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Autovelox: basta agguati

I Comuni ripianano i bilanci sparando multe a raffica

Ven 06 Nov 2009 | di Renato Mastrella | Soldi
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L’Italia, come tutte le altre nazioni europee, si era impegnata a dimezzare le morti sulle strade tra il 2003 e il 2010. Al 2010 ormai siamo prossimi, ma i morti sulle strade sono diminuiti troppo poco, l'obiettivo sembra irragiungibile. L'Italia ha puntato soprattutto sull'installazione di autovelox, negli ultimi anni nati come funghi sulle strade. Ma come al solito, quando c'è di mezzo il denaro (e qui si parla di miliardi di euro di multe), l'homo diventa famelicus. L'autovelox era nato come strumento con lo scopo di ridurre gli incidenti stradali e invece si è trasformato in strumento spara-multe. Società private, che hanno preso la gestione delle rilevazioni in alcune strade, ne hanno approfittato per fare lauti guadagni  e i Comuni ed altri enti ci hanno speculato per ripianare i propri bilanci. La Cassazione prima  e il Ministro dell'Interno poi hanno però ribadito la funzione preventiva della famigerata macchinetta misura-velocità: deve essere un deterrente ad una guida pericolosa. Per questo molti autovelox installati hanno tradito lo spirito della legge che li ha generati e quindi possono giustamente dirsi illegali. 

 




Il Ministro detta i princìpi

Il Ministro dell'Interno Roberto Maroni ha invitato tutti i Prefetti a coordinare l'uso degli autovelox, in base ad alcuni princìpi base:

• Gli autovelox devono essere gestiti solo da Polizia stradale o municipale

• Le postazioni devono essere concordate con la Prefettura

• Possono essere installati solo sulle strade “ad alto tasso di incidentalità”

• Devono essere segnalati e ben visibili

• Non devono servire ai Comuni per fare cassa

 


 


Quando fare  ricorso


Prefetture e Giudici di Pace sono ingolfati dai ricorsi, che gli automobilisti spesso vincono. Il ricorso deve essere inviato con raccomandata A/R alla Prefettura o al Giudice di Pace entro 60 giorni dalla notifica della violazione. In breve, questi sono i casi più ricorrenti in cui conviene fare ricorso:

1) L'autovelox non è ben visibile e segnalato
Bisogna informare bene gli automobilisti con la presenza di chiari cartelli stradali, col posizionamento degli autovelox in maniera più visibile possibile. Altrimenti la multa è nulla (Cassazione, sentenza 7419 del 26 marzo 2009).

2) La contestazione non è stata  immediatamente  notificata
Altra causa di nullità può essere quella della mancata immediata contestazione dell'infrazione: praticamente la Polizia lascia l'autovelox incustodito ma in funzione, anche per mesi, e poi spedisce le multe dall'ufficio. Ebbene il Codice della strada prevede che una multa debba essere sempre consegnata immediatamente nel momento che viene rilevata l'infrazione.


Ci sono però alcune eccezioni: la più ricorrente, quella che fa perdere i ricorsi ai multati, è che la multa può essere spedita in seguito se l'autovelox ha le dovute omologazioni e se la postazione è stata concordata con il Prefetto. Questi presupposti devono essere presenti entrambi e devono essere esplicitamente indicati (con i riferimenti normativi) sul verbale inviato a casa.


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