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I mattoncini della Lego si fanno sostenibili

Al via la produzione dei nuovi componenti “vegetali” che derivano dalla lavorazione della canna da zucchero

Mar 29 Mag 2018 | di Domenico Zaccaria | Attualità
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Giusto 60 anni fa, nel gennaio del 1958, Ole Kirk Kristiansen brevettò il giocattolo a incastro che avrebbe conquistato almeno quattro generazioni di bambini. E che a stretto giro avrebbe trasformato un anonimo carpentiere nel “signor Lego” famoso in tutto il mondo. Ora l’azienda danese mette un altro importante mattoncino in direzione della sostenibilità, avviando la produzione di nuovi componenti “green”, un’alternativa a impatto ambientale ridotto rispetto alla resina plastica abitualmente utilizzata. 

I NUOVI MATTONCINI
La nuova plastica di origine vegetale - realizzata dal Lego Sustainable Materials Centre dopo due anni di ricerche e 155 milioni di investimento - è ottenuta dalla lavorazione della canna da zucchero. E visto che parliamo di un materiale “verde”, riguarderà gli elementi botanici delle città popolate dagli omini gialli: foglie, cespugli e alberi; si tratta di un quantitativo compreso tra l’1 e il 2% del totale dei pezzi realizzati dall’azienda, ma l’obiettivo del gruppo è di aumentarne gradualmente la produzione fino a raggiungere, entro il 2030, il completo utilizzo di materiali sostenibili; non solo per le materie prime, ma anche per gli imballaggi. E non si spaventino gli inguaribili nostalgici: stiamo parlando sempre dei cari, vecchi Lego, perché i nuovi mattoncini sono tecnicamente identici a quelli prodotti con la plastica convenzionale. 
«Bambini e genitori non noteranno alcuna differenza nella qualità o nell’aspetto dei nuovi elementi, perché il polietilene vegetale ha le stesse proprietà di quello convenzionale», ha chiarito il vice presidente Tim Brooks.

UN’AZIENDA SEMPRE PIU' VIRTUOSA
L'idea di passare all’eco-plastica è nata da una considerazione semplice, ma tutt’altro che banale: è vero che i mattoncini della Lego, anche alla luce di un mercato dell’usato sempre più fiorente, difficilmente vengono gettati nella spazzatura; ma quando ciò avviene, il robusto materiale a base di olio con il quale sono realizzati dal 1963, li rende praticamente indistruttibili. Il gruppo danese, oltretutto, ha aderito alla Bioplastic Feedstock Alliance (BFA), l’iniziativa del Wwf che riunisce grandi aziende per cercare alternative sostenibili ai prodotti a base di petrolio. E nel 2017 ha raggiunto, con tre anni di anticipo, l’ambizioso obiettivo di sostentarsi totalmente con energie rinnovabili. Mattoncino dopo mattoncino, insomma, la Lego sta costruendo il suo percorso sempre più eco-friendly. 
 

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