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Puglia, dagli scarti dei latticini nasce la plastica biodegradabile

Da dieci chili di latte lavorati si ottengono due chili di formaggio e ben otto di reflui da smaltire

Ven 25 Mag 2018 | di Domenico Zaccaria | Ambiente

Se del latte non si butta via niente, la stessa regola non vale per gli scarti della sua lavorazione. Ma dalla Puglia è in arrivo un progetto rivoluzionario, che permetterà di creare dai reflui della produzione dei latticini un innovativo eco-packaging biodegradabile e compostabile. La “guerra” alle buste di plastica è in atto ormai da tempo e, grazie alla startup EggPlant, si muoverà presto un altro decisivo passo. 


GLI SCARTI CASEARI
Pochi lo sanno, ma la produzione di latte e formaggi dà origine a notevoli quantità di reflui: da dieci chili di latte lavorati in caseificio, si ottengono mediamente due chili di formaggio e ben otto di scarti. Le acque reflue casearie sono prive di agenti tossici, ma non possono essere scaricate direttamente nell’acqua, a causa del loro elevato contenuto organico, e non sono facili da trattare, perché contengono sostanze poco degradabili. La modalità più frequente per ovviare al problema è sfruttarle come ingrediente nei mangimi per animali. Nel Meridione però, dove il settore zootecnico è meno sviluppato rispetto al Nord, il loro smaltimento risulta particolarmente costoso e complesso.

LA STARTUP
Non a caso la soluzione arriva dalla Puglia, una Regione da sempre legata a doppio filo alla produzione di latticini. Il progetto “Biocosì” - sviluppato da EggPlant in collaborazione con l’Enea - trasformerà i reflui caseari in risorse, dando vita a nuovi imballaggi alimentari che potranno entrare nelle linee produttive. L’elemento intorno al quale ruota l’innovazione è il lattosio, ovvero lo zucchero del latte contenuto nei reflui caseari. Il Centro Ricerche di Brindisi dell’Enea ha creato un processo che permette il frazionamento del siero di latte, in maniera da ottenere il recupero differenziato di tutte le componenti: sieroproteine, lattosio, sali minerali e acqua ultra pura. Grazie a EggPlant, lo zucchero viene processato per ottenere poliidrossibutirrato, un polimero completamente biodegradabile e adatto a diversi tipi di applicazioni, dall’eco-packaging alimentare e prodotti nel campo della cosmesi, della biomedicina e dell’elettronica.

ADDIO AL RIFIUTO
In perfetto spirito di economia circolare, il progetto ribalterà il concetto stesso di rifiuto; da un lato gli scarti si trasformeranno in materia prima, e dall’altro la bioplastica prodotta sarà al 100% biodegradabile: un ottimo sostituto delle plastiche tradizionali, derivate dal carbonio fossile ed estremamente dannose per l’ambiente. 
 

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