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Bora Bora: il paradiso non può attendere

Bora Bora, perla del Pacifico, tra lagune turchesi, foreste tropicali, palafitte e un vulcano avvolto da nuvole

Lun 30 Apr 2018 | di Andrea Barcariol | Mondo
Foto di 21

Se non è il paradiso in terra, poco ci manca. La Polinesia Francese è considerata unanimamente uno dei posti più belli del mondo e Bora Bora è il suo gioiello, tanto da conquistarsi l’appellativo di “perla del Pacifico”. Non c’è classifica che non la veda inserita tra le isole più belle del pianeta e il motivo lo si capisce già dall’aereo, quando, dopo un’infinità di ore di volo e scali vari, appare dal finestrino. Il colpo d’occhio è incredibile: lagune turchesi, foreste tropicali, resort a palafitta che entrano nel mare e, al centro, un vulcano rigorosamente avvolto da nuvole, che sembra quasi disegnato da un pittore. Tutto intorno numerose isolette incontaminate (i motu) orlate di palme, appena al di fuori della splendida barriera corallina che cinge Bora Bora.


ALTA PEA PEA
Appena si scende dall’aereo (fino all'apertura, nel 1962, dello scalo di Papeete era l'unica isola in tutta la Polinesia ad avere un aeroporto) si assapora un’atmosfera particolare. Non solo per le classiche collane di fiori donate ai turisti, ciò che colpisce subito è il perfetto connubio uomo-natura. Nonostante il grande flusso turistico, infatti, l’isola ha mantenuto intatto il suo fascino e il rispetto per l’ambiente. Merito di una sapiente gestione e di una storia “fortunata”. A differenza di altre isole della Polinesia, Bora Bora non è stata danneggiata dalla guerra, non ha subìto esperimenti nucleari e non ha particolari risorse da sfruttare. I circa 9mila abitanti dell’isola vivono di turismo e pesca. E vivono bene. Disponibili, ospitali e sempre sorridenti, conoscono l’arte di essere felici. Rispetto a tanti altri luoghi incantevoli del mondo, classiche mete di viaggi di nozze, qui non si vive lo stridente contrasto tra la ricchezza sfacciata dei resort e la povertà della popolazione, che magari risiede a poche centinaia di metri. Serenità e armonia non sono di facciata, si respirano (il motto è “alta pea pea”, che significa “senza preoccupazioni”) e contribuiscono a rendere magico il soggiorno. Il resto lo fa la natura: secondo la leggenda Bora Bora è l'ultima isola a essere stata modellata dal dio Ta'aroa, perché doveva essere un vero e proprio capolavoro.

BAGNO CON GLI SQUALI
Arrivare fino in Polinesia e non fare escursioni è come scegliere le vacanze in Sardegna senza andare al mare. Ce ne sono di tutti i tipi, dallo  snorkeling ai 4×4 che salgono verso la cima del vulcano (estinto) Otemanu, dalla visita alla barriera corallina agli aquasafari. Personalmente quella che considero imperdibile è la gita in barca alla scoperta delle bellezze dell’isola, con sosta appena fuori dalla laguna e bagno in mezzo agli squali. Se, come si dice, il criterio di valutazione di un viaggio sono i momenti indimenticabili, ecco questo è sicuramente uno di quelli. La guida, generalmente lo preannuncia così: “Are you ready to di(v)e?”, tra gli sguardi perplessi dei turisti che si trovano sull’imbarcazione. Poi tira fuori un pezzo di pesce e lo immerge nell’acqua. Nel giro di pochi secondi ecco arrivare il primo squalo (di lunghezza superiore al metro) che si avventa sulla preda. Terminata questa prima fase di “allestimento”, chi vuole, si può buttare in mezzo all’Oceano. Un tuffo che si fa fatica a dimenticare. La temperatura dell’acqua è perfetta, ma quello che colpisce sono le incredibili sfumature di azzurro e la “compagnia”. Decine di squali che ti girano intorno, a grande velocità, e che non sembrano minimamente interessati alla tua presenza, con migliaia di pesci di tutti i colori che fanno da sfondo. Una bellezza che toglie il fiato. 

LA MEZZALUNA CRISTALLINA
Per scoprire altri luoghi interessanti dell’isola si può anche passeggiare lungo i sentieri o ricorrere alla bicicletta (meglio una mountain bike), il mezzo meno costoso per spostarsi. In tanti (non si capisce bene il motivo) vanno alla ricerca dei cannoni americani nascosti sull’isola, ormai ricoperti di felci e di fiori, mentre molti ne approfittano per raggiungere la spiaggia più bella di Bora Bora: Matira, una mezzaluna cristallina ideale per uno spuntino al tramonto. Da evitare la  scalata in solitaria del vulcano, senza guida. Non fatevi ingannare dall’altezza (727 metri), il percorso non è dei migliori e si passa anche all’interno di  una proprietà privata. Da non perdere invece la visita al Coral Garden, perché per vedere una parte consistente della bellezza dell’isola è necessario indossare una maschera. 

DIFFIDATE DEL LOW COST
Bora Bora è difficile da raggiungere e ancora più difficile da abbandonare. Lo dice la storia: molti dei 5mila soldati americani di stanza sull’isola, inviati dopo Pearl Harbor nel timore che i giapponesi attaccassero la laguna, al termine della guerra non volevano andarsene e lasciarono l'isola solo su richiesta delle loro famiglie. Visitandola, si capisce il perché. 
Per arrivare sull’isola bisogna per forza passare per Tahiti (tanto amata dal pittore Gauguin): Air Tahiti Nui infatti è l'unica compagnia che consente di raggiungere la “perla del Pacifico” (4 voli al giorno). Il viaggio per raggiungere Bora Bora è lungo e costoso, così come il soggiorno, il cibo e le escursioni. Si tratta di una delle destinazioni più care al mondo. Per questo è una delle mete preferite per i viaggi di nozze, al di fuori diventa quasi proibitiva. Diffidate di chi parla di possibilità di risparmiare molto, se ci sono due parole che mal si abbinano sono Bora Bora e low cost. Inoltre, il posto che si sceglie per pernottare è determinante ai fini della vacanza, per una questione di mare, ombra, cibo, camere e spostamenti. Voler risparmiare troppo può significare vanificare i tanti soldi spesi per il viaggio e il soggiorno. Il periodo migliore per andare è l'inverno polinesiano, che va da marzo a ottobre: si tratta della stagione secca, con piogge meno frequenti e temperature tra i 24 e i 28 gradi. Il tempo comunque è molto variabile e cambia in fretta, non spaventatevi di fronte a qualche breve precipitazione. E se capitate tra giugno e luglio si tiene l'Heiva, manifestazione multiculturale di canti e danze tradizionali, a cui si aggiungono tipiche competizioni sportive, dall’arrampicata sulle palme da cocco al sollevamento dei massi morenici: merita almeno una serata!
 

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