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Andiamoci a godere l’Abruzzo

La TV “terremotista” ha messo ko il turismo in tutta la regione

Lun 26 Ott 2009 | di Francesco Buda | Bella Italia
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In questi mesi gli abbiamo tutti voluto più bene all'Abruzzo. Però la bramosia di spargere immagini shock per attrarre e commuovere a tutti i costi il pubblico – come se non fossimo abbastanza sensibili per condividere la tragedia del terremoto - ha avuto un seguito altrettanto negativo: il crollo delle presenze in questa meravigliosa parte d'Italia, la regione verde d'Europa.
L'ossessione pseudo-giornalistica ha seminato macerie nel settore turistico. Certo che bisognava informare sul drammatico sisma. Ma, se si aveva davvero a cuore l’Abruzzo e gli abruzzesi, perché i mass media non hanno invitato a non disdire le prenotazioni per quella terra? Altro che appelli per sms da un euro! Vedendo solo dolore, chi è che si sente incoraggiato a visitare un posto?

Le macerie della pseudo-informazione
«In difficoltà sono 600 agriturismi abruzzesi condotti per il 46 per cento da donne, dei quali 333 offrono ristorazione, 521 alloggio garantito da 5.714 posti letto», precisava quest'estate la Coldiretti.
Ci sono state molte disdette già in primavera: il calo delle presenze di turisti in Abruzzo, a seguito del terremoto del 6 aprile, si aggira attorno al 20-25 per cento sulla costa e attorno al 45-50 per cento nelle città d'arte, mentre nei parchi nazionali e in montagna si parla di un meno 90 per cento rispetto all'estate 2008, ha sottolineato la Confesercenti, che parla di perdite per circa un milione di presenze e 2.200 mancate assunzioni stagionali. E ad ottobre l'analisi dei dati dell'intero anno conferma il calo di presenze negli alberghi.
«Hanno sofferto moltissimo le zone interne solitamente meta molto frequentata degli amanti della natura, e nel periodo pasquale anche le belle stazioni sciistiche», ci spiegano dall'Assessorato al Turismo della Regione. «Quello che non ha fatto il sisma – ammette il funzionario – lo hanno fatto certi media: addirittura all'inizio, subito dopo il terremoto di aprile, organi di stampa stranieri hanno dato come terremotate anche le regioni di Marche, Umbria e Lazio. Se sulla costa gli hotel almeno lavorano ospitando gli sfollati, pur avendo subìto un bel crollo di presenze, un recentissimo studio su un campione rappresentativo del 65% di tutte le nostre strutture ricettive, esclusi i 57 comuni terremotati, registra complessivamente il 60% di prenotazioni cancellate in tutto l'Abruzzo».

La vera notizia: l'Abruzzo è ok!
Un brutto bilancio che certo non è colpa della tv o dei giornalisti, ma il fuoco incrociato di immagini strappalacrime focalizzate solo sul male, sulla distruzione, sul disastro, hanno fatto la loro parte. Perché non dare la buona notizia? E cioè che, a parte il “cratere” del sisma, l’intero Abruzzo è perfettamente a posto. Tutti i collegamenti viari sono agibili al 100%, così come la rete ferroviaria all'avanguradia e l'aeroporto di Pescara. In un'ora da Roma si è nel Parco Nazionale. Un'infinità di sentieri è sempre percorribile, nelle tante aree protette, nei boschi e sulle montagne, a cominciare dalla raccolta delle castagne. 734 alberghi e 1.054 strutture complementari (ostelli, rifugi, bed and breakfast, ecc.) sono pronte ad accogliere gli ospiti.

Tutto è perfettamente fruibile
Siamo veramente vicini a questa parte d'Italia? Ci sta a cuore questa regione sorella? Il modo migliore per stargli vicino è andarci. E mica a fare beneficenza, ma a godersi un patrimonio di natura, arte, cultura, tradizioni, sapori tutti da scoprire. Un immenso “museo” a cielo aperto, con grandi tesori naturali, monumentali e architettoinci. E a dirla tutta, qui prova gratitudine anche chi è in ricerca spirituale, in luoghi antichi carichi di fede, lontano dai clamori delle adunate, in una terra segnata da anime grandiose come Celestino V, il Papa che rifiutò la corona pontificia preferendole la vita genuina e ascetica, più simile ai contadini “forti e gentili” che ai potenti prelati. Secoli di vera civiltà che meritano ora la nostra civiltà, oltre i terrori mediatici.

Andiamo a respirare la vita
Fenomeno nuovo quanto assurdo è quello dei guardoni delle rovine: «Ogni giorno – hanno spiegato gli attivisti di Rete 3 e 32, il comitato di cittadini nato dopo il terremoto - vediamo persone che entrano nella parte riaperta della zona rossa con le macchine fotografiche e si fermano a guardare gli effetti del terremoto, sono veri e propri turisti delle macerie». E così hanno lanciato la provocazione: fargli pagare il biglietto d'ingresso a quella che ormai è considerata una vetrina della tragedia. «Questo - dicono - permetterebbe di trovare ulteriori fondi sia per le attività in favore della città sia per i Comitati stessi». A tutto questo, alle emozioni televisive, sostituiamo un respiro a pieni polmoni, la gioia dei profumi di montagna, la serenità delle mucche al pascolo, la forza della fede che nei secoli ha animato i semplici.
Non è una poesia, è l'Abruzzo vero, tutto quello che non vediamo in tv, che non fa notizia. Portiamoci magari i nostri bambini. Facciamogli vedere mamma orsa col suo cucciolo, i colori dell'inverno più belli e sorprendenti di qualunque effetto speciale, in mezzo a caprette e camosci, alberi, laghi e cielo.
Per chi ama sciare l'Abruzzo vanta le migliori piste del centro sud, a febbraio festeggia i 100 anni di sci a Roccaraso. A novembre riparte la funivia a Campo Imperatore, il “Tibet d'Europa”, dove si lavora sodo per rendere agibile la stazione sciistica.

 


I luoghi dello spirito
La Scala Santa a Campli, in provincia di Teramo: 28 gradini in legno di quercia, tra dipinti pregevoli accompagnano la preghiera salendo verso il Santissimo. A Lanciano, in provincia di Chieti, città ricca di storia, arte e tradizione, pulsa forte il Miracolo Eucaristico: un monaco, mentre celebrava la Santa Messa, fu assalito dal dubbio sulla presenza reale di Gesù nell’Eucaristia. Consacrando il pane e il vino, all'improvviso, vide il pane trasformarsi in Carne, il vino in Sangue. Le reliquie sono oggi custodite nella chiesa di San Francesco (foto al centro). A Manoppello, in provincia di Pescara, da 500 anni nella Chiesa dei Frati Cappuccini è esposta la Veronica (la vera icona), il velo su cui sarebbe rimasto impresso il volto di Gesù Cristo che si trovava una volta in San Pietro a Roma.

Gioielli verdi
• Parco Nazionale d’Abruzzo
• Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga
• Parco Nazionale della Majella
• Parco Regionale Sirente Velino
• 17 Riserve regionali e 4 Parchi territoriali attrezzati
• Zona Umida del Lago di Barrea (nel Parco Nazionale d'Abruzzo)

 

 

 


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