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Laura Pausini: “fatti sentire” è il mio mantra

Un nuovo disco, un tour che la porta dal Circo Massimo di Roma a Cuba, ma la sua Romagna è sempre con lei, anche se vive dall’altra parte del mondo

Lun 30 Apr 2018 | di Nadia Afragola | Interviste Esclusive
Foto di 7

Dimenticate la ragazzina di 19 anni de “La Solitudine”: oggi Laura Pausini è tra gli artisti italiani più famosi al mondo, con all’attivo 70 milioni di dischi venduti, 255 dischi di platino e più di 40 awards, candidature e riconoscimenti tra i più importanti a livello mondiale.

Oggi è tornata con il suo tredicesimo album di inediti, “Fatti Sentire”, per festeggiare 25 anni di carriera, e lo ha fatto in anticipo sui tempi, la casa discografica aveva previsto l’uscita del disco a ridosso delle prossime festività natalizie, ma lei non poteva aspettare: «Quando ho chiamato la Warner Music – ci racconta Laura - gli ho fatto prendere un coccolone, lo so, ma il disco era pronto e aspettare così tanti mesi, ascoltarmi e riascoltarmi avrebbe fatto sì che la stanchezza avrebbe poi preso il sopravvento. E così ho deciso di farmi sentire (Ride - ndr) perché ne valeva la pena, perché nessuna occasione deve andare sprecata. Le cose si fanno quando è il momento e, come dire, il mio era arrivato». 

Quattordici tracce che portano la firma di Laura e che si inseriscono in un momento d’oro per la cantante romagnola, dopo La Voz Spagna e Messico, La Banda U.S. e X-Factor Spagna. Due brani (“Un progetto di vita in comune” e “Il caso è chiuso”) sono stati prodotti addirittura da Rik Simpson, da dieci anni produttore dei Coldplay: «Rik è riuscito a creare delle sonorità particolari e non smetterò mai di ringraziarlo. Le sue sono esplosioni di suoni che alternano pop e rock in un equilibrio che solo un artista del suo calibro può raggiugere».   
“Francesca (piccola aliena)” porta la firma di Nick Ingman, lo stesso che ha per anni collaborato con i Radiohead, gli Oasis, David Bowie, Elton John: «Dovrei provare a non piangere ogni volta che parlo di questa canzone: è dedicata alla mia nipotina Francesca, scomparsa meno di un anno fa dopo aver lottato con tutte le sue forze contro una malattia rarissima, la sindrome da deiezione ip36, e alla sua mamma Roberta che ha inventato per la sua bimba un mondo fantastico, una favola ambientata in un pianeta lontano in cui la piccola Francesca ha dovuto far ritorno. Questo brano è per tutte le famiglie che lottano ogni giorno anche quando la speranza non è più al loro fianco, e per chi dedica la propria vita ad aiutare bimbi e genitori durante la degenza. Tutti i proventi del brando andranno alla Onlus “Bimbo tu”».  

Dopo 25 anni inizi un nuovo percorso? 
«Sì, basta guardare la copertina. Questo album è un invito a seguirmi in un nuovo percorso. Il mio è uno sguardo verso chi mi fa sentire amata e mi copre le spalle».  

Il titolo “Fatti sentire”, però, non è una canzone!
«Il titolo vi consiglio di andare a cercarlo all’interno di una traccia del disco. È più di quello che vedete, non sono due parole che vogliono essere uno specchietto per le allodole ben riuscito, è il mio mantra, quello che mi ripeto ad occhi chiusi davanti al microfono. Quelle due parole rappresentano non solo il disco, ma ciò che voglio dire al mondo e mi sentirete urlarlo, sussurrarlo, declamarlo».
 
“Nuevo”, la seconda traccia, è reggaeton allo stato puro. Come nasce? 
«Rispecchia il mio modo di affrontare il mondo, è un brano che esalta il mio lato latino, il mio rifiuto nell’avere sovrastrutture. Basta l’alchimia, una scintilla e il resto viene naturale, che sia un disco da produrre, un rapporto che nasce».

“La soluzione” è il titolo di una delle tracce. Cos’è per te la soluzione? 
«Semplice: l’amore, la musica. Ci sono cose che non cambieranno mai, cose che ho lasciato andare alla fine di un percorso, perché cariche di negatività, perché avevo bisogno di nuovi confini da attraversare. Fate in modo che ne valga sempre la pena, ecco il consiglio che mi sento di darvi».

