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Ecco le molecole che ‘digeriscono’ i rifiuti tossici

Le molecole potrebbero essere utili per bonificare le discariche abusive in cui sono ammassati rifiuti tossici o scorie chimiche pericolose

Gio 21 Dic 2017 | di Francesco Macàro | Ambiente
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Un’eccezionale scoperta potrebbe aprire nuovi promettenti scenari, a livello mondiale, nella lotta senza quartiere contro l’inquinamento globale. In particolare  quello legato ai rifiuti ritenuti comunemente più pericolosi e tossici: quelli chimici e nucleari.

L’incubo dei rifiuti tossici
Quest’incubo ricorrente tiene banco a intervalli regolari sui mass media e nell’opinione pubblica, per le conseguenze catastrofiche, come la cosiddetta ‘terra dei fuochi’ in Campania, ma pure altri tipi di siti inquinati ‘emersi’ in varie altre parti d’Italia, che producono sulla salute pubblica e sulla sicurezza alimentare di vaste aree della popolazione. Interramenti, cave nascoste, ammasso di prodotti di scarto industriale sono una triste realtà nel nostro Paese. Pericoli reali che, grazie all’équipe di ricercatori dell’Università dell’Indiana, capitanati dal professor Amar Flood, potrebbero presto restare solo un brutto ricordo.

Molecole-stella che ‘mangiano’ le scorie pericolose
Il gruppo di scienziati statunitensi ha da poco prodotto e validato, a livello scientifico, le prime molecole in grado di ‘mangiare’ e ‘digerire’ anche le scorie più pericolose, da quelle ad alto potenziale infettivo a quelle frutto di esperimenti atomici.
Queste minuscole particelle, ottenute in laboratorio negli USA, sono state ribattezzate dai loro creatori Cyanostar. Il nome, peraltro, fa esplicito riferimento alla loro composizione chimica e alla loro struttura, che è disegnata con cinque punte, proprio come una stella. 
È stata la rivista scientifica Chem ad ospitare per prima la loro review, comprendente anche le incredibili caratteristiche e proprietà che hanno dimostrato di avere: i test hanno infatti svelato che, oltre alla facilità con cui possono essere prodotte in laboratorio, queste molecole sono in grado di legare a sé le grandi molecole di fosfati e nitrati caricate negativamente, quelli delle scorie più ‘problematiche’, appunto. Costruite come un reticolo di atomi di carbonio e azoto, con un centro vuoto, le molecole-stella vengono definite ‘recettori di molecole’, proprio per la loro capacità di ricevere delle molecole specifiche, sottraendole al sito in cui si trovavano in origine.
Utili, quindi, anche per bonificare cave inquinate e purificare acqua e terra.
Le possibili utilizzazioni nel prossimo futuro vanno dalla bonifica ambientale di siti di stoccaggio o interramento di rifiuti tossici allo smaltimento del litio delle batterie, ma potrebbero fungere da eccellenti ‘purificatori’ dell’acqua dal cloruro o per pulire il terreno dall’eccesso di fertilizzanti chimici.  



In Italia Sono 188 i siti tossici ‘censiti’ dall’UE

Il Dipartimento Ambiente della Commissione Europea nel 2015 aveva censito ben 188 siti inquinati per la presenza di scorie pericolose o rifiuti tossici, lasciati abbandonati a se stessi dalle istituzioni locali. Una mappa inquietante, che assegnava il triste primato alla Campania, con 48 siti. Tra le regioni con il maggior numero di discariche abusive ci sono la Calabria (43), l’Abruzzo (28), il Lazio (21), Puglia e Sicilia (12 ciascuna) e il Veneto (9). Solo Val d’Aosta e Trentino risultano assenti dalla ‘lista nera’, non avendo discariche irregolari sul loro territorio.

Proprio nel 2015, una sentenza della Corte Europea aveva richiesto all’Italia di effettuare la bonifica dei luoghi a rischio, multando il nostro Paese per 42,8 milioni di euro ogni 6 mesi, in assenza di risultati concreti e per il ritardo accumulato nelle operazioni di smaltimento e bonifica.

Una situazione che, negli ultimi due anni, non sembra essere cambiata granché.

 

 


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