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Dal Trentino arrivano i vestiti che crescono

Hanno taglie flessibili e materiali resistenti per durare più a lungo: così l’idea di una giovane mamma si è trasformata in una startup di successo

Mer 30 Mag 2018 | di Domenico Zaccaria | Attualità
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Quante volte si riesce a far indossare un indumento nuovo al proprio figlio? Poche purtroppo, come ogni genitore ben sa. La crescita dei bambini è veloce e, quando non subentrano problemi di taglia, la loro vivacità finisce per dare il colpo di grazia ai vestiti. Da questi presupposti è partito il lavoro di Janne Geyer, una mamma creativa e appassionata di cucito, che di certo non si sarebbe mai aspettata di dare vita a una startup “verde”, basata sui principi dell’economia circolare.

L’IDEA INNOVATIVA
E' nata così Nojolia, insediata nell'incubatore dell'economia green di Trentino Sviluppo, all'interno del Progetto Manifattura a Rovereto. Un progetto artigianale e in decisa controtendenza rispetto al trend dominante ormai da diversi anni: i capi vengono prodotti in taglie adattabili, in modo da coprire il periodo che va da 0 a 12 mesi in sole tre misure, e poi con singole taglie, che vanno di due anni in due anni; in questo modo si riduce il numero di abiti necessari e si allunga la durata di vita del capo. Altro che obsolescenza programmata, il principio - ormai dominante in ogni settore merceologico - secondo il quale ogni bene deve “vivere” un tempo prestabilito e non essere riparabile: criterio che si traduce, quando parliamo di abiti, nell’opportunità di pagare meno i singoli capi, ma nella necessità di aumentare il numero degli acquisti e, di conseguenza, il quantitativo di vestiti da scartare nell’arco di pochi mesi.  

SI FA TUTTO ONLINE
Sul sito di Nojolia si può creare il capo più adatto alle esigenze del proprio bambino: si va dai pantaloni alle felpe, fino ai cappellini e alle sciarpe. Oltre all’adattabilità delle taglie, un’altra caratteristica è l’utilizzo di materie prime certificate con il protocollo GOTS, fra i più rigidi in tema di sostenibilità ambientale: si tratta di tessuti estremamente resistenti che contengono almeno il 70% di fibre naturali di origine biologica. “Grazie a queste caratteristiche - spiega Janne Geyer -, i nostri vestiti possono adattarsi alla crescita dei figli, resistere alla loro travolgente energia e passare più facilmente di bambino in bambino”. E visto che parliamo di una startup fieramente artigianale, c’è spazio anche per le riparazioni: “Se a un cliente si rompe un nostro prodotto, lo sistemiamo gratuitamente. E se un nostro pantalone viene dismesso, a fronte di un altro acquisto, lo recuperiamo e lo trasformiamo gratuitamente in una gonna o in un pantalone corto”. Fra le montagne del Trentino, la seconda vita dei capi ha trovato il suo habitat naturale.
 

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