniche e poi anche da operatori di altri settori, come Sky. Una dietro l'altra, queste società avevano avvisato il cliente che la fatturazione non sarebbe più avvenuta su base mensile, ma ogni quattro settimane. E che sarà mai, magari aveva pensato qualche sprovveduto. Ma, facendo bene i conti, saltava fuori che questa lieve differenza di frequenza di fatturazione, aggiungeva una bolletta in più l'anno. Senza alcun miglioramento del servizio e, soprattutto, in modo obliquo e poco trasparente, è stato così introdotto un aumento superiore all'8% sulle normali tariffe. Il parlamento ha deliberato che non si può fare. E ha dato alle compagnie 120 giorni per adeguarsi. è vero che c'è libertà di mercato, e quindi di stabilire i prezzi, ma è anche vero che gli aumenti devono essere trasparenti e che, se tutte le compagnie di un settore applicano gli stessi aumenti, viene meno la libertà di scelta per il consumatore.

Un'altra norma, approvata solo alla Camera al momento in cui scriviamo, ha invece tentato di mettere un limite alle maxi bollette di conguaglio. Accadeva infatti che venissero fatturati consumi vecchi di anni, recuperandoli in una bolletta che arrivava così a cifre elevate e con grandi difficoltà per il consumatore di verificare che la pretesa fosse giustificata, trattandosi di consumi vecchi. Se la norma sarà approvata in via definitiva, non si potranno richiedere conguagli per consumi più vecchi di due anni. Nel testo che ha ricevuto il primo voto, non si prevede una vera e propria prescrizione dei consumi, che sarebbe stata automatica, ma si bollano come scorrette queste pretese. 

Il che permette di rifiutarsi di pagare, ma lascia adito a contestazioni che potrebbero sfociare in un contenzioso da tribunale. Si potrebbe fare di più, anche considerando che si vanno diffondendo contatori dei vari consumi che sono in grado di trasmettere le informazioni in tempo reale alle proprie centrali, per cui non si capisce come mai la fatturazione dei consumi non sia più adeguata. In tanti settori, dall'informazione, alle banche, alla telefonia, si abusa della fiducia dei consumatori, senza rendersi conto di quanto valga. Basta vedere a cosa sta succedendo alle banche: sono sempre meno frequentate, perché si diffondono piattaforme elettroniche di pagamento alternative, come ad esempio PayPal o i Bitcoin. Una volta noi italiani le usavamo poco, perché ci fidavamo più del bancario in carne e ossa che di una macchina. Finché gli scandali bancari non hanno tradito quella fiducia. 

Ora le banche potrebbero essere costrette a pentirsi di non aver tenuto in maggior conto quel rapporto di fiducia.

 

 


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