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Ghiaccio dal sole

Ecco come refrigerare le case con i raggi solari

Ven 07 Ago 2009 | di Roberto Lessio | Energia
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E' paradossale, ma in un futuro non molto lontano a rinfrescare le nostre case, gli uffici, i negozi e i luoghi di lavoro d’estate, ci penseranno i raggi solari.
All’Università di San Jose (California) hanno messo a punto un sistema per produrre ghiaccio direttamente dal sole, utilizzando un principio simile, ma “contrario”, a quello sviluppato dal Prof. Carlo Rubbia (Premio Nobel per la Fisica nel 1984) per la produzione di energia solare “termodinamica”, attualmente in forte sviluppo in Spagna.

Archimede lo faceva con gli specchi migliaia di anni fa
Attraverso un pannello concavo (una specie di parabola di forma rettangolare) che riflette i raggi del sole, tipo uno specchio o un foglio di alluminio, si concentra l’energia solare su un tubo dove scorre un liquido che ha la capacità di surriscaldarsi. In questo modo (con il sistema Rubbia) si produce il vapore che alimenta una turbina per produrre energia elettrica.
I ricercatori dell’Università californiana invece, hanno pensato bene di inserire nel tubo un liquido o un gas refrigerante, tipo quelli che si usano attualmente nei nostri frigoriferi.
Durante il giorno, anche se ci sono le nuvole, la radiazione solare fa evaporare il liquido contenuto all’interno del tubo. Dopo il tramonto il liquido evaporato, grazie alle sue caratteristiche chimiche, perde calore molto velocemente e nel ritornare allo stato liquido, si condensa. In questo modo raggiunge in breve tempo una temperatura sotto zero e ponendovi a contatto dell’acqua, da questa si ottiene in breve tempo del ghiaccio.
è una tecnologia semplice e poco costosa, ma non sufficiente per realizzare una climatizzazione efficace degli ambienti dove abitiamo e lavoriamo. 

Un’altra buona idea da abbinare
La soluzione (almeno teorica), sta in un’altra “bella pensata” che potrebbe essere “sposata” a  quella “ghiaccio dal sole”.
Proprio la scorsa estate ad Udine, una ditta specializzata nella realizzazione di case “ecocompatibili” ha lanciato una curiosa scommessa, per dimostrare l’efficacia dei suoi progetti e dei suoi materiali coibentanti. In una piazza della città è stata realizzata una piccola “casetta” fatta con tali materiali, all’interno della quale è stato messo un cubo di ghiaccio. La casetta è rimasta esposta al sole, a temperature elevate, per due settimane. La scommessa, che ha destato moltissima curiosità nella popolazione locale, consisteva nell’indovinare la percentuale di ghiaccio che si sarebbe trasformata in acqua a seguito dell’esposizione al sole. Il risultato è stato clamoroso: dopo 15 giorni di esposizione, il ghiaccio costituiva ancora  il 93,2% del volume.
E, quindi, abbinando le due tecnologie potremmo in breve avere una casa che si refrigera da sé (ma lo stesso principio vale anche per il riscaldamento), con il sole.  Come?

La casa come un “freezer”
è noto che, per principio fisico, l’aria fredda tende a discendere verso gli strati bassi dell’atmosfera, mentre l’aria calda tende a salire.
Producendo facilmente ghiaccio e potendolo conservare a lungo, si può ottenere facilmente aria fredda che, opportunamente incanalata, può essere convogliata “ in discesa” negli ambienti da condizionare. Attraverso altre semplici canalizzazioni (come quella di un camino ad esempio) l’aria calda contenuta negli strati superiori degli ambienti, può essere convogliata nello stesso circuito. In sostanza, il sistema si alimenterebbe  autonomamente con un apporto minimo di energia dall’esterno, ma con ingenti risparmi sulle nostre bollette. E come ciliegina sulla torta si potrebbero avere rilevanti ricadute occupazionali per la ristrutturazione delle nostre abitazioni con questi accorgimenti. Troppo facile? Si vedrà in futuro!


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