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Bambini coraggiosi

Due bimbi indicano il killer sfidando l’omertà dei parenti

Ven 15 Gen 2010 | di Francesco Buda | Attualità

Non accettare caramelle dagli sconosciuti? Certe volte i più vicini sono quelli che pressano e adombrano la luce meravigliosa che ognuno ha dentro, la libertà e l'indipendenza tipiche dei più grandi tra gli esseri umani: i bimbi.
“Disobbediscono ai nonni e fanno arrestare il killer”, dice il titolone.
Il fatto. Ad Ugento, in provincia di Lecce, gli investigatori non riuscivano a sciogliere il mistero dell'omicidio di un politico locale accoltellato a giugno 2008. Trecento paesani interrogati. Nessuno aveva visto e sentito nulla. Tutti zitti. Nemmeno gli appelli sui giornali locali né i sonori richiami del parroco avevano scalfito la coscienza di qualcuno affinché dicesse quello che sapeva.
Anzi, don Stefano incassò pesanti minacce e lettere anonime.
Dopo quasi un anno e mezzo la svolta. Spuntano due super-testimoni: una bimba di circa sei anni e un ragazzino di 7. Sono loro a squarciare l'omertà dei “grandi”, il tacito accordo che copriva la verità mettendo una cappa sulla comunità. Hanno sovvertito gli ordini e le “tradizioni”, infranto il muro di paura e silenzio, raccontando ciò cui avevano assistito.
I familiari gli avevano detto di farsi gli affari loro, di non dire niente a nessuno. Ma alla fine  hanno parlato. Prima lei racconta e disegna alla polizia ciò che ha visto: un uomo massacra un altro uomo, che urla, bloccato da un ragazzo. E poi la nonna che le spiega chi sono i due assassini, nonno e nipote, che abitano vicino a loro, e che le intima di non rivelare il segreto.
Quella notte, la nipotina aveva sentito voci ed urla da fuori, svegliata dai rumori salì su una sedia e vide il fattaccio dalla finestra di casa, complice la luna piena.
Poi arriva la testimonianza dell'altro piccoletto, che vive a due passi. Dice agli investigatori la stessa storia, confermando la versione della bimba.
I magistrati dicono a chiare lettere che considerano attendibili i due baby-testimoni e arrestano le due persone da loro indicate. Anche perché a confermare vi sarebbe la testimonianza di altre due minori, che avrebbero udito frasi chiave del tragico episodio.
Notizie così portano una luce grossa sullo squallore, sulla violenza, sul calcolo dei “grandi”. A riscattarli sono i più piccoli, quelli che spesso chiamiamo “i deboli”.
Avercela la loro forza! Quante volte ci sarebbe bisogno di questo carattere, pulito, integro, che vede e dice come stanno le cose. Solo l'innocenza dei bambini può veramente far fuori le falsità, le mezze misure, il velenoso “quieto vivere” degli adulti afflosciati e accomodanti. In quella comunità, solo due cosiddetti minori hanno avuto cuore, orecchie e fegato per raccontare la verità.
Non si sono adattati a quello che famiglia, parenti e paese si aspettavano da loro.
È molto più del coraggio e della coscienza. Né è una romantica tenerezza infantile.
È la vera natura del bimbo che è così: libera, forte, indipendente. Inconsciamente robusta e fiduciosa che la verità ed il bene vanno bene e fannobene. è il segreto più grande che ci svelano. Se sappiamo ascoltarli.
I bambini ci richiamano a tutto questo.
E  ognuno ce l’ha dentro, anche se poi ci spalmano sopra convenzioni, imposizioni, fissazioni, bugie.
Che grandi che sono i bambini!       

Io non ho paura
Un bimbo che libera e salva un altro bimbo rapito da una banda di malviventi. Giocando per i campi vicino casa, Michele di 9 anni si accorge che c’è un ragazzino, Filippo,  ridotto a larva dentro una buca sotto terra. Ci fa amicizia, gli porta da mangiare, lo sostiene e lo conforta.
Poi scopre che Filippo è tenuto segregato da una banda di cui fa parte il suo stesso papà.
Ma continua a sfidare il tremendo segreto del padre e fa fuggire l’amichetto rapito.
è la bella ed intensa storia magistralmente raccontata nel film di Gabriele Salvatore “Io non ho paura”, tratto dal romanzo omonimo di Niccolò Ammaniti.
Ambientato in un borgo rurale della Puglia, tra l’oro dei campi di grano, il vero tesoro è la forza dei piccoli che amano e vanno fino in fondo.

 




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