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Stefano Accorsi: Un altro bacio per Stefano

A 10 anni dal film che lo ha reso famoso, torna nelle sale con il suo amato carlo, ma qualcosa č cambiato...

Ven 08 Gen 2010 | di Angela Iantosca | Interviste Esclusive
Foto di 12

La sua parlata ha ancora il sapore dell'Emilia. Il sorriso è quello scanzonato degli esordi. E quell'"ultimo bacio" è sempre lì, nella nostra videoteca, nella sezione dei film più visti. Hanno scritto che preferisce la Francia all'Italia, ma a me Stefano Accorsi ha raccontato un'altra cosa.

Il 29 gennaio torni nelle sale con "Baciami ancora", il film che racconta la vita dei protagonisti de “L’ultimo bacio" dieci anni dopo. Come è cambiato il tuo Carlo?
«Dieci anni fa Carlo aveva 30 anni e si ritrovava con una compagna incinta (Giovanna Mezzogiorno - ndr). Una situazione che gli faceva enormemente paura, perché rappresentava un addio ad una vita più spensierata, legata al mondo degli amici, del “cazzeggio”, del divertimento. Il Carlo di oggi ha una maturità diversa. Capisce che i sotterfugi nella vita non portano a nulla, se non a qualcosa di doloroso che ci allontana dalla persona che amiamo. Carlo ora si ascolta di più. è più un tutt’uno con se stesso».

Perché hai accettato di girare un 'sequel'?
«Usiamo la parola 'sequel' per comodità linguistica, ma in realtà questo non è un sequel. Ho deciso di accettare di lavorare in questo film proprio per la sua onestà. Se l’intento era quello di fare botteghino, Gabriele Muccino (il regista - ndr) lo avrebbe messo in cantiere all’indomani del successo del "capitolo uno". Il fatto che siano passati 10 anni indica una onestà intellettuale. Gabriele ha riflettuto, lavorato a quel progetto e lo ha realizzato una volta maturo. Io ho amato e amo molto quel personaggio. Ed è una cosa che non capita così frequentemente».

Cosa ti ha dato quel ruolo, 10 anni fa?
«”L’ultimo bacio” è un film epocale, perché tante persone conoscono ed hanno conosciuto quelle sensazioni, anche se non necessariamente hanno tradito. Compreso il sottoscritto. Certamente posso dire che io, oggi, dopo un percorso di maturazione, non fuggo più. Prima mi lasciavo sempre una porta aperta. Oggi non ho più bisogno di quella porta».

Quanto sei cambiato in questi anni?
«Sono molto cambiato e sarebbe difficile riassumere così in poco tempo. Ci sono state evoluzioni, ma anche involuzioni, sicuramente (Sorride - ndr)! Professionalmente ti posso dire che ora c’è più divertimento nell’approccio. Penso che sia importante divertirsi sul set, ma in senso profondo».

Ti piacciono le scelte di Carlo?
«Mi piacciono, mi fanno sorridere, mi fanno tenerezza. Le sue scelte sono un inno alla vita, sono quelle di un uomo che va avanti a testa bassa».

E tu come procedi?
«Un po’ come Carlo, ma forse io sono più riflessivo. Sicuramente non mi fermo, vado avanti, amo sperimentare, fare nuove cose e procedere a testa alta!».

Come scegli i copioni? Cosa non faresti mai?
«Li scelgo in modo istintivo. Non posso dirti cosa non farei mai. Scelgo un copione che mi piace, che mi trascina, che mi coinvolge. Magari un copione scelto in un determinato momento, a film finito, non mi convince più, perché non è ciò che immaginavo. Sicuramente non posso escludere a priori un film. Ti posso dire non cosa non farei in futuro ma cosa faccio ora!».

Fino a pochi mesi fa hai portato in teatro uno spettacolo che poi è diventato un film con Meryl Streep: "Il dubbio". Ti vedremo ancora vestire i panni di quel sacerdote o hai altri progetti?
«Con "Il dubbio" non torneremo più in scena, nonostante le innumerevoli richieste. Sto, invece, preparando la trasposizione teatrale del film “Pranzo di Ferragosto”. Andrò in scena prima in Francia e poi in Italia».

Cosa ti dà il teatro?
«è un’altra dimensione, rispetto alla tv e al cinema: si è in scena, giorno dopo giorno, a contatto con il pubblico e per mesi, ogni giorno, reciti la stessa cosa. Ci sono momenti che pensi di sfiorare la noia e poi ti rendi conto che ogni giorno quel personaggio è diverso dal giorno prima».

Perché sei andato a vivere in Francia?
«Sono andato in Francia perché la vita privata mi ha portato lì (Stefano Accorsi vive con Letitia Casta - ndr). Poi ho cominciato anche a lavorare per il loro cinema. E questo, per un attore, è una cosa molto importante, perché lavorare fuori dal tuo Paese ti permette di guardare al tuo Paese con oggettività».
 
