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Federica Camba: Non scrivo solo testi

Il primo cd di Federica Camba autrice di Morandi, Ramazzotti, Pausini e Carta

Ven 26 Mar 2010 | di Angela Iantosca | Interviste Esclusive
Foto di 3

È sua “Immobile”, canzone portata al successo da Alessandra Amoroso, ed anche “Senza nuvole”, inserita nella colonna sonora di “Amore 14”, suo è “Dentro ad ogni brivido” di Marco Carta e “Bellissimo così”, singolo cantato da Laura Pausini. E poi suoi sono molti dei successi di Eros Ramazzotti, Gianni Morandi, Tozzi e di tanti altri che da anni cantano le sue parole. Ma oggi Federica Camba ha deciso di cantare le sue canzoni e di pubblicare il suo primo album, “Magari oppure no”.
Perché hai deciso di pubblicare il tuo primo album? Cosa è cambiato?
«Nulla. Nel senso che ho sempre scritto per me stessa. Quando sono lì che scrivo insieme a Daniele Coro (conosciuto nel 2006 – ndr), non penso alla destinazione d’uso della canzone. Scrivo perché mi viene naturale farlo. Pensa che produciamo una canzone ogni due giorni! Io e Daniele siamo una “fattoria”».
In che senso?
«Non ci interessa il jet set, non amiamo i rapporti privati. Potremmo vivere in un eremo e continuare a produrre canzoni! Noi siamo il contrario dell’inciucio!». 
Cosa racconti in queste 10 canzoni?
«Dell’amore, cosa che è un gran casino da fare ai giorni d’oggi! Tutti ne parlano ma secondo degli stereotipi. Noi abbiamo privilegiato la quotidianità, con le sue incoerenze e imperfezioni. Abbiamo voluto parlare dell’amore della strada più che di quello dipinto. E poi abbiamo parlato dell’amore per la vita, dell’accettazione della vita, dei suoi alti e bassi che a volte deludono: ma è proprio nel suo dondolare la sua bellezza!».
Come nascono le tue canzoni?
«Sono canzoni normali che nascono da giornate normali. C’è chi la sera si mette a guardare la tv, noi ci mettiamo a scrivere».
Che rapporto hai con le star per cui scrivi?
«Ormai siamo amici: mi chiamano e mi dicono “ce l’hai una canzone per me?”. E noi ce l’abbiamo sempre!».
Sei stata mai delusa da una interpretazione di una tua canzone?
«Ultimamente no, perché seguiamo anche l’arrangiamento e la produzione! Quando non ci occupavamo di tutto, è capitato di essere delusa: più che altro perché lo spessore che volevamo dare a delle parole dall’interprete non veniva capito».
Sei nata a Roma, vissuta in Sardegna, ti sei trasferita a Milano: quale è la tua terra?
«Questo è un periodo di confusione unico…. La mia famiglia è sarda ed io mi sento sarda, però Milano è la città dei miei sogni, perché sono partita per Milano con un fagottino quando ho deciso di fare musica per vivere, senza una lira! Ora non so se avrei il coraggio di rifarlo. Milano, anche se è grigia e non ha il calore affettivo della Sardegna, è una città che mi ha regalato il mio sogno. Ma ultimamente per lavoro torno a spesso Roma… e, ogni volta che la vedo, decido che mi voglio trasferire nella capitale!».
L’Italia ti va stretta?
«è la prima volta che mi fanno questa domanda! Trovo l’Italia un paese pieno di possibilità, di cose di cui inzupparsi...! Ma, quando vai al’estero, rimani colpito di quanto sfruttino le pochissime cose che hanno. L’Italia è troppo sicura di avere un patrimonio pazzesco e per questo motivo andiamo in perdita! Io preferisco un mezzo zoppo che arriva a fine gara impegnandosi al massimo ad uno che corre come ha sempre corso e non ci mette la marcia in più. A Londra c’è spazio per chi decide di vivere di musica. In Italia no! Il problema è che gli addetti ai lavori non osano più, le multinazionali non investono perché c’è poco mercato e gli artisti si mettono dei paletti troppo stretti…».
Una canzone sulla quale non avresti mai scommesso?
«Sono due. Ma non avrei scommesso su quelle canzoni perché non avevo idea di quanto potesse essere veloce nel muoversi l’informazione che passa attraverso la tv. Ricordo che ho scritto sul mio divano “Immobile” e poi “Stupida” (entrambe le canzoni sono state portate al successo da Alessandra Amoroso - ndr) -, dopo un paio di settimane, vado in edicola e sento fischiettare quella canzone: mi è preso un colpo!».
Da chi vorresti ricevere una telefonata?
«Vado nel sogno più totale: vorrei ricevere una telefonata da Paolo Nutini, Fossati e Dalla».
 


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