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Lean: la voce della terra

La testimonial di Greenpeace canta per il Pianeta, Al Gore la supporta, Alberto di Monaco la sceglie come ambasciatrice, George Clooney e Leonardo Di Caprio lavoreranno con lei

Ven 26 Mar 2010 | di Alma Pentesilea | Interviste Esclusive
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Ha conosciuto la passione per la musica e il rispetto per la Natura sin da bambina grazie alla sua famiglia ed alla terra che le ha dato i natali: la Norvegia. Selvaggia, indomita, misteriosa come la sua patria, la cantante Lin Sofie Andersen, in arte Lean, proprio per il suo impegno verso la Natura e per il singolo “Mother” è stata scelta da Greenpeace come sua testimonial.

Il tuo amore per la Terra, da dove deriva?
«Fa parte del mio dna: guardandomi intorno mi stupisco ad osservare la perfezione di ogni cosa, delle piante più piccole, dei fiori o di una montagna rocciosa! In natura nulla è lasciato al caso, anche nella sua apparente semplicità: tutto è un equilibrio straordinario di forme e colori. E “Mother” vuole essere proprio un invito a non distruggere, giorno dopo giorno, questo grande dono».

Perché Greenpeace?
«Purtroppo, in Norvegia, è ancora permessa la caccia indiscriminata alle balene. è una cosa vergognosa ed è per questo, soprattutto, che ho accettato con piacere di diventare testimonial di Greenpeace: fanno davvero un gran lavoro!».

Si torna al nucleare: tu come ti poni?

«Io che canto il mio amore per la Terra penso che il nucleare sia solo un'inutile ed ulteriore violenza che dobbiamo fermare. è una scelta folle, rischiosa per la salute umana e che produce rifiuti radioattivi che durano migliaia di anni. Per salvare il clima e proteggere l'ambiente servono energie pulite».

Perché Greenpeace ti ha scelto come testimonial?
«Non so, forse il fatto di essere norvegese mi ha dato maggiore credibilità, considerando che solo in Giappone e Norvegia è permessa la caccia alle balene. Inoltre, a loro è piaciuto moltissimo il video “Mother”. Ad aprile sarò in Italia nella sede di Roma per rispondere alle telefonate degli associati a Greenpeace per una giornata intera».

Ti sembra sufficiente ciò che fanno i ‘grandi’?
«Ormai ogni giorno i notiziari parlano di blocchi di ghiaccio che si staccano dai poli artici, di terremoti, di eventi climatici che portano a delle vere e proprie catastrofi. E sai qual è il problema? Ormai è diventata un’abitudine… quasi una cosa normale, è questo l’aspetto più pericoloso. Tutti possiamo contribuire anche con piccole cose. Ai grandi, però, vorrei dire di lasciar fuori la politica e ricordarsi che non siamo i padroni della Terra, ma soltanto ospiti di passaggio. E quindi: più rispetto!».

Hai una casa sui fiordi dove ti rifugi appena puoi: cosa rappresenta per te?
«Si trova a Vevelstad, un paesino norvegese con solo 300 abitanti! Pensa che, a pochi metri da me, vedo passare le piccole balene! Quando riesco a tornare, dopo gli impegni di lavoro, è come vivere fuori dal tempo: un’atmosfera surreale e magnifica... a parte il freddo. Lì mi rigenero e ritrovo me stessa, nella solitudine (Ride - ndr)».

Cosa pensavi di fare, prima di diventare una cantante?
«Sono nata in una famiglia di musicisti e per questo motivo la musica è sempre stata parte integrante della mia vita. Da piccola volevo suonare la batteria, ma ero un vero disastro! Amando molto gli animali - ho 5 cani che adoro -, avevo anche pensato di diventare veterinario. Ma, prima di realizzare il mio sogno di cantante, per guadagnare ho lavorato alla tv norvegese, poi come modella e poi sono stata responsabile di una compagnia di navi che fanno viaggi verso Capo Nord. Ovviamente, nel tempo libero, continuavo a suonare nei club, con la mia band, in Norvegia, Svezia e Danimarca».

Hai rifiutato proposte da case discografiche importanti finché hai incontrato Pino Toma: perché?
«Con Pino Toma ci eravamo già incontrati ad Oslo in occasione di un evento musicale e, dopo aver ascoltato alcune delle sue produzioni, ho capito che era la persona giusta alla quale affidarmi. Ha un sound molto internazionale ed una visione globale di come gestire un’artista. Inoltre, è una persona straordinaria da un punto di vista umano e ti posso garantire che in questo ambiente non è facile!».

Stai lavorando ad un altro progetto discografico: parlerai ancora di Natura?
«Certamente: in ogni album futuro ci sarà sempre un brano dedicato alle problematiche ambientali e sociali del nostro Pianeta. Ti anticipo, inoltre, che stiamo lavorando ad una versione estesa della canzone Mother con la partecipazione di George Clooney e Leonardo Di caprio e che al prossimo album collaboreranno cantanti di fama internazionale».

Altra collaborazione quella con Alberto di Monaco...
«Sinceramente non me l’aspettavo ed il Principe Alberto mi ha investita della carica di Ambasciatrice per la Norvegia di tutte le Associazioni: che emozione!».


 

IL PARADISO DI LEAN

 

Lin Sofie Andersen, in arte Lean, nasce ad Alstahaung, nel nord della Norvegia da una famiglia di musicisti. A 16 anni inizia a scrivere canzoni e a frequentare l’entourage musicale di Oslo. Dopo 3 anni di concerti, si trasferisce a Los Angeles. Torna ad Oslo, passando per Londra, dove incontra un produttore italiano noto in campo internazionale che poi diventerà il suo manager e produttore, Pino Toma. Dopo 3 anni, inizia la produzione del singolo “Mother” supportato da un video girato a Capo Nord: un video che punta il dito sulle problematiche ambientali del nostro Pianeta. Per questo, Greenpeace ha voluto collaborare alla produzione del video fornendo immagini inedite in esclusiva. I proventi di “Mother” saranno devoluti a favore di Greenpeace. L’interesse nei confronti di Lean lo ha dimostrato anche il Principe Alberto di Monaco che l’ha eletta ambasciatrice per la Norvegia della “Notte delle Associazioni”. Oggi Lean vive tra Oslo, Londra e Roma, ma appena può scappa a Vevelstad, un piccolo paradiso sui fiordi.

 


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