acquaesapone Salute
Interviste Esclusive Viaggi Editoriale Inchieste Io Giornalista TV/Cinema A&S SPORT Zona Stabile Rubriche Libri

Quando si fa fatica a digerire le proteine

Perché i problemi di stomaco non si curano con gli inibitori della pompa protonica

Ven 26 Ott 2018 | di Ethel Cogliani | Salute
Foto di 4

Difficoltà digestive a livello gastrico? Se ce l’hai sei in buona compagnia. Oltre la metà della popolazione ha disturbi più o meno spiccati legati alla digestione delle proteine... E tutto quello che questo comporta.

Uno dei problemi è sicuramente la difficoltà di diagnosi:
1. Spesso i sintomi sono dislocati in parti del corpo diverse dallo stomaco e non sempre si riflette su una problematica evidente nel transito del cibo.
2. Il trattamento medico di questa problematica spesso è la causa dell’aggravarsi del problema stesso.

L’ipocloridria è la parola chiave 
Ma cos’è? Senza grossi paroloni, è un’incapacità dello stomaco di produrre adeguate quantità di acidi gastrici, importanti per il corretto funzionamento degli enzimi digestivi preposti alla digestione delle fibre carnee (proteasi).

Meno acidità di stomaco hai, più hai difficoltà a digerire 
Cosa? Sì, hai capito bene.
Il problema nel come si interviene su questa problematica sta proprio nella sua definizione come “acidità di stomaco”, perché in realtà il problema non è un eccesso di acido, ma un suo difetto.
Ed ecco che inibitori della pompa protonica, antiacidi e protettori gastrici cominciano a perdere il loro significato se non per alleviare temporaneamente il sintomo che, comunque, va a ripresentarsi successivamente e spesso in forma peggiore, causando danni collaterali che portano, con il tempo, a squilibri in diversi distretti, primo fra tutti l’intestino. 
Quando una problematica gastrica si protrae per un tempo sufficiente da coinvolgere l’intestino in modo drammatico, si istaurano, infatti, tutta una serie di reazioni a catena nell’organismo che portano alla degenerazione generale in un tempo più o meno breve.
 
Gli inibitori della pompa protonica, che sono nella TopTen dei farmaci di maggior consumo con un vero e proprio abuso sistematico da parte di medici e pazienti, ne sono spesso un motivo di peggioramento.
La prescrizione di questi farmaci, infatti, dovrebbe avere dosaggi più bassi e durata molto più breve, ma, soprattutto, essere limitata a casi gravi, su pazienti che assumono farmaci come FANS, cortisonici e immunosoppressori, in modo da evitare la perforazione gastrica che possono causare. 

Nella realtà, vengono prescritti anche per il semplice reflusso gastro-esofageo, ma, soprattutto, senza una revisione del dosaggio o controlli successivi e programmati e, tra l’altro, vengono usati a sproposito in casi in cui in realtà si dovrebbe intervenire in modo diametralmente opposto.

Ad indagare e mettere insieme studi ed evidenze sugli effetti collaterali, ancora poco conosciuti, sviluppati da questi farmaci, è stata proprio una review pubblicata su CMAJ (Canadian Medical Association Journal).
 
Effetti collaterali
Gli effetti avversi determinati dall’uso di questi farmaci si manifestano in diversi modi: disturbi gastrointestinali, come diarrea, nausea, vomito; neurologici come cefalea e vertigini. Ipotensione, tachicardia, affezioni cutanee, prurito e alopecia, agranulocitosi, anemia e leucopenia, impotenza e ginecomastia, colite, costipazione e anoressia, aumento dei livelli di colesterolo, faringite, rinite, tosse, febbre, sete, sintomi simil-influenzali, sono tra i più blandi. Poi abbiamo infezioni (+69%), fratture (dovute al ridotto assorbimento di calcio), demenza (+38%), Alzheimer (+44%), cancro allo stomaco.

L’acido dello stomaco: a cosa serve?
Ora che abbiamo capito che l’acidità dello stomaco ha una funzione e che la sua riduzione forzata crea enormi danni cerchiamo di capire a cosa serve l’acido dello stomaco.
Come abbiamo detto l’acido dello stomaco serve a migliorare la digestione proteica, ma ha anche una funzione molto importante: mantenere pressoché sterile il primo tratto intestinale (il tenue).
Questa funzione è molto importante, perché, in uscita dallo stomaco, il cibo è molto nutriente e la presenza dei batteri in questa fase della digestione porterebbe inevitabilmente ad un malassorbimento causato da un consumo da parte loro delle sostanze in esso contenute.

