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Lasciamo giocare i bimbi!

L'Italia non è più un paese per bambini

Ven 07 Ago 2009 | di Francesco Buda | Attualità
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Le macchine possono inquinare, le fabbriche devastare aria e acque, i furfanti governare, i palazzinari mangiarsi madreterra. Ma guai se i bambini giocano. Scatta la “civiltà giuridica” per reprimere i più vivi fra tutti, per sedare il movimento, l'allegria, la libertà, il rotolarsi, schiamazzare con gioia. Vivere. La lotta a girotondi, rincorse, pallone e canti spensierati è inesorabile. Ordinanze, regole, divieti, sentenze, minacce di sanzioni. Arriva la legge. E batte i più piccoli.
Assuefatti alle urla e alle bugie in tv, ci si rifà sui ragazzini. Assurdo. Lasciamoli vivere.

Giocate zitti all'asilo
C'è chi ha trascinato in tribunale i responsabili di una scuola materna perché i baby-alunni producono “intollerabili schiamazzi”. È successo a Stradella, in provincia di Pavia, dove gli abitanti  di un condominio accanto all'asilo proprio non ce la fanno a sentire la cosa più gioiosa e bella: i bimbi che si esprimono.
L'incontinenza infantile va compressa, sanzionata, bloccata. Proibita. E così il giudice di pace (quale pace?) lo scorso giugno ha riconosciuto le ragioni dei condòmini ed ha stabilito che le maestre devono far giocare in giardino i piccoletti alternandoli, non più di due classi alla volta. Le terribili controparti, dunque, dai 3 mesi ai 5 anni di età, avranno l'“ora d'aria”. Del resto la scuola non ha i soldi per comprare ed installare i pannelli antirumore. Meglio il provvedimento adottato a Ravenna: le maestre d'asilo hanno chiesto ed ottenuto che il Comune gli fornisca i tappi antirumore per tutelare le magistrali orecchie dai baby-decibel.

Addio castelli di sabbia e paperella
Sotto la canicola, i bambini devono stare pure attenti a non esasperare i grandi con i loro castelli di sabbia. Solo nel 2007 le forze dell'ordine hanno registrato 14.315 infrazioni abusive, con punte di un abuso ogni 150 metri in Calabria e cementificazioni costanti. Ma la piaga sono loro, i bambini con secchiello e paletta: in varie spiagge toscane della Versilia è severamente proibito fare i castelli di sabbia, che tra l'altro appassionano pure qualche papà, "che rechino disturbo ai passanti", e raccogliere sassi e conchiglie. Certi Comuni lì proibiscono pure di giocare a palla e di andare in bici nei parchi. Ora l'Unione Europea dal 19 luglio ha messo al bando la cara vecchia paperella galleggiante e tutti i salvagente a forma di animale o con sembianze di giocattolo. Questione di sicurezza e di legalità.

Bici, merenda e palla vietate 
La stessa direttiva UE le biciclette  che superano (alla sella) i 43 centimetri e mezzo non sono più giocattoli ma veicoli e quindi vanno adeguate al codice della strada. Era ora che si ponesse un freno ai pericolosi pirati dell'asfalto con il biberon. E in molti parchi sono bandite le due ruote, ci si può andare solo a piedi. E magari i grandi giocano con il suv. E sempre ai giardini pubblici c'è chi ha proibito di mangiare sulle panchine o accanto alle aiuole e il “giuoco della palla” ai maggiori di anni 8. Però le aree pubbliche per scorrazzare in libertà sono sempre meno.

Viva il gioco
Chi è morto non riesce a tollerare i vivi, tantomeno se sono vivaci. Il gioco in cortile è al terzo posto nella classifica delle liti condominiali stilata dall'Associazione nazionaleuropea degli amministratori di condominio. Impazza invece il poker, lanciatissimo in tv, e le slot machine con lo Stato biscazziere che ci lucra. E lì il “disturbo” è più pesante. Ma sta dentro, non fuori le persone.
Con “grandi” così suscettibili, l'unico gioco rimasto ai piccoli è il nascondino... meglio non farsi nemmeno vedere.


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