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Soldi falsi, beffa doppia

Anche se in buona fede rischiamo una denuncia nel caso non ci accorgiamo e proviamo a spenderli

Ven 26 Mar 2010 | di Sabrina Protano | Soldi
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Ai tempi dell’introduzione dell’euro si diceva che sarebbe stato quasi impossibile falsificare le nuove banconote europee. Purtroppo non è stato così e nel nostro Paese i soldi falsi in circolazione aumentano sempre più. I tagli più contraffatti sono i 20, 50 e 100 euro. In particolare ai falsari piacciono i 20 euro, perché attirano meno attenzione rispetto ai tagli più grandi e comunque hanno un buon valore. Gli esperti (bancari, benzinai, cassieri) riconoscono i falsi subito, al tatto; noi, meno competenti, dobbiamo osservare bene alcuni particolari. Vediamo quali.

FRONTE:
Il numero in trasparenza
In alto a sinistra sul fronte della banconota (a destra sul retro) sono riportati alcuni segni che visti in trasparenza formano il numero che indica il valore della banconota: “20”. Nei falsi la sovrapposizione dei segni solitamente non riesce perfettamente

Il trapezio zigrinato
Nella parte alta c’è un trapezio scuro ben visibile. La figura è in rilievo al punto che passandoci sopra l’unghia si percepisce bene la zigrinatura

La filigrana
Nello spazio bianco a sinistra, in controluce, si scorge il marchio di fabbrica della cartiera produttrice, osservabile anche girando la banconota. Le monete false tentano di ricreare questo effetto, ma c’è una sostanziale e visibile differenza: la vera filigrana  viene inserita all’interno della carta, in fase di fabbricazione, nella banconota falsa invece viene solo stampata, come fosse un timbro.

Il filo di sicurezza
È un filo metallico sottilissimo, scuro, inserito all’interno della banconota e osservabile in controluce da entrambi i lati della banconota, riporta anche alcune scritte come “Euro” e “20 euro”. Il rilievo che crea è riscontrabile anche al tatto. Se la banconota è falsa, spesso il filo è più chiaro o addirittura è solo stampato, quindi non ha rilievo.

L’effetto “olografico”
Sulla parte destra c’è una striscia verticale che mostra un effetto olografico: muovendo la banconota, alla nostra vista appare alternativamente la cifra “20” e il simbolo “€”, a seconda dell’inclinazione. In quelle false questo effetto non c’è.

RETRO: La striscia riflettente
Al centro c’è una striscia trasparente che riporta i simboli dell’euro (€) e il numero “20”. Ad alcune angolazioni in cui si pone la banconota, la luce (meglio quella solare) riflette sulla striscia creando un effetto iridescente, cioè che mostra diversi colori  

 



COME STAMPARE UN FALSO... E METTERSI NEI GUAI
Uno scanner anche non professionale e una buona stampante al laser. Con un po’ di pratica con Photoshop ecco sembra facile facile sfornare qualche banconota falsa da piazzare magari nelle mani di qualche sprovveduto. Ed è anche il modo per essere subito rintracciati dal nucleo antifalsari. Ogni stampante laser, infatti, imprime su ogni stampa che effettua una serie di segni invisibili all’occhio. Da questi segni si riesce a risalire a quale stampante ha prodotto quella falsa banconota e quindi al suo acquirente
 



SOLDI FALSI? RISCHIATE UNA DENUNCIA, ANCHE SE IN BUONA FEDE
Se in banca o alle Poste provate ad utilizzare una banconota (presunta) falsa, l’addetto allo sportello è obbligato a ritirarvela e a compilare un apposito modulo di verbale. Vi verranno chiesti i vostri dati, ma non siete obbligati a mostrare un documento (il bancario non è un pubblico ufficiale): il modulo verrà compilato con i dati che voi fornirete a voce e verrà barrata la casella “sedicente”, cioè “che si dice tale”. L’Unione Nazionale Consumatori spiega: «Fornendo il documento o le generalità vere, l’esibitore corre il rischio di essere denunciato qualora la o le banconote sospette risultino effettivamente false all’analisi, con il danno di non essere rimborsato e la beffa di subire una denuncia». E questo vale anche se l’esibitore è in buon fede (articolo 457 C.P.). Se i soldi risulteranno falsi, non vi verrà naturalmente restituito nulla, se risulteranno veri, potrete avere il rimborso (sempre che abbiate fornito le vostre autentiche generalità).
 


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