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Tv: i palinsesti impazziti

Non c'è alcun rispetto per i telespettatori, che si ribellano

Lun 26 Ott 2009 | di Stefano Carugno | Media
Foto di 3

Se pensate che la Tv sia impazzita e ci propini cose orribili, senza il minimo rispetto per il telespettatore, sappiate che non siete i soli, anzi fate parte della maggioranza, solo che di queste nefandezze la TV naturalmente non parla.

CHI VUOLE UCCIDERE LA TV?
Il mondo dei forum sulla Tv è unanimemente in rivolta, non tanto per cosa mandano in onda i canali in chiaro, quanto per come mandano in onda i loro programmi.
E, a leggere su internet i vari interventi di telespettatori, prossimi ormai alla rivoluzione, si capisce perché. La lotta ai palinsesti pazzi è solo all'inizio, ma promette sviluppi interessanti.
“Ma stasera non doveva esserci quel programma....*?”. Un dubbio che tutti noi telespettatori abbiamo avuto molte volte: non siamo noi a ricordare male, sono i palinsesti televisivi che cambiano ad una velocità tale che ormai non riescono a seguirli nemmeno più le guide tv su internet né i televideo.

LE SERIE DISTRUTTE
Dicesi “serie” un complesso di elementi considerati in ordine o in successione, ma in Tv non è così. Le serie televisive iniziano, s'interrompono, spariscono, qualcuna riprende, altre cambiando giorno, orario o anche canale. Per le repliche delle serie poi è ancora peggio: spesso vengono programmate senza seguire nemmeno l'elementare ordine cronologico: così “la domenica sera il Commissario Montalbano chiacchiera amichevolmente con un personaggio che sette giorni prima era deceduto, oppure incontra per la prima volta una sua “vecchia” amica delle puntate precedenti (che nella logica dovevano essere successive)”. Quale difficoltà c'è nel programmare in ordine una serie? Quale inconfessabile motivo si cela dietro queste confuse scelte dei responsabili dei palinsesti? Eppure Montalbano è un campione di share, anche alla cinquantesima replica. Perché cercare di distruggerlo?

I PROGRAMMI NON PROGRAMMATI
Capita anche che nuovi programmi o film annunciati con tanto di trailer, giorno e ora precisi, non vengano mandati in onda, spariscano, al loro posto magari vada in onda l'ennesima replica di un film che non vedrà nessuno. “Hanno annunciato il ritorno del Dott. House con decine, centinaia di trailers: finalmente domenica riprende la serie che tanto mi piace. Ma, arrivata la domenica, niente! ...di House nemmeno l'ombra. L'immondizia televisiva, invece, c'era tutta, confermata. Ma come ci trattano?”.

GLI ORARI IMPAZZITI
I non più adolescenti lo ricorderanno senz'altro: la prima serata aveva inizio alle 20,30, finito il Tg. Poi si è passati alle 20.40. Come in un inesorabile declino l'inizio del programma in prima serata è cominciato sempre più ad attardarsi: 20.50, 21.00, 21.10.... La prima serata, grazie anche ai nutriti blocchi pubblicitari, ora termina a notte fonda. “Ma la mattina non si deve alzare più nessuno per andare a lavorare?”.

GLI ORARI IN-PRECISI
Se annunciano l'inizio del programma alle 21.10, possiamo essere certi che prima delle  nove e mezzo di sera non inizia niente. “Se ben ricordo qualche tempo fa Piersilvio aveva detto che si sarebbe impegnato affinché i programmi serali cominciassero non oltre le 21.10. A quanto pare non è successo nulla, tra un po' i programmi inizieranno alle 22”. Tra pacchi che si aprono, ruote che girano e veline che ballano (o quantomeno si muovono) lo sforamento è diventato addirittura uno status simbol, sinonimo di programma di successo.

GLI ORARI IMPOSSIBILI
La buona televisione c'è, ma dove la nascondono? “Ore 23,30 Rai 1, film Il Cliente, ore 23.30 Canale 5 film Sideways, ambedue film di spessore, ambedue in seconda serata, mentre la prima serata langue”. Qual è la logica, se ce n'è una?

NEMMENO I BAMBINI
Anche il cartone animato di Heidi, la piccola montanara svizzera che ha commosso intere generazioni, non è stato risparmiato: “Senza alcun annuncio di Italia 1, è passata da una programmazione trisettimanale (lun-mer-ven) ad una quotidiana. Poi, di punto in bianco, senza alcun preavviso il cartone è stato sospeso. Che delusione, e che rabbia”. Italia 1 ha deciso di riprogrammare Shreck, il campione d'incassi: naturalmente è sembrato logico trasmettere prima Shreck2 e la settimana seguente Shreck1, “così la continuità della storia se ne va a farsi friggere”.
Quali complesse elaborazioni dei dati auditel ci sono dietro decisioni di tale schizofrenia?