Cosa succede quando l’acido viene a mancare
La ricchezza del cibo, non più protetto dalla barriera acida, richiama batteri dall’intestino crasso i quali vanno a colonizzare questa parte che normalmente ha una carica batterica abbastanza ridotta, causando un sovraffollamento e inducendo SIBO (sovracrescita batterica nell’intestino tenue) che con il tempo si alimenta per continua migrazione e replicazione dei batteri e causa quei fastidiosi gonfiori intestinali che si avvertono dopo i pasti. Questo con il tempo comporta infiammazione intestinale e quindi permeabilità, destabilizzazione del Sistema Immunitario, causando la penetrazione di sostanze non opportunamente digerite all’interno del nostro organismo, portando a danni sistemici spesso confluenti in malattie, quali degenerazione e autoimmunità e molto spesso gli stessi meccanismi portano a forme cancerose. 

Malattie… malattie ovunque. 
E questo partendo “solo” da un problema gastrico non diagnosticato o mal curato.

Come arriva ad istaurarsi un problema gastrico così grave
I primi fattori che possiamo ritrovare come causa dell’insorgenza di questo problema sono: vizi (fumo, caffè e alcol), l’utilizzo di farmaci (FANS, psicoterapici, immunosoppressori e altri ai quali spesso si associa un’assunzione di gastroprotettori), alimentazione povera di fibre proteiche e troppo ricca di amidi  (vegetarianesimo e veganesimo tra le maggiori imputate), stress acuto forte o stress cronico, problemi tiroidei non diagnosticati, iperemotività, ma anche infezione da Helicobacter Pylori, intolleranza al Nichel (causa o conseguenza?), ernia iatale.
Dall’ansia alla depressione, alle dermatiti, alle disfunzioni intestinali, oltre alle cause che normalmente vengono attribuite loro, hanno una probabilità molto alta che abbiano come base anche un problema gastrico.

Quando è bene approfondire la presenza di questo problema
Ci sono moltissimi sintomi che possono suggerire che un intervento a livello gastrico potrebbe fare la differenza: difficoltà respiratorie e respirazione superficiale, annerimento della base dei denti o ipersensibilità e sanguinamento gengivale, gonfiore dopo i pasti (entro 1 ora dalla fine del pasto), alito cattivo, dolore di schiena localizzato all’altezza dello stomaco, dolori intercostali o retrosternali, tachicardia a riposo, notturna e appena svegli, ansia mattutina, voce roca o abbassamento di voce fino a mutismo, infezioni recidive per lo più fungine e batteriche, SIBO e disbiosi, difficoltà digestive che iniziano con una difficoltà a digerire le proteine per sfociare con il tempo ad una difficoltà talvolta anche ad introdurre acqua, sinusite cronica, se non associata ad un colpo di freddo o ad allergie, con molta probabilità è causata da problemi di stomaco, muco lungo l’esofago o senso di soffocamento e vomito.

Non basta dire che si digerisce bene e che non si avverte reflusso per poter dire che non si ha un problema gastrico, anzi, le manifestazioni precoci sono spesso di tutt’altra natura.
Aiutare lo stomaco ad un corretto funzionamento può salvare la vita a moltissime persone.
Approfondire questi argomenti ed introdurli in un’anamnesi di routine permette alle persone di vivere meglio e non imbattersi in malattie evitabili, rese invece irreversibili e croniche da un Sistema poco attento al rispetto delle funzionalità del corpo e troppo spesso, invece, impegnato a silenziare i sintomi invece di interpretarli.                                                  

 


LA RIVISTA

La rivista IMMUNOREICA Magazine ha lo scopo di indagare e porre l’attenzione a tutti quegli aspetti che rendono la nostra società la più malata di tutta la storia dell’Umanità.

Disponibile solo su abbonamento. Cadenza trimestrale (4 numeri l’anno). La riceverai direttamente a casa tua.


 


Ethel Cogliani

Nutrizionista specializzata nel trattamento delle patologie autoimmuni.
Autrice dei libri “Dietro la Malattia” e “Tiroide X-Files”. Editrice e capo redattrice della rivista “IMMUNOREICA Magazine – La prima rivista dedicata all’approccio funzionale delle malattie autoimmuni”.
Dove acquistare i libri: 
www.dietrolamalattia.com
www.tiroidexfiles.com
 

 


Condividi su:
Galleria Immagini