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Pannelli solari su misura e puliti

Grazie alla ricerca italiana si possono avere di qualunque forma e stampabili su carta

Gio 25 Ott 2018 | di Francesco Buda | Ambiente
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Pannelli solari organici, leggerissimi e stampabili, proprio come questa rivista e di qualsiasi forma: su carta, pellicole finissime e altri supporti leggerissimi, flessibili. Per realizzarli occorrono tecnologie molto semplici e a basso consumo energetico, quindi a costo ridotto: speciali inchiostri sovrapposti che costituiscono la singola cella. Sono talmente sottili che – escluso il supporto plastico – ne occorrono migliaia una sopra l’altra per ottenere lo spessore di un foglio di carta. Il loro costo di produzione si ripaga in un tempo ridottissimo con l’elettricità che producono. È il nuovo brevetto italiano che impiega combinazioni di molecole e polimeri organici inventati dai ricercatori dell'Eni, la multinazionale tricolore controllata dallo Stato italiano che ne detiene il 30,10% delle quote. Il colosso energetico ha messo a punto un prodotto organico e più economico rispetto ai classici pannelli al silicio, materiale che richiede una elevata e costosa raffinazione, arriva quasi tutto dall'estero. Con un chilo di silicio si fanno poco più due metri quadrati di pannelli solari. Mentre un kg di questi inchiostri made in Italy sviluppa 10mila metri quadrati di pannelli, quanto un campo di calcio! La loro efficienza massima è ancora inferiore a quella dei pannelli al silicio ma, a differenza di questi ultimi, non devono per forza essere orientati a sud e con una precisa angolazione e producono energia anche quando c'è poco sole e persino quando il cielo è coperto. 

DENTRO LE STRUTTURE
Per funzionare al meglio non hanno però bisogno di essere esposti a sud e con una particolare angolazione. Non è l'unico esempio di fotovoltaico organico sviluppato nel mondo, ma vanta performance decisamente più alte rispetto a molti altri prodotti fotovoltaici organici. Si pensa di utilizzarlo direttamente all’interno degli elementi strutturali che compongono gli edifici: mattoni, tegole, piastrelle e ogni superficie esposta alla luce su tutti i punti cardinali. Ma anche per alimentare sensori, tablet, smartphone, eliminando la necessità di batterie e cavi elettrici o per portare la corrente in aree remote non elettrificate, visto che è molto più facile e più leggero da trasportare. O magari per produrre energia in mare, con pannelli galleggianti, senza consumare altro suolo. 

GIOVANE, DONNA E ITALIANA
Una trovata, quest'ultima, che è valsa il prestigioso premio dedicato ai giovani innovatori con meno di 35 anni indetto dalla MIT-Technology Review Italia e dalla Bologna Business School dell’Università bolognese. Lo ha vinto Alessandra Cominetti: la ricercatrice 33enne, dopo aver partecipato alla realizzazione del fotovoltaico organico di Eni, ha sviluppato il “fotovoltaico organico gonfiabile”. Mettere in produzione e quindi in commercio l'innovativo sistema non è un passo così lontano: Eni sta selezionando partner industriali e commerciali interessati. Un passo importante per ridurre le fonti fossili che ammorbano il pianeta.


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