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Rifiuti elettronici, come smaltirli in modo corretto

Televisori, cellulari, lavatrici, robot: dove li dobbiamo gettare?

Gio 30 Ago 2018 | di Domenico Zaccaria | Ambiente
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Televisori, cellulari, lavatrici, robot da cucina. E ancora orologi, frigoriferi, lampadine, modem, notebook. Negli ultimi anni gli apparecchi elettrici ed elettronici hanno letteralmente invaso le nostre case; beni di consumo che un tempo utilizzavamo per diversi anni e che ora - tra costi di riparazione eccessivi e una tecnologia in costante evoluzione - si trasformano rapidamente in rifiuti. Basti pensare che ogni famiglia italiana possiede in media 8 apparecchi chiusi in un armadio o in una cantina; o ancora peggio, che in pochi li considerano un rifiuto da differenziare: gettarli nella pattumiera equivale non solo a inquinare, ma anche a sprecare i preziosi materiali che li compongono. Nel nostro Paese vengono definiti RAEE, ovvero rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, il cui conferimento è regolamentato dal Decreto Legislativo 151 del 2005: in Italia vengono prodotte ogni anno circa 1 milione di tonnellate di RAEE, quasi 18 kg per abitante. 


IL DECRETO “UNO CONTRO UNO”
In effetti, le opportunità per non abbandonarli nell’ambiente sono molteplici. È il caso del Decreto ministeriale 65/2010 “Uno contro Uno”: chi vuole acquistare una nuova apparecchiatura, ha la possibilità di lasciare nel negozio il vecchio elettrodomestico a costo zero. Il negoziante ha l’obbligo di ritirare gratuitamente l’usato al momento dell’acquisto e il ritiro è gratuito anche con la consegna al domicilio della nuova apparecchiatura elettronica.


IL DECRETO “UNO CONTRO ZERO”
E non tutti sanno che dal luglio del 2016 è in vigore anche il Decreto “Uno contro Zero”: i negozi con una superficie superiore ai 400 metri quadrati, hanno l’obbligo di ritirare i piccoli apparecchi elettronici inferiori ai 25 centimetri (come tablet e cellulari, lettori mp3, spazzolini elettrici, macchine fotografiche digitali, calcolatrici e cuffie) gratuitamente e senza che sia necessario acquistare nulla in cambio.

LE ISOLE ECOLOGICHE
Basta, insomma, superare la tentazione di gettarli nel cassonetto più vicino a casa. E già che si decide di prendere l’auto, è possibile portare i RAEE anche in una delle oltre 3.600 isole ecologiche comunali attrezzate per il loro smaltimento: in questi centri i rifiuti vengono raccolti gratuitamente dai cittadini e poi inviati a impianti di trattamento che evitano la dispersione di sostanze inquinanti, permettendo il riciclo delle materie prime. 
Non avete l’auto? Niente paura, molti Comuni prevedono anche il ritiro a domicilio dei RAEE ingombranti!  
 

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