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Michelle Hunziker: Non mi sento una vittima

La sua esperienza al servizio di chi subisce abusi e violenze

Lun 14 Dic 2009 | di Angela Iantosca | Interviste Esclusive
Foto di 8

Suona la sveglia, sono le 4,30. Un caffè veloce, un filo di trucco e poi di corsa alla stazione. In treno penso alla sua carriera: la pubblicità che l‘ha resa famosa, il matrimonio da favola, una figlia dal nome evocativo e poi la tv, il cinema, il teatro e l’impegno sociale. In una parola Michelle Hunziker. Ho appuntamento con lei alla fine della conferenza di presentazione della nuova campagna pubblicitaria di “Doppia Difesa”, la Onlus fondata due anni fa da lei e dall’avvocato Giulia Bongiorno. Arriva con 45 minuti di anticipo rispetto all’orario stabilito (da svizzera doc!) e saluta cordiale: ha uno scamiciato nero che le fascia il fisico adolescenziale, i tacchi alti e un cappottino grigio con una cinta nera che le cinge la vita sottile. I capelli sono sciolti, il suo sorriso, inconfondibile, è di quelli che mette tutti d’accordo.

Cominciamo proprio dal tuo sorriso: sei una delle persone più solari della tv, eppure alcuni tuoi detrattori hanno da ridire su quella che definiscono una tua eccessiva ilarità.
«Sì, è vero (sorride divertita – ndr), mi hanno chiamato anche ‘iena ridens’, ma credo di fare un lavoro per il quale non penso di dover portare con me un carrello di tristezza. Io faccio intrattenimento e, quando la gente accende la tv, mi piace pensare di comunicare gioia. Ti confesso che sin da bambina ho sempre avuto questa predisposizione al ridere, all’essere burlona… e poi in famiglia siamo tutti un po’ pirla! Come tutte le famiglie abbiamo avuto anche noi le nostre tragedie, ma le affrontiamo con il sorriso, cerchiamo sempre di vedere il lato positivo della vita. Credo che all’inizio il mio ridere fosse una forma di difesa. Ora è un mio modo consapevole di essere, fa parte di me!».

Un approccio positivo alla vita che ti ha aiutato ad affrontare situazioni difficili, come le eccessive attenzioni che ti hanno riservato alcuni “fan”, e a trasformare l’esperienza personale in qualcosa di utile a tutti, con la creazione di “Doppia Difesa”.
«Due anni fa, sull'onda emozionale degli eventi, ma anche dalla seria presa di coscienza della diffusione del fenomeno dello ‘stalking', insieme all’avvocato Bongiorno ho creato questa fondazione per il sostegno alle vittime di violenza. Lavoriamo in silenzio, stiamo aiutando concretamente delle persone e siamo sempre alla ricerca di fondi, perché la violenza aumenta, la richiesta è troppa e dobbiamo aiutare più donne e bambini possibile. Un’associazione può fare qualcosa, ma serve molto altro».

Di cosa ci sarebbe bisogno?
«Non basta un processo e la condanna. A Milano, per esempio, sono stati organizzati dei corsi per gli Ufficiali di Polizia, per istruirli, per sapere come intervenire, come interagire con le vittime. Sino ad ora, se una donna si rivolgeva ad un Maresciallo del suo paese, si sentiva rispondere: “per uno schiaffo vuole mandare all’aria una famiglia?”. Ora questi discorsi non si possono più accettare e allora diciamo basta alla mediazione. È necessario procedere all’arresto e bisogna fare in modo che gli stalker vengano rieducati. Io, per esempio, ho chiesto anche ad uno dei miei stalker – quello che è stato condannato - di seguire un corso di rieducazione, ma ha rifiutato».

A novembre è andato in onda uno spot della vostra Associazione che ha visto coinvolti molti personaggi del mondo dello spettacolo e dello sport, uniti per far capire che la violenza non deve appartenere alla quotidianità e che denunciare è fondamentale.
«Per l’ultima campagna di sensibilizzazione si sono attivate molte persone. La partecipazione è stata gratuita e mi ha emozionato vedere come tutti, nonostante i numerosi impegni, si siano presentati nel giorno della “convocazione” senza alcuna difficoltà, dimenticando e cancellando ogni appuntamento precedentemente preso. Molti di loro hanno subìto violenza nella loro vita, anche da bambini, e questo li ha resi ancora più coinvolti e partecipi. Abbiamo voluto che ci fossero anche degli uomini, come Nek e Totti, proprio per far capire che la nostra non è un’associazione femminista, ma è aperta a tutti. Il problema dello stalking non riguarda solo le donne, ma anche gli uomini».

Tu, prima di essere una donna in carriera, sei una madre. Come ha percepito questo tuo impegno sociale la piccola Aurora?
«Lei è in prima linea a scuola su questo argomento! Per quanto mi riguarda, gliene ho parlato fin dall’inizio. Temevo che avesse una reazione di rifiuto, visto che l’ho “tormentata” con questi discorsi. Invece, si è sentita responsabilizzata, si sente molto partecipe».

Come ti ha cambiata l’esperienza di “Doppia Difesa”?
«Non solo mi ha dato coraggio nel reagire e mi ha spinto a prendere qualcuno per proteggermi, ma mi ha fatto anche pensare alle altre persone, a chi non si può permettere una guardia del corpo. Non mi considero una vittima, io sono molto fortunata, e voglio aiutare le persone a non aver paura di guardarsi sempre le spalle per il timore di essere accoltellate ogni volta che escono di casa».

