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L’isola che s’illumina di vento

Grazie ai “mulini” che danno watt gli abitanti di sams, nel mare del nord, vivono senza Co2

Ven 06 Nov 2009 | di Patrizia Santo | Energia
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Il mare e il vento. Un tesoro gratuito che abbiamo in abbondanza anche noi e che altrove sta generando l'indipendenza energetica.
C'è un'isola nel mare del nord, in Danimarca, dove non bruciano nemmeno una goccia di petrolio, non bruciano gas e carbone né giocano con le reazioni a catena atomiche per avere corrente elettrica. Si chiama Sams ed i suoi quasi 5.000 abitanti hanno da tempo annullato l'inquinamento da anidiride carbonica, la famigerata CO2 nemico numero uno del clima, trasformando l'isola in un paradiso terrestre a impatto zero. Valorizzando le caratteristiche del posto, particolarmente ventoso, in cui vivono e sostenuti dagli incentivi statali per le fonti rinnovabili, hanno messo 10 pale eoliche in mare aperto, cosiddette off-shore, e 11 sulla terraferma. Risultato: grazie ai loro 21 “mulini” di energia pulita capaci di produrre un megawatt ciascuno, non pagano più la bolletta elettrica, anzi rivendono l'elettricità che non serve a loro. Per l'intero progetto hanno speso solo 28 milioni di euro, dividendo i costi tra Municipio e cittadini.
Inoltre, vari “samsingers” (così si chiamano questi isolani) incassano 400 euro l'anno non tassati, visto che 10 anni fa hanno creduto al progetto eolico e vi hanno partecipato mettendoci i propri soldi.
A Sams vivere senza offendere la natura in modo intelligente è ormai uno stile: si riscaldano con stufe e caminetti a segatura e biomasse di fieno. Sui tetti delle case mettono il muschio per non far disperdere il calore e i pannelli solari per scaldare l'acqua.
E per muoversi stanno puntando sulle auto elettriche e sull'olio di canola, buono anche per alimentare i trattori usati per lavorare i grandi campi isolani che danno molta frutta e verdura. Unico neo: la canola è una varietà di colza geneticamente modificata.
Per il prossimi anni vorrebbero sfruttare – rispettosamente – il moto ondoso marino, trasformando in energia le onde che li circondano e puntare anche sull'idrogeno. Se prima moltissimi giovani lasciavano l'isola a caccia di lavoro altrove, ora l'economia locale va a gonfie vele e sempre più turisti vanno a Sams ad ammirare la tecnologia intelligente e pulita e le candide sabbie nel primo e finora unico posto abitato dagli umani che non genera anidride carbonica.
In Danimarca il vento rappresenta un quinto delle fonti di energia utilizzate. In Italia non arriviamo (ancora) al 2% di energia eolica sul totale dell’intera produzione di elettrcità. Ma non mancano i progetti per rafforzare questa produzione pulita. Ad esempio, in Sardegna un impianto dei francesi di Edf, gli stessi che vogliono appiopparci i loro reattori nucleari, già produce 70 megawatt per 80.000 abitanti. 35 turbine nei Comuni di Gonnosfanadiga, Guspini, San Gavino Monreale e Pabillonis realizzate con una ditta di Bolzano. Un’altra wind farm (“fattoria vento”) della stessa potenza è in costruzione nella provincia di Sassari. A coordinare i lavori, una donna italiana, l’ingegner Emilia Visconti di Modrone, rampolla della famiglia di nobili milanesi.

 




Vaticano, primo Stato al mondo a zero emissioni

Dall'alto dei cieli il Santo Padre riceverà anche molta energia pulita. Lo Stato Città del Vaticano ha infatti in cantiere la realizzazione della più grande centrale fotovoltaica d'Europa, su un’area di 740 ettari, ricompresa in circa tre km quadrati, vicina al villaggio medievale di Santa Maria di Galeria.
Il più piccolo Stato del mondo, con circa 900 residenti, si prepara così a diventare un grosso esportatore di energia elettrica. L’impianto entrerà in funzione nel 2014 e dovrebbe produrre una potenza di 100 megawatt, fornendo corrente a 40.000 case italiane. Si calcola che la centrale ridurrà di 91.000 tonnellate la quantità di dannosissima CO2 emessa in atmosfera. La città del Papa e di San Pietro ha già installato un bel sistema fotovoltaico sulla sala “Paolo VI”. Ora con questi nuovi campi fotovoltaici si appresta a diventare il primo Stato al Mondo completamente a energie rinnovabili.
Nel luglio 2007 il cardinale Paul Poupard, allora presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, e gli amministratori della statunitense Planktos Inc. e della ditta consorella ungherese Klimafa, hanno firmato un accordo per la “Foresta Climatica Vaticana” in Ungheria. Le due aziende si sono impegnate a piantare tantissimi alberi per compensare le emissioni di gas anti-clima prodotte nello Stato Pontificio. Anche salvare il pianeta è una missione.


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