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Chi evade il canone?

Il cittadino è costretto a pagare. Il potente si perdona da sé

Ven 26 Mar 2010 | di Valeria Bianchi | Soldi

L’evasione fiscale non è uguale per tutti. E, nel caso del canone Rai, è particolarmente disuguale. Ogni anno la tv di Stato investe risorse per pubblicizzare il dovere di pagare il canone, ricordarci quanto costi poco e sollecitare il pagamento entro le scadenze. Gli spot sono invariabilmente rivolti alle famiglie e così gli accertamenti a tappeto che vengono fatti inviando solleciti su solleciti. Perché tanta insistenza? Perché tre famiglie su dieci non versano il canone che, a tutti gli effetti, è equiparabile a una tassa. Il canone però non è obbligatorio solo per le famiglie. Dovrebbero pagarlo anche aziende, sedi delle istituzioni, enti pubblici in genere. Per queste categorie c’è un canone speciale, che varia a seconda della tipologia di attività (per gli hotel di lusso, ad esempio, è di oltre 6.000 euro). L’evasione, in questo caso, è praticamente generalizzata.
Secondo le rilevazioni dell’Associazione contribuenti italiani, basate su dati comunicati dalla Rai stessa, è emerso che l’evasione negli enti pubblici si attesta a una media del 94%.  E si tratta solo di una media, perché, andando a guardare categoria per categoria, ci sono numeri ancor più impressionanti. I partiti politici, i ministeri e le scuole detengono il record della sfacciataggine: il 98% non paga. Praticamente tutti. Oltretutto, a differenza del canone normale, il canone speciale è dovuto non solo se si è proprietari di un televisore, ma anche di altri “apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle radioaudizioni”. In sostanza basta avere un computer o un videofonino e scatta l’obbligo del contributo.
A conti fatti, secondo l’Associazione contribuenti, si tratta di una perdita secca enorme per le casse della tv pubblica. Le aziende in Italia sono 4,5 milioni, di cui almeno 4,4 dovrebbero pagare il canone. “Se ciascuna pagasse il canone minimo – spiega l’associazione - pari a 195,31, si avrebbe un gettito maggiore per 820 milioni”. Un tesoro che permetterebbe di far pagare meno a tutti. “E se si considera che oltre alle imprese devono pagare il canone anche i lavoratori autonomi, i circoli, le associazioni, le fondazioni, le sedi di partiti politici, gli istituti religiosi, gli artigiani, le scuole e gli enti pubblici e che il canone speciale va pagato per ciascuna sede o ufficio – sostiene l’associazione -, si stima che l'evasione del canone speciale superi il miliardo di euro l'anno”.
Un miliardo che nessuno insegue. E d’altronde sarebbe strano se le istituzioni spingessero per colpire la propria stessa evasione. Un cortocircuito tipico dell’Italia di oggi, dove i potenti fanno regole che valgono per tutti tranne che per se stessi. Come è successo con il caos della presentazione delle liste alle regionali o come accade puntualmente per le affissioni elettorali: il cittadino è costretto a pagare con tanto di multa, il potente si perdona da sé.
 


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