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Maggie Gyllenhaal: Ora comando io!

Maggie Gyllenhaal ha preso in mano le redini della sua carriera con due ruoli opposti, quello di una prostituta e di una maestra d’asilo, ma che hanno qualcosa in comune…

Gio 25 Ott 2018 | di Alessandra De Tommasi | Interviste Esclusive
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Maggie Gyllenhaal si annoia facilmente e detesta i convenevoli. È stufa di Hollywood e delle solite storie piene di cliché al femminile. Sovversiva nel profondo, ha deciso di declinare il Time’s Up a modo suo, prendendo in mano la gestione dei suoi progetti come produttrice. Cosa vuol dire? Che siede al tavolo dove si prendono le decisioni e ha voce in capitolo su quello che succede sul set. L’ha fatto con la serie “The Deuce”, che la vede protagonista nei panni di Candy, una prostituta poi diventata regista di porno negli Anni Settanta. E ci ha riprovato nel film “La maestra di Jimmy”, che ha spopolato al Festival di Toronto: stavolta interpreta Lisa, poetessa incompresa che lavora come insegnante di scuola materna. Cos’hanno in comune queste due donne? Lo spiega lei, con i suoi soliti modi diretti e senza giri di parole. 

Qual è il filo conduttore che accomuna queste due storie?
«Interpretarle per me vuol dire dar voce ad un’umanità che troppo spesso e troppo facilmente viene giudicata. Queste donne non sono soddisfatte delle vite perché sono venute a patti con se stesse, ma ora stanno cercando un cambiamento. Candy non ha intenzione di mollare, anche quando viene umiliata e picchiata. Si rialza e ricomincia con la stessa grinta di prima. Lisa ha bisogni simili, ama la poesia, ma nessuno la ascolta anche se è brava, poi incontra questo bambino prodigio e crede sia la soluzione dei suoi problemi. Però poi imbocca la strada sbagliata e compie atti estremi». 

Ci si identifica?
«So cosa vuol dire sentirsi confusa e persa o prendere decisioni dolorose, quindi il mio obiettivo è dire alle donne che è naturale avere questo stato d’animo e offrire loro un porto sicuro».

I set lo sono, dopo il #metoo?
«Su quello di “The Deuce” ho voluto una persona che possiamo chiamare “esperta d’intimità”. Faccio un esempio: per i film d’azione c’è un professionista sul set che tutela le controfigure, specialmente se non si sentono a loro agio a fare qualcosa. Lo stesso vale per noi, solo che invece delle acrobazie si tratta di scene di sesso». 

Si sente tutelata?
«Io mi sono scelta una situazione di potere perché sapevo che, dovendo interpretare una prostituta, ci sarebbero state scene intime e volevo sentirmi al sicuro e tutelata, ma pensa alle attrici che sono per un giorno sul set. Si considerano così grate ad avere un lavoro che non vogliono creare problemi o far sapere che sono in difficoltà. Invece non va bene: persino il gesto di mettere il microfono sotto la maglietta alzandola davanti a tutti può creare imbarazzo ed è giusto che in quel caso la persona interessata si senta libera di chiedere di spostarsi altrove senza mettere a repentaglio il suo lavoro».

Come ha protetto il bambino che interpreta il protagonista del film “La mamma di Jimmy”?
«Il piccolo attore ha la stessa età di mia figlia e non volevo assolutamente che si rendesse conto del significato delle scene, quindi o cercavamo di catturare momenti spontanei o gli dicevo delle frasi da ripetere senza soffermarmi sul contesto». 

Si è mai sentita incompresa come Lisa?
«La sua frustrazione è un’allegoria di quello che stiamo provando tutti in America. Mentre giravamo era stato appena eletto Trump e il clima era piuttosto elettrico. D’altronde Lisa è l’esempio vivido di cosa succede quando zittisci una donna desiderosa di far sentire la propria voce. Il genere femminile ha accettato a lungo situazioni orribili pur di sopravvivere, ma adesso basta».



UN VISO D’ANGELO DAL LATO OSCURO

Margolit Ruth Gyllenhaal, 41 anni il prossimo 16 novembre, è figlia d’arte ma ci ha messo pochissimo a prendere le distanze dalle aspettative e dal tracciato familiare. Prima con “Donnie Darko” accanto al fratello Jake e poi in “Secretary”, ha dimostrato indipendenza e coraggio, al punto da diventare di recente produttrice dei suoi propri progetti. “La maestra di Jimmy” ha conquistato il Toronto Film Festival dopo aver vinto il Sundance e il 29 novembre arriva in sala anche da noi. Nel frattempo prosegue su Sky Atlantic la seconda stagione di “The Deuce”, in cui interpreta una prostituta degli Anni 70 che diventa regista di porno. Da insegnante d’asilo a lavoratrice sessuale: gli ultimi ruoli dimostrano le varie declinazioni di storie al femminile che ama interpretare per raccontare storie di libertà, ma anche di prigioni personali. Di tanto in tanto fa incursione nei blockbuster (come “Il cavaliere oscuro”) anche se si sente maggiormente a proprio agio nelle opere indipendenti. Da oltre quindici anni fa coppia con l’attore Peter Sarsgaard, che ha sposato a Brindisi nel 2009. Hanno due figlie: Ramona e Gloria, 12 a 6 anni. 

 


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