Cosa ti dà quel Paese più dell'Italia?
«La Francia non mi dà niente più dell’Italia. Anzi, è difficile che un altro Paese ti dia di più del tuo, perché recitare nella propria lingua è il massimo. Sicuramente ci sono differenze tra il cinema italiano e quello francese. In Francia, a parità di numero di popolazione, si va molto di più al cinema e il cinema in sé è meglio organizzato, è più strutturato e sono previste più sovvenzioni da parte dello Stato: è un sistema ben pensato. In Francia c’è tanto cinema e tanti generi. Il ventaglio di offerta per gli attori è molto più ampio, è possibile spaziare da un genere all’altro. Ma i nostri autori, gli italiani, hanno una “brutalità”, una necessità viscerale, una visceralità più profonda. Basta pensare a Sorrentino, Garrone ed anche ad un certo Bellocchio».

Molti i film francesi con te protagonista che non sono mai arrivati in Italia...
«… come tanti sono i film italiani che non sono mai arrivati in Francia. Sono due tipi di cinema molto diversi e anche molto simili. Per esempio in Francia hanno amato moltissimo "Romanzo Criminale" e "La Meglio Gioventù", ma non conoscono molti attori che per noi sono straordinari. E per l'Italia vale lo stesso discorso».

Stai lavorando ad altri film?
«Sto preparando una commedia con Pierfrancesco Favino firmata da Domenico Procacci. La gireremo in primavera: era molto che ci stavamo pensando e finalmente si è presentata l’occasione».

Che legame hai con la tua terra?
«L’Emilia ed anche la Romagna sono nel mio cuore, le amo molto. è una terra che mi piace perché c’è un’operosità, una serietà, un equilibrio tra lavoro e qualità della vita straordinari… Peccato che non ci sia più la nebbia come quando ero bambino: mi manca molto!».
Cosa pensavi di far da grande?
«Il veterinario o l’attore. Ma per fare il veterinario avrei dovuto studiare troppo ed allora ho fatto l’attore!».

Come hanno reagito i tuoi genitori a questa scelta?
«Hanno accettato la mia passione per il cinema, devo dire che sono stati molto intelligenti, mi hanno lasciato seguire le mie passioni. Comunque mi iscrissi all’Università, come volevano, ma poi l’iscrizione è rimasta lì…».

Come ti condiziona la paternità nella scelta dei copioni e dei ruoli?
«Mi aiuta a prendere ciò che faccio come un lavoro e a preoccuparmi meno dei giudizi altrui. I figli (Stefano Accorsi ha avuto due figli dall'attrice francese Letitia Casta - ndr) fanno in modo che lo sguardo esca da noi stessi e vada oltre. E il lavoro, così, diventa più leggero».



DA BUDRIO A PARIGI
Nato a Bologna nel 1971, Stefano è cresciuto in una frazione di Budrio (Bo). Dopo la maturità scientifica al Liceo Sabin, si iscrive alla Scuola di Teatro di Bologna. Nel 1993 si diploma ed entra nella Compagnia del Teatro Stabile di Bologna. L'anno successivo raggiunge la popolarità con una serie di spot pubblicitari “Maxibon” e con il suo inglese maccheronico «Du gust is megl che uan». Nel 1996 è protagonista di “Jack Frusciante è uscito dal gruppo”. Nel 2001 al fianco di Giovanna Mezzogiorno e Stefania Sandrelli è protagonista de “L'ultimo bacio”. Nel 1999 vince il David di Donatello per "Radiofreccia", film di Ligabue; nel 2002 la Coppa Volpi per "Un Viaggio chiamato amore". Nel 2006 esce in Francia “Tutta colpa di Fidel” che ottiene un grande successo anche in Inghilterra e Usa. Nel 2008 è in teatro con “Il dubbio”, per la regia di Sergio Castellitto. Vive a Parigi con Letitia Casta da cui ha avuto, nel 2006, Orlando e, il 29 agosto 2009, Athena.


FILMOGRAFIA PARZIALE            
                                            
•Fratelli e sorelle
•Un posto    
•Strane storie
•Jack Frusciante è uscito dal gruppo    •Vesna va veloce
•La mia generazione   
•Naja
•I piccoli maestri
•Radiofreccia   
•Ormai è fatta!
•Un uomo perbene
•L'ultimo bacio   
•Le fate ignoranti   
•La stanza del figlio   
•Santa Maradona   
•Un viaggio chiamato amore   
•Ovunque sei   
•L'amore ritrovato   
•Provincia meccanica   
•Romanzo criminale
•Saturno contro   
•Baciami ancora   


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