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La meraviglia voluta dai Borbone

La Reggia di Caserta con le sue 1200 stanze, le 245 finestre solo della facciata anteriore, i giardini, l'acquedotto patrimonio dell'Unesco č anche sede del Consorzio di Tutela Mozzarella di Bufala Campana Dop

Mer 30 Mag 2018 | di Emanuele Tirelli | Bella Italia
Foto di 7

È nel centro cittadino e ci arrivi facilmente in treno. Anzi, ti basta uscire dalla stazione ferroviaria per trovartela davanti, con le sue 245 finestre sulla sola facciata principale. Insomma, attraversi i grandi giardini di piazza Carlo III e arrivi direttamente alla Reggia, uno dei luoghi più belli al mondo. Fu voluta proprio da re Carlo di Borbone, che poi diventò re di Spagna e abdicò in favore del figlio. Riuscì a posare la prima pietra nel 1752, ma fu solo Ferdinando IV ad andarci a vivere nel 1780 con sua moglie Maria Carolina d’Asburgo, sorella di quella Maria Antonietta che in Francia ebbe una fine poco gloriosa. 

La maestosità della Reggia di Caserta si respira ancora robusta nell’aria. E con il sole della primavera, e poi dell’estate, è ancora più bello passeggiare nel suo parco, dimenticarsi del caos cittadino, scoprire gli appartamenti reali e visitare le mostre che ospita.


GLI APPARTAMENTI REALI 
Non crederai mica di poter entrare in tutte le 1200 stanze del palazzo? C’è solo un percorso accessibile al pubblico, ma è abbastanza ampio ed emozionante da darti l’idea del luogo in cui ti trovi. Ci arrivi salendo il grande scalone d’onore, tutto in marmo, che alla fine ti costringe a fermarti un attimo per godere della bellezza del vestibolo superiore, a pianta ottagonale. Da lì, puoi accedere alla meravigliosa Cappella Palatina e poi entrare negli appartamenti reali tra ampi saloni, stanze dedicate alle stagioni, quelle del re e, decisamente più suggestive, della regina. Non guardare solo davanti a te. Alza gli occhi: ci sono quadri, volte affrescate, lampadari imponenti. Nella stanza da bagno di Maria Carolina c’è anche il bidet, che, al loro arrivo e ignorandone l’uso, i Savoia definirono come “uno strano oggetto a forma di chitarra”.
La maggior parte delle tracce sono dei Borbone, ma ce ne sono pure alcune relative al decennio francese di Gioacchino Murat e ai Savoia stessi. Approfittane anche per fermarti nella Biblioteca Palatina e poi per accedere al Teatro di Corte (a cura del Touring Club Italiano: venerdì e domenica 10-13; sabato 10-17).

VANVITELLI LO VOLEVA PIU' AMPIO
Guardandolo e poi attraversandolo tutto, non penseresti mai che l’architetto Luigi Vanvitelli avesse previsto un progetto ancora più ampio. Percorrendo il lungo corridoio (detto “Cannocchiale” per la prospettiva), che unisce l’ingresso della Reggia al parco, ti si aprono davanti 120 ettari di verde in una lunghezza superiore ai 3 km, che puoi scegliere di affrontare a piedi, con la navetta o su biciclette e monopattini elettrici da noleggiare all’ingresso.
Dopo una prima parte caratterizzata soprattutto da un prato immenso e dalla Castelluccia (piccola costruzione dove Ferdinando IV inscenava le battaglie), inizia un lungo gioco di vasche e cascate impreziosite da statue e meravigliosi gruppi marmorei. Su in alto c’è la cascata del Monte Briano. Per rifornire d’acqua anche il complesso borbonico, Vanvitelli fece costruire l’Acquedotto Carolino, un’opera di 38 chilometri, patrimonio dell’Unesco dal 1997.
Sul lato orientale del parco, c’è invece il Giardino all’Inglese voluto dalla regina Maria Carolina e intima raccolta di piante e fiori tra ruderi, finti, dell’antichità classica.

TRA QUADRI E MOZZARELLA
Dopo il terremoto dell’Irpinia del 1980, il gallerista napoletano Lucio Amelio chiamò a raccolta alcuni dei più grandi artisti dell’arte contemporanea per realizzare “Terrae Motus”, una collezione monotematica di oltre settanta opere. All’appello risposero Andy Warhol, Keith Hering, Mimmo Paladino, Roberto Rauschenberg, Michelangelo Pistoletto e molti altri. Tutti in un’esposizione permanente nelle sale del palazzo reale. 
Tra le numerose mostre che puoi visitare, dal 7 al 17 giugno arriva Cyberfest, che ogni anno riunisce oltre ottanta artisti da più di venti Paesi. Mentre fino al 31 ottobre c’è “Modigliani Opera”, un allestimento multimediale che accompagna i visitatori nella sua vita e nella sua produzione artistica, naturalmente nella Parigi di inizio Novecento.
E poi c’è la mozzarella. Anche quella è un’arte, soprattutto se è di bufala campana. Il 2018 è l’Anno nazionale del cibo italiano nel mondo e la sede del Consorzio di Tutela Mozzarella di Bufala Campana Dop si trova proprio nelle Regie Cavallerizze del palazzo reale.
 


NON SOLO REGGIA

Non lasciare subito la città. Dopo una passeggiata in centro, a pochi chilometri c’è l’antico borgo medievale di Casertavecchia, con le sue stradine caratteristiche, i resti del castello, la cattedrale e il belvedere su tutta la città. Hai mai sentito parlare delle sete di San Leucio? Si trovano anche nella Casa Bianca e a Buckingham Palace. Bisogna ringraziare Ferdinando IV, che nella piccola frazione fece nascere un complesso legato alla produzione della seta. E se invece ti sposti nella vicina Santa Maria Capua Vetere puoi scoprire lo splendido anfiteatro campano (II-II sec. d.C.), il Mitreo e il museo archeologico.


 

 

GIORNI E ORARI

Sono stati 838mila gli ingressi alla Reggia nel 2017, con un incremento del 23% rispetto all’anno precedente. E giugno è un ottimo mese per aumentare questo numero, perché (fino a settembre incluso) l’accesso al parco si estende dalle 8:30 alle 19, con l’ultimo ingresso alle 18, mentre il Giardino Inglese chiude un’ora prima. Gli appartamenti storici sono visitabili per tutto l’anno dalle 8:30 alle 19:30, ma sul sito www.reggiadicaserta.beniculturali.it sono segnalate anche le aperture serali straordinarie. Attenzione al martedì, perché è l’unico giorno di chiusura settimanale.

 


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