Nell’album fa capolino anche la rivelazione di X-Factor, Enrico Nigiotti, è lui a scrivere “Le due finestre”.
«Il suo è un racconto di immagini e suggestioni. È stata una delle emozioni più grandi provate in sala di registrazione, racconta la storia di due persone fotografate in un momento di crisi e di svolta, è un appello struggente per non perdersi».

Sei un’artista internazionale. Ma esiste realmente la libertà di espressione? 
«A questa domanda potrei risponderti con una traccia del disco “Fantastico (Fai quello che sei)”. La dedico ai miei fan e nel titolo racchiude una frase nata per il mio primo San Siro, era il 2007 e mi sembra sia passata una vita. Siamo in un periodo storico in cui non è facile essere diversi, non è facile far parte di una minoranza o avere anche solo una sensibilità spiccata, perché la collettività è portata a mettere dei paletti. Come la penso io? Cercate la salvezza nella libertà di espressione, fatelo in modo spensierato. È importante conoscere se stessi, ma anche affermare la propria personalità, il proprio talento, ciò che fa di noi un individuo meravigliosamente unico».

“Zone d’ombra”. Una canzone e un cantuccio in cui infilarsi quando non si reggono le pressioni. Ma tu, ti fidi di Laura? 
«Non è mica scontata la fiducia in se stessi e se sei un personaggio pubblico, come nel mio caso, devi anche fare i conti con l’immagine che gli altri hanno di te, su tutte le persone che amiamo. La zona d’ombra la vedi quando inizi a dubitare di te stessa, non parliamo di vanità in questo caso, ma di un traguardo da raggiungere, passando attraverso tutto ciò che fa di noi ciò che siamo».
 
Ci sono delle reali possibilità che il prossimo anno sia al timone del Festival di Sanremo?
«Sono andata nel panico per un giorno, figuriamoci per una settimana. Quel tipo di tensione non fa per me e anzi ci tengo a rimarcare come dopo 25 anni di carriera, quest’anno si sia messo in dubbio il fatto che io fossi davvero malata, per fortuna ha vinto la verità».
 
Dopo essere stata la prima donna sul palco dello Stadio San Siro di Milano nel 2007, a luglio (21/22) Laura Pausini, sarà la prima donna, ad esibirsi al Circo Massimo di Roma, due anteprime evento del grande tour internazionale che la porterà in tutto il mondo a partire dall’estate. Si inizia dagli Stati Uniti e dell’America Latina per poi tornare in Europa a settembre con il tour nei palazzetti. Intanto, tra qualche settimane canterà a Cuba. 
«È uno dei miei sogni che si realizza. Ci provo da tanti anni, anche se mi hanno sempre sconsigliato di cantare all’Avana. Il rischio era di non passare più in radio a Miami, nonostante non ci sia più l’embargo. Questa volta però mi hanno invitato loro e che fai? Non accetti? Ci arrivo di corsa, altroché! Per tornare a casa nostra, l’idea poi di occupare il Circo Massimo all’inizio mi ha spaventato, avevo paura di non riempirlo, oggi dopo aver visto i biglietti venduti sono decisamente più tranquilla, nonostante abbia deciso in massima coscienza o incoscienza, dipende dai punti di vista, di correre un rischio, bello grosso. Ma sono così, è nella mia natura romagnola, della quale vado fiera, vivere la vita in affanno. La Romagna la porto sempre un po' con me, anche se sono dall’altra parte del mondo. Anche di questo ringrazio la mia terra. Perché mi ha insegnato a fare ciò che sono».   




DA FAENZA ALL’AMERICA

Nata a Faenza il 16 maggio del 1974 ha iniziato la sua carriera nel 1993, vincendo il Festival di Sanremo con “La solitudine”. Nel 1994 arriva terza con “Strani amori”. Ha raggiunto il mercato discografico internazionale, in numerosi Paesi dell'Europa, dell'America del Nord e dell'America Latina, incidendo brani in spagnolo, portoghese, inglese, francese, catalano e latino; collaborando con artisti prestigiosi del calibro di Madonna, Phil Collins, Lara Fabian, Juanes, James Blunt, Kylie Minogue, Charles Aznavour, Johnny Hallyday, Ricky Martin, Luciano Pavarotti, Julio Iglesias, Andrea Bocelli, Michael Bublé, Alejandro Sanz, Ennio Morricone, Miguel Bosé e Marc Anthony. “Fatti sentire” è il suo tredicesimo album. All’attivo ha 70milioni di dischi venduti, 255 dischi di platino e più di 40 awards.

 


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