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2012 fine del mondo conosciuto?

Ci sarà la tanto terribile fine del mondo o sarà un nuovo 1000 e non più 1000?

Ven 06 Nov 2009 | di Maurizio Parmeggiani (Presidente dell’AIDIPH scuola per l’insegnamento e la diffusione del Pranic Healing) | Attualità
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L’antico popolo Maya, osservando le stelle, ha collocato nel duemiladodici la fine di questo mondo. Nostradamus, nei suoi versetti preveggenti, fa la stessa cosa. Gli antichi egizi vedono nelle stelle il compiersi del destino dell’uomo. Le scuole esoteriche di tutto il modo affermano che questo evento è prossimo ad accadere. Isteria collettiva? La paura dell’imponderabile e dell’estremo olocausto previsto perfino nell’apocalisse di Giovanni?
E se tutte queste previsioni prevedessero la fine del mondo così come noi lo conosciamo?

La razza umana si è evoluta e si sta continuando ad evolvere, non solo tecnologicamente e culturalmente, ma anche spiritualmente.
All’inizio l’uomo viveva con la sua coscienza sul piano fisico e operava nella sua vita per soddisfare i bisogni materiali di spicciola sopravvivenza. La caccia, la raccolta del cibo commestibile, la grotta dove ripararsi, l’istinto della sopravvivenza lo faceva accoppiare e riprodurre, lo faceva correre per la caccia, lo spingeva a procurarsi il cibo, a combattere per sopravvivere. L’emozione prevalente era la PAURA della morte, della sofferenza, della fame, della malattia. Emozioni inferiori.
Ad un certo punto della sua storia evolutiva hanno iniziato ad affacciarsi alla coscienza umana emozioni più elevate, anche se ancora basse, come il desiderio di potere, possesso, benessere. Questo ha spinto l’uomo a sviluppare tecniche come l’agricoltura, che lo ha reso stanziale, e quindi l’architettura, che gli ha permesso di costruire case e alloggi più confortevoli, l’idraulica, la meccanica, l’uso dei metalli, la costruzione di utensili con i quali rendere la propria vita più semplice e confortevole.

Tutto questo era però stimolato dal bene personale, per soddisfare le esigenze personali di benessere. Il bene collettivo era un modo per migliorare la qualità della vita individuale. L’uomo era orientato ancora verso se stesso e verso il suo “ IO Voglio, IO Desidero, IO Posso, IO Domino”.
Poco più di duemila anni fa appare un personaggio chiamato Gesù che afferma: «Ama il prossimo tuo come te stesso, sfama l’affamato, disseta l’assetato, consola il sofferente». È lo sviluppo del cuore, è l’avvento della presa di coscienza della necessità di amare. Mentre desiderare è l’orientamento verso le esigenze personali, Amare è l’orientamento verso le esigenze altrui, amare significa: sono sensibile alla tua fame, al tuo dolore, alle tue necessità non meno che alle mie.

In questi duemila anni abbiamo cercato di evolverci in esseri sensibili, sviluppando facoltà superiori come l’intuito e il pensiero astratto che trascende la ragione. Non tutti ci sono riusciti, ma molti sì. Probabilmente abbiamo raggiunto la “massa critica” e siamo pronti al nuovo salto quantico! Quale sarà il prossimo gradino da salire, cosa dobbiamo ancora comprendere?

La vita è costituita da materia e da energia in varie forme. Tutte le civiltà hanno da sempre considerato l'uomo non solo come corpo fisico, ma anche come un qualcosa che ha una sua energia particolare, soprattutto le antiche civiltà orientali. Dal punto di vista energetico quindi ogni persona oltre ad un corpo fisico ha un sua energia personale o corpo energetico. Noi esperti di queste culture millenarie vediamo che questo corpo è costituito da auree e Chakra.

Lo sviluppo dei Chakra dipende dal grado di evoluzione raggiunto dall’individuo. Una persona molto evoluta ha Chakra grandi e attivi, il tipo di sviluppo dipende da quali Chakra si sono sviluppati. Nell’uomo primitivo erano i Chakra inferiori ad essere attivi, quelli che rappresentano l’istinto animale, l’istinto della sopravvivenza. Poi si è sviluppato il Chakra solare, emozioni inferiori, desiderio, finalmente il Chakra del cuore, ed insieme la gola e l’ajna che rappresentano l’intelligenza, la volontà e la creatività razionale ed astratta.

Stiamo comprendendo cose a livelli superiori di coscienza; crisi economica mondiale, globalizzazione, inquinamento ambientale, deforestazione e aumento del riscaldamento globale ci fanno comprendere che l’umanità è una unica realtà, non possiamo stare bene se alcuni nostri simili soffrono la fame, malattie, ignoranza. È come un grande corpo, per stare bene tutto il corpo deve essere in buona salute, nutrito, trattato bene. Se tutti pensassero al bene altrui come risultato, avremmo l’umanità intera che si prende cura di noi!
La fine del mondo come lo conosciamo è già in corso. Ci stiamo evolvendo, l’umanità come la conosciamo si sta già modificando, questa è la grande sfida del duemiladodici: o ci evolviamo in esseri spirituali, o periamo miseramente.

Dobbiamo sviluppare anche il Chakra della corona che rappresenta la coscienza più elevata, la consapevolezza, la spiritualità, la constatazione che l’umanità fa parte di un unico grande corpo di cui ognuno di noi è come una singola cellula. Se una o più cellule del corpo si sviluppano pensando solo al proprio benessere assorbendo la maggiore quantità delle risorse, alla fine il corpo intero perisce e spesso in grandi sofferenze.

Se riusciremo a vincere questa sfida, se riusciremo ad estirpare questo cancro, allora ci sarà la fine del mondo “così come lo conosciamo” e l’inizio di una nuova umanità proiettata verso un futuro. Sono per natura molto ottimista e credo nel potere evolutivo dell’uomo! “Namastè” a tutti voi . Che vuol dire “ saluto l’essere divino che è in voi”.   


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