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Eredità tra fratelli, come evitare le liti

Continua il nostro approfondimento in tema di successioni. Questa volta parliamo di quello che può succedere in caso di eredità tra fratelli

Gio 21 Dic 2017 | di Carlo Cervasi | Soldi
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Le dispute per l’eredità possono essere molto frequenti, anche perché in Italia solo il 15% delle successioni passa da un testamento, strumento valido per dividere il proprio patrimonio in vita, evitando dispute tra i figli.

In Italia esiste la legittima: ogni figlio ha diritto a una quota minima di eredità stabilita per legge. Nel caso di più figli, al coniuge spetta un terzo del patrimonio, ai figli vanno i restanti due terzi, divisi in parti uguali tra loro. In assenza di coniuge, ai figli spetta l’intero patrimonio equamente ripartito. Nel conteggio dell’eredità valgono anche le donazioni fatte in vita dal genitore. A meno che, nel farle, il genitore non avesse previsto espressamente la “dispensa da collazione”, clausola con cui il genitore specifica che un dono fatto in vita al figlio è un extra sull’eredità. Senza questa dispensa, quel ‘regalo’ sarà considerato come un anticipo dell’eredità e dovrà essere conteggiato nella quota del figlio al momento della divisione dei beni. 

I figli sono tutti uguali. Non ci sono differenze tra figli nati fuori o dentro il matrimonio. La legge n. 219 del 10 dicembre 2012, entrata in vigore il 1° gennaio 2013, ha sancito la piena equiparazione tra figli legittimi, nati nel matrimonio, e figli naturali, nati fuori.

Se si è subìta un’ingiustizia nella ripartizione dell’eredità, bisogna agire entro i 10 anni dalla morte del defunto. Dopo, non si può più agire in giudizio per far valere i propri diritti.

Se erediti dei debiti, hai tre strade. Puoi scegliere tra tre possibilità. La prima, più drastica, è rinunciare all’eredità. Si sceglie questa via se si è sicuri che questa ci causerà un danno economico. Ma attenzione: se si hanno a propria volta dei figli, questi subentrano nella chiamata ereditaria e dovranno decidere se accettare o rifiutare l’eredità. Seconda strada: pago tutti i debiti di mio padre per onorarne la memoria. Terza strada: quando non si è sicuri, si ricorre al beneficio di inventario. Vale a dire che divento erede, ma rispondo dei debiti solo con il patrimonio del genitore defunto, senza rischiare i miei beni personali di figlio.

Per informare tutti coloro che vogliono disporre dei propri beni secondo le regole previste dalla legge, prevenendo l’insorgere di problemi e contenziosi, il Consiglio Nazionale del Notariato, insieme alle principali Associazioni dei consumatori italiane, hanno elaborato una “Guida per il Cittadino” dedicata proprio a questo tema: “Successioni tutelate. Le regole per un sicuro trasferimento dei beni”. La Guida è scaricabile gratuitamente dal sito del Consiglio Nazionale del Notariato (www.notariato.it).  


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