LE FASTIDIOSE INTERRUZIONI
Che un qualsiasi programma debba essere interrotto dalla pubblicità possiamo accettarlo, ma che durante una scena di forte intensità, magari drammatica, debba apparirmi sotto “la faccina di Papi che annuncia sorridente il suo programma, oppure il serpentone a colori sgargianti e caratteri cubitali che rivela i numeri magici per partecipare alle selezioni dell'ultimo, ennesimo programma che ti promette i tuoi 3 minuti di notorietà. Penso che sia una vera indecenza, di vera violenza contro il telespettatore e contro gli autori dell'opera”.
Completamente inapplicata poi la norma che obbliga le tv a non alzare il volume al momento della messa in onda dei blocchi pubblicitari.Nessuna rete ormai fa eccezione. “Chi è quel pazzo di La7 che si era inventato il siparietto introduttivo alla pubblicità fatto di un informe miscuglio di rumoracci sparati a decibel infiniti? Unico risultato, mi affretto a cambiare immediatamente canale”.

E se invece spegnessimo tutti la Tv?         
 


* Nell’articolo sono riportati in corsivo alcuni commenti tratti dai forum su internet

 


QUANDO DI DOMANI C’ERA CERTEZZA
In principio c'era il primo canale Rai, lo chiamavano “Programma nazionale, poi venne il “Secondo programma”, dal 1976 chiamato Rai Due. Fino agli anni '70 la televisione era molto semplice, così semplice da risultare estremamente rassicurante, Questo i bravi governanti democristiani di allora lo sapevano bene: quella tranquillità trasmessa dal tubo catodico vinceva le paure di quegli anni: la povertà, le lotte sindacali e studentesche, le mafie, i crolli della lira e le impennate del petrolio: tra i tanti dubbi sul futuro l'italiano aveva una però certezza, quella del palinsesto televisivo immutabile.
• Lunedì c'era il filmone, quello in cinemascope.
• Martedì lo sceneggiato o la prosa.
• Mercoledì la partita di coppa o, d'estate, un altro bel film.
• Giovedì era sacro, dedicato al quiz di Mike.
• Venerdì il teatro in tv, poi sostituito da programmi più leggeri come Portobello o Giochi senza frontiere.
• Sabato era il giorno degli storici varietà: Canzonissima su tutti.
• Domenica si tornava a vedere uno sceneggiato, spesso un romanzo classico che appassionava anche il “popolino ignorante”.
Questo palinsesto, con piccolissime varianti, è durato più di 20 anni.

 


Giustificazioni farneticanti
Il popolo dei forum s'inalbera contro i “killer serial”, gli uccisori delle serie Tv. Uno dei più contestati è Luca Tiraboschi, direttore di Italia 1 che così ha inteso spiegare:
"Ci sono logiche nella programmazione dei palinsesti della tv commerciale che, a volte, possono apparire non così scontate. In realtà lo sono solo agli occhi di chi, dall'interno, le deve orchestrare. Nuove strategie mi hanno infatti portato a modificare il palinsesto e quindi trovare altre collocazioni per due serie tv dal taglio molto editoriale”
Ma che significa?
 


LA RIVOLTA DEI TELESPETTATORI
Alcuni commenti tratti dai forum sulla televisione pubblicati sulle principali testate giornalistiche nazionali
“Ridateci i film, invece dei programmi tappabuchi”
“Perché lo fanno? O ci credono imbecilli, oppure hanno assunto Tiraboschi in Rai”
“Tra repliche e repliche e repliche di telefilm non si capisce più nemmeno quando una nuova serie ha inizio”
“Non c'è certezza del futuro, non c'è certezza della pena e soprattutto non c'è certezza dei palinsesti”
“Propongo di quotare i palinsesti di Italia 1 alla Snai. Si accettano scommesse e magari si vince anche!”
“Ci propinano in prima serata programmi inguardabili, per relegare a notte fonda le cose migliori”
“Se io spengo la Tv, non se ne accorge nessuno. Occorrerebbe convincere le famiglie Auditel a protestare per noi”
“Ma qualcuno, in Rai o Mediaset, legge queste lamentele?”

 


IL CASO JERICHO
Nel 2007 la CBS aveva ufficialmente annunciato la cancellazione della serie tv “Jericho”. Alcune comunità online hanno lanciato una campagna per sostenere la ripresa della serie tv con petizioni online e una particolare forma di protesta: i fan hanno inviato oltre 20 tonnellate di noccioline alla sede principale della Tv. "Nut", che in inglese significa anche "Matto", ha dato il nome alla campagna "Are you Nuts?" ("Siete matti?"), contro la decisione dell'emittente di interrompere la serie senza dare alcuna spiegazione sull'epilogo della storia. A questo punto la CBS ha annunciato di aver commissionato nuovi episodi con la possibilità di un ulteriore prolungamento in base ai dati d'ascolto.

 

 


 


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