acquaesapone Interviste Esclusive
Interviste Esclusive Viaggi Editoriale Inchieste Io Giornalista TV/Cinema A&S SPORT Zona Stabile Rubriche Libri

Lo Stato Sociale: L'ironia la nostra chiave di lettura del mondo

Ad agosto in tour con la vecchia che balla per dimostrare che la musica indipendente pu avere successo

Lun 23 Lug 2018 | di Nadia Afragola | Interviste Esclusive
Foto di 6

Alzino la mano quanti conoscevano Lo Stato Sociale prima del festival di Sanremo 2018. Eppure sono nati quasi dieci anni fa in un garage: era il 2009 per la precisione, anche se per arrivare alla formazione attuale ci son voluti altri due anni (2011). 
Chi sono? Sono dei cantautori con la passione per le sonorità anni novanta e una inconsapevole capacità a lanciare dei tormentoni. Che fossero anticonvenzionali, coraggiosi e soprattutto liberi da filtri o altro lo avevamo capito dopo l’avventura sanremese e quella canzone “Una vita in vacanza” presentata come sfondo delle giravolte dell'ottantatreenne ballerina britannica Paddy Jones. Una canzone che se ascoltata con la giusta attenzione svelava una meticolosa riflessione sul mondo del lavoro di oggi, in cui spesso si è portati ad identificare l’individuo con la sua professione. Un racconto epico, un elenco di professioni improbabili e la voglia di provare a risultare diversi. Ma calato il sipario dell’Ariston cosa resta? Dove li troveremo? In radio sicuramente, dove la band bolognese è impegnata, tra l’altro, a duettare con Luca Carboni in “Facile”, una felice collaborazione tutta bolognese che riafferma ancora una volta l’importanza della città nel panorama del cantautorato nazionale. 

Com’è nata la collaborazione con Luca Carboni? 
«In modo del tutto spontaneo – dichiara Lodovico Guenzi, in arte "Lodo" -. Non avevamo avuto la fortuna d’incontrarlo, ma siamo sempre stati suoi grandi fan. Avevamo voglia di provare a fare una canzone con lui e gli abbiamo scritto. È stato super disponibile, il resto è storia che tutti conoscete. Lo sappiamo che è un gioco di parole orrendo, ma è stato davvero “Facile” fare questa cosa insieme».

Cosa c’è dentro questa canzone? 
«Parla di prendere il meglio da chi ti sta accanto, racconta come insieme la vita possa diventare improvvisamente più leggera, senza mai diventare superficiale o priva di significati. Nella canzone l’altro è visto come una possibilità di libertà, come un luogo di protezione in cui è possibile essere fragili senza che sia una cosa negativa».

Siete la dimostrazione che la musica indipendente può avere successo. Come vi sentite?
«Fa piacere constatarlo, ci siamo tolti delle soddisfazioni,complice anche la tecnologia che negli ultimi anni ha rotto le regole del gioco. Prima erano i media a dirti cosa ascoltare, oggi questa logica del potere culturale è passata. Ci sono tanti artisti in giro, troppi, è impensabile immaginare che il mercato possa sostenerli tutti e così usano vie alternative per arrivare alla gente, penso a Calcutta, ai Thegiornalisti».

Il concerto del Primo Maggio a Roma si è aperto con voi. E ce l’avevate un po’ con tutti. 
«Rimane un concerto con un’atmosfera, un filo da seguire, una narrazione da portare avanti. In questa fase storica è facile diventare popolari, molti scelgono di salire su qualsiasi carro pur di riempire il proprio vuoto, eppure la vera sfida, crediamo oggi sia raccontare la propria identità, unica in quanto tale. Le hit arrivano dopo, magari. Stiamo assistendo ad un cambio generazionale anche nel pubblico del concerto del 1° maggio».

Cos’è l’ironia?
«La nostra chiave di lettura per stare al mondo. Siamo cresciuti con Luttazzi, anche se non si vede più perché le cose scomode non vanno dette, ma noi andiamo avanti per la nostra strada e quello che dobbiamo dire lo mettiamo in musica. Siamo dei cazzoni autoironici che si prendono, ma sappiamo di poterlo fare perché dietro c’è un’amicizia profonda».

Dicono che siete l’eredità di Rino Gaetano. 
«Ma magari… è come se a te dicessero che assomigli a Sofia Loren. Lo spirito magari è simile, da lotta, forse, quella della sera prima di partire per una gita però! Siamo cinque persone con 5 teste che stanno bene in un collettivo e che sentono il bisogno di far sapere cosa pensano al mondo».

Bianconi, frontman dei Baustelle, dice che le canzoni meno accessibili sono quelle più profonde. Concordi? 
«Non voglio entrare in polemica con lui, ma penso a De Andrè e al fatto che se hai delle cose profonde da comunicare vorresti che la gente capisse il tuo messaggio. Non ci sono regole se non fare l’opposto e vedere cosa succede».

Dopo Sanremo siete spariti. Perché non avete battuto il ferro finché era caldo?
«Dopo Sanremo è uscito il disco (Primati - Universal Music/Garrinchia Dischi - ndr), a distanza di un anno dall’ultimo album “Amore, lavoro e altri miti da sfatare”. Abbiamo incontrato il pubblico, fatto qualche ospitata televisiva come le Iene, il singolo stava andando bene, ma, ripeto, siamo in cinque con altrettante vite private da gestire e volevamo sgonfiare tutta quella attenzione che ci ha travolti dopo Sanremo. Ecco perché abbiamo deciso di partire per la Spagna e di mettere in piedi un piccolo tour. È servito per rallentare certe tensioni che si erano create, anche perché al di là di chi ci ha scoperto grazie all’Ariston negli ultimi anni abbiamo suonato continuamente ed è stato bello, sempre. Per un cantautore non c’è nulla di più bello di un live anche se insieme all’attività della band ognuno di noi sta portando avanti dei suoi progetti: Bebo un fumetto, Albi un libro per fare degli esempi».

Come si gestisce la crisi in un gruppo, come il vostro, in cui le teste pensanti sono tante?
«È stato facile assorbire il colpo dopo Sanremo perché abbiamo anticipato la crisi. Siamo stati scaltri a vivere la crisi l’anno scorso, nel 2017, anno per noi molto complicato, in cui abbiamo dovuto riorganizzare anche le nostro amicizie per via degli impegni lavorativi. Ma ne siamo usciti più solidi e compatti di prima, la nostra forza è sempre stata nel voler stare insieme e comprendere le esigenze dei singoli».               

 


LO STATO SOCIALE IN TOUR

La band Lo Stato Sociale è formata da: Alberto "Albi" Cazzola - voce, basso (2009), Francesco "Checco" Draicchio - sintetizzatore, sequencer, programmazione, percussioni, voce (2011), Lodovico "Lodo" Guenzi - voce, chitarra, pianoforte, sintetizzatore (2009), Alberto "Bebo" Guidetti - drum machine, programmazione, sintetizzatore, sequencer, voce (2009), Enrico "Carota" Roberto - voce, sintetizzatore, pianoforte, rhodes, programmazione (2011). 

QUESTE LE DATE DEL TOUR AD AGOSTO
03 agosto -- Reggio Emilia -- Parco Malaguzzi
04 agosto -- Livorno -- Effetto Venezia
09 agosto -- Canicattì (AG) --  Malamara Festival
11 agosto -- Castrignano dei Greci (LE) -- Parco Kurdi
15 agosto -- Pescara -- Piazza della Rinascita

Condividi su:
Galleria Immagini