acquaesapone Media
Interviste Esclusive Viaggi Editoriale Inchieste Io Giornalista TV/Cinema A&S SPORT Zona Stabile Rubriche Libri

Impigliąti nella rete

La dipendenza comportamentale da internet

Ven 26 Mar 2010 | di Paola Simonetti | Media
Foto di 5

L’area di rischio lambisce anche l’Italia, fra i giovani soprattutto. Nel nostro Paese, come in molta parte del mondo occidentale, Internet si configura come uno dei nuovi fronti delle dipendenze “comportamentali”, quelle che fanno da controcanto agli abusi da sostanze stupefacenti, ma che fanno riscontrate gli stessi effetti e ricadute sanitarie di queste ultime.
L’utilizzo compulsivo della rete, denominato “Internet Addiction Disorder” (I.A.D.), si innesta in uno scenario più generale tracciato dal Censis, che vede una penetrazione del web nella Penisola pari al 47% della popolazione, con punte che riguardano quasi esclusivamente i giovani pari all’80,7%.

La malattia c’è... ma non risulta
La nuova patologia si affianca al gioco d’azzardo (a cui spesso si sovrappone), ma anche ai disturbi dell’alimentazione, come anoressia, bulimia, vigoressia: malattie, queste, figlie di disfunzioni affettive, della percezione di sé e delle relazioni con il mondo esterno.
E se la demonizzazione di uno strumento considerato la vera rivoluzione del Terzo Millennio appare ingiusta, cruciale però resta, per psicoterapeuti e studiosi, la presa di coscienza di un fenomeno ormai tangibile, che necessita non solo di strumenti di cura, ma anche di prevenzione.
L’I.A.D, tuttavia, ad oggi per gli esperti rappresenta un paradosso: c’è, è nominata da copiosa letteratura scientifica internazionale (la cui produzione è cominciata dal 1995), ma è ancora assente dalla catalogazione di quella che è considerata la “bibbia” degli psichiatri di tutto il mondo, il Diagnostic and Statistical Manual of mental disorders (Dsm).
Un’anomalia a cui si associa l’impossibilità di misurarne la reale incidenza epidemiologica,  ossia quanto e come colpisca la popolazione, vista la sua relativa giovinezza e la complessità di diagnosi. Ferma restando la certezza, da parte degli operatori di settore, della sua oggettiva esistenza.

Azzardo e relazioni insane
I pochi dati disponibili in Italia, messi insieme dal 2002 ad oggi su campioni variabili di ragazzi fra gli 11 e i 14 anni nella provincia di Latina (Lazio) e Lodi (Lombardia), rivelano che la sfera di abuso è di circa il 12%, in cui l’1% si ipotizza affetto da vera e propria dipendenza conclamata, legata soprattutto a gioco d’azzardo, sesso e socializzazione virtuali a sfondo patologico.

Nei maschi è come l’anoressia
«Queste cifre si riferiscono soprattutto ai ragazzi - ci spiega Luca Vallario, psicologo e psicoterapeuta, autore del libro “Naufraghi nella rete. Adolescenti e abusi mediatici” -: possiamo infatti definire la dipendenza da web come la risposta maschile a quello che è l’abuso femminile per definizione, ovvero il disturbo del comportamento alimentare. Le donne si “rifugiano” nel cibo, gli uomini nel computer. è quasi uno spartiacque in quel brodo di disagio che sempre più spesso attanaglia le giovani generazioni, nel loro rapporto con se stessi e la realtà che li circonda».
Il mondo virtuale è in grado, secondo lo psicoterapeuta, di tradursi in una “copia indolore”, comoda del reale, diventando per l’abusante una scorciatoia priva del “pedaggio problematico e sofferto dell’adolescenza”.

Iniziazione virtuale
«Il momento del cambiamento adolescenziale, che avviene al livello fisico, psichico e relazionale, provoca al giovane un grande disagio perché prende coscienza della complessità della vita» aggiunge Vallario.
«Ma, mentre nel passato esistevano riti confezionati dagli adulti per sancire in modo protetto questo passaggio, come la patente o il servizio militare, oggi - spiega l’esperto - la loro assenza come autorità conduce i giovanissimi a costruirsi da soli comportamenti che, credono, li possano traghettare nella sfera della crescita, pensando da un lato di poter tenere a bada il dolore, dall’altro di mandare un richiamo a chi dovrebbe prendersi ancora cura di loro».

Quand’è che diventa dipendenza?
In questo quadro, nonostante un netto confine fra banale abuso ed uso patologico della rete non sia per i medici di facile individuazione, come per ogni tipo di dipendenza, il riconoscimento della sintomatologia a loro dire è già concretamente attuabile.
Il primo parametro, da cui parte la letteratura scientifica in tal senso, è quella delle soglia delle 36 ore settimanali di uso della rete, ma i fattori appaiono molteplici e complessi: «è bene precisare che il solo imponente utilizzo del web non può essere annoverato fra le evidenze di dipendenza – ci spiegano dal centro di diagnosi e cura dell’I.A.D messo in piedi all'ospedale Gemelli di Roma dallo psichiatra Federico Tonioni -: chi trascorre infatti dieci ore davanti al computer per motivi di lavoro o studio, non può essere considerato un fruitore compulsivo del web. Il fattore più sensibile nella diagnosi, che facciamo all’ambulatorio, è invece legato alla quantità di tempo libero che il soggetto dedica alla rete».

Fissazione, ansia, astinenza...
Studi scientifici realizzati in Cina e Usa, dove del tema si argomenta ormai da oltre 13 anni, anche ad opera dello psichiatra Ivan Goldberg, mettono ad oggi in grado i medici di identificare i contorni della patologia.
«I sintomi caratteristici della malattia si rintracciano, come sottolineava Goldberg, nel bisogno di trascorrere un tempo sempre maggiore in rete per ottenere soddisfazione – proseguono i medici del centro romano -, in una marcata riduzione di interesse per altre attività che non siano Internet, nello sviluppo, dopo la sospensione o diminuzione dell'uso della rete, di agitazione psicomotoria, ansia, depressione, pensieri ossessivi su cosa accade on-line, classici sintomi astinenziali». Ripercussioni a cui spesso possono associarsi, secondo Goldberg, anche «necessità di accedere alla rete sempre