Hai mai pensato di portare questa esperienza in tv?
«Ci sto pensando da tempo e sto parlando con Mediaset per importare un format americano che parla proprio di questi argomenti. I mezzi di comunicazione hanno una funzione fondamentale, perché spesso le persone non sanno a chi rivolgersi, cosa fare in caso di abusi».

Non solo Italia ti vuole, ma anche la Germania!
«Per questo devo solo ringraziare mia madre e il fatto che conosco l’olandese, l’italiano e il tedesco! In realtà alcuni anni fa lavoravo già nella tv tedesca, poi ho pensato di fermarmi per la mia famiglia ed ora che Aurora è cresciuta, me la porto con me ovunque!».

Che ruolo gioca nelle tue scelte lavorative tua figlia?
«Mia figlia è fondamentale. Ogni mia scelta personale e lavorativa parte da lei. Lei è la base di tutto. Io e Aurora parliamo moltissimo, le racconto e spiego ogni cosa. Abbiamo solo 19 anni di differenza e quindi riesco a “beccarla” nel linguaggio, a capirla facilmente, ad “intercettarla” sulle sue frequenze. è una bambina molto consapevole».

Nella tua vita professionale hai fatto di tutto, dal teatro al cinema, alla tv, alla musica: cosa vuoi far da grande?
«Tutto! Sono solo all’inizio. Anzi, ora comincia la parte più impegnativa. Sino ad ora ho solo seminato. Per esempio, tra due anni voglio tornare in teatro con uno spettacolo nel quale metterò sicuramente un po’ di musical, un genere che io adoro. Una volta collaudato, lo porterò in tv».

A cosa non rinunceresti lavorativamente?
«A Striscia, che è un appuntamento fisso al quale tengo moltissimo».

E non dimentichiamo che hai anche presentato il “Festival di Sanremo”…
«Ah, è vero… me n’ero dimenticata…».

Andrai ospite da Antonella Clerici a febbraio?
«Antonella, che è una mia amica, mi ha invitata e io vorrei tanto andarci, ma in quei giorni sono in diretta con Striscia. Sarà difficile».

Il tuo successo supera i confini nazionali e questo ti espone sia alla nostra che alla stampa straniera: come fai a sopravvivere?
«Ci vuole molto equilibrio. Il giornalismo in Germania è molto diverso. Ogni giorno esce un quotidiano, il “Bild”, che ha l’autorità del “The Sun” inglese, e tratta solo di gossip! Sì, devo dire che bisogna essere molto equilibrati. Ma io con la stampa ho sempre avuto un buon rapporto…».

Forse perché sorridi sempre!
 



15 anni di carriera

Michelle Yvonne Hunziker è nata vicino Lugano, il 24 gennaio del 1977. La madre è olandese, il padre svizzero tedesco. Dopo la separazione dei genitori, a 16 anni, va a vivere vicino Bologna. A 17 parte per Milano alla ricerca di un lavoro nella moda. È la campagna pubblicitaria Roberta a renderla famosa. Si fidanza con Eros Ramazzotti. Nel 1996 presenta con Bonolis “I cervelloni”. Seguono “Paperissima Sprint” e “Colpo di fulmine”. Nasce Aurora. Nel 1998 sposa Eros dal quale si separa nel 2002. Dal 1999 al 2001 conduce “Nonsolomoda”. Nel 2001 “Zelig” e “Scherzi a parte”. Nel 2002 il “Festivalbar” e “Striscia la notizia” dal 2004. Ha condotto tre edizioni di “Paperissima”. Con Fabio De Luigi recita nella sit-com “Love Bugs”. Nel 2005 presenta “Chi ha incastrato lo zio Gerry?”. Nel 2007 il “Festival di Sanremo”. In teatro è stata protagonista del musical “Tutti insieme appassionatamente” e di "Cabaret”. Nel 2005 Michelle ha doppiato, nel cartone “Madagascar”,, l’ippopotama Gloria.
 



Michelle, Giulia e Ineke
Nel giugno del 2007 Michelle Hunziker e Giulia Bongiorno hanno dato vita a “Doppia Difesa”, una fondazione Onlus la cui finalità è aiutare chi ha subìto violenza. Il primo passo è stato quello di coinvolgere parenti ed amici. Colonna portante della fondazione anche la mamma di Michelle, la signora Ineke. «Nella mia vita ho lavorato in una ditta svizzera di prodotti omeopatci e ho frequentato in Usa per un anno una scuola di psicologia in cui mi hanno insegnato prima di tutto a “chiudere il rubinetto”, a non farmi coinvolgere nelle storie che mi si presentavano di volta in volta. Per questo quando Michelle e Giulia (l’avvocato Bongiorno – ndr) hanno dato via alla Associazione, hanno pensato di coinvolgermi. Anzi, devo dire che all’inizio il supporto principale è arrivato proprio da parenti ed amici». Quale è il suo ruolo? «Io mi occupo dello smistamento delle telefonate: in base al caso, cerco di capire di che problematica si tratta e a chi indirizzare le persone. è un lavoro duro».

Info: www.doppiadifesa.it

 

 


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