acquaesapone Attualità
Interviste Esclusive Viaggi Editoriale Inchieste Io Giornalista TV/Cinema A&S SPORT Zona Stabile Rubriche Libri

Devoti del meteo

Meglio uscire anziché fissarsi sui pronostici meteorologici

Ven 07 Ago 2009 | di Patrizia Santo | Attualità

La vita appesa a barometro e telecomando. Tutti a fare scongiuri che non piova. Sennò addio “uichènd”. Il popolo dei meteo-fili non si perde una previsione, tra anticicloni, cumulonembi e rovesci temporaleschi.
Possibile che la quotidianità sia scandita dai moderni “profeti” del bello o cattivo tempo? E poi perché cattivo? E poi perché pretendere che ci azzecchino sempre e comunque?

Vittime del meteoroscopo
Ormai la previsione giusta la si pretende, almeno nel senso che ci si aspetta intimamente che il Colonnello dell'Aeronautica prestato alla tv, l'esperto incravattato che gesticola da matti o la soubrette semi-vestita non sbagli e magari ci dica che sarà sole pieno dove desideriamo noi. I meteorologi sono vere star del piccolo schermo, più familiari di parenti e amici nelle case degli italiani. Ma se sbagliano, poi sono dolori. Soprattutto se pronosticano “brutto tempo” e invece poi arriva il cielo sereno. Operatori turistici e consumatori protestano fino anche a denunciarli (è successo davvero) chiedendo milioni di euro di risarcimento danni. L'Assessore al turismo del Veneto ha chiesto formalmente al Ministro Brambilla di sollecitare i meteorologi ad essere più precisi. Una Pasquetta, una gita al mare o in montagna o un fine-settimana abortiti per la pioggia annunciata ma non scesa, proprio non si mandano giù. A parte i casi estremi, invece di dipendere dalle previsioni di qualcun altro che ci parla al di là dello schermo, meglio partire e basta. Godersi relax e natura anche senza la sicurezza anticipata e videocertificata è di una bellezza... imprevedibile.

Meteomaniaci e business
Non è più solo in ascensore: un po' ovunque ogni occasione è buona per parlare del tempo. Radio e tv grondano programmi meteo a pioggia,  almeno uno ogni ora, mattina, pomeriggio, sera e notte.
«Una volta si diceva che fossero gli inglesi a parlare solo del tempo. Ma ora anche gli italiani sono sempre più interessati alla meteorologia, un evento atmosferico anche banale assume un'importanza cruciale per l'opinione pubblica», dice il Colonnello Giancarlo Iannicelli, responsabile meteo al 51° Stormo dell'Aeronatuica militare, recentemente finito in una tempesta di polemiche per una previsione errata. «Il meteo è diventato un business – aggiunge l'esperto –, che ha alimentato la costruzione di un sistema scomposto e disordinato. Ci sono siti che arrivano addirittura a manipolare a loro piacimento i dati ufficiali dell'Aeronatuica Militare».
Che si tratti di un business, non è un mistero. Al prestigioso Meteo Summit di Milano, c'è stato il convegno “Il mercato globale del prodotto meteo”. Seguito dal: “Il Meteo: un mondo sospeso tra Magia e Scienza”.
Non c'è bisogno di essere scienziati per essere un po' liberi: se proprio uno ci tiene alla previsione, prenda tarocchi e plaid, su un bel campo farà delle “previsioni” meravigliose!
E anche se non ci prende, almeno si è goduto un po' di indipendenza e natura. E se piove? Basta fare la danza del Sole!      


Condividi su: