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Auto e casa a idrogeno

Grazie al sole, con tre litri d’acqua al giorno, tutta l’elettricità per la nostra casa. E altri tre per far viaggiare le macchine “a pile” senza emissioni inquinanti

Mar 24 Nov 2009 | di Caroline Susan Payne | Energia
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Come noto l’idrogeno è la forma di energia più pulita ed abbondante che esiste nell’universo. È il combustibile che da sempre alimenta il nostro Sole e lo farà ancora per miliardi di anni, uomo permettendo.
È anche noto che questa energia si può ricavare dall’acqua scindendo le sue molecole, composte da un atomo di idrogeno e due di ossigeno; il processo si chiama elettrolisi. Per far questo però occorre energia prelevata dall’esterno (ad esempio quella solare) rispetto a dove avviene l’elettrolisi stessa. 
Ma finora il rendimento energetico complessivo di questo processo (che deve tenere in considerazione anche i costi dei materiali) è stato negativo o nullo, perché si usa più energia di quanta se ne produce. In un’ora, la Terra viene raggiunta da abbastanza luce solare per rifornire l’intero pianeta per un anno. Oltre alla convenienza, altro grosso problema è come immagazzinarla. Ora il Prof. Daniel Nocera del MIT di Boston, attraverso un tubo di plastica “foderato” con fosfato di cobalto  (un semplicissimo composto chimico), ha messo a punto un nuovo tipo di catalizzatore (tipo quello istallato sulle marmitte delle auto) in grado di dividere idrogeno e ossigeno a costi molto bassi. A tal proposito lo stesso professore ha fondato una società per sviluppare industrialmente la tecnologia, a cui ha dato il significativo nome di “Sun Catalytix” (Catalizzatore solare).
Il sistema, pubblicato dalla rivista “Science”, funziona a temperatura ambiente ed utilizza pannelli solari. L’idrogeno così ottenuto verrà poi immagazzinato in “celle a combustibile”, una specie di batterie, per produrre elettricità senza emissioni dannose.
Possono essere utilizzati vari tipi di acqua per produrre idrogeno, inclusa quella piovana. Secondo il Prof. Nocera, bastano tre litri di acqua al giorno per soddisfare il fabbisogno energetico di una casa o di un’auto “a pile”, alimentata con celle a combustibile.
La tecnologia, nelle intenzioni del suo scopritore, potrebbe essere utilizzata soprattutto nei Paesi in via di sviluppo dove c’è scarsità di energia, anche e soprattutto per procurarsi l’acqua, oltre agli enormi problemi economici che impediscono lo sviluppo delle fonti energetiche convenzionali, basate su petrolio, gas, carbone e uranio.
La commercializzazione della tecnologia Sun Catalitix è prevista tra 8 – 10 anni; la metà del tempo che ci vuole a costruire e a far entrare in funzione una centrale nucleare.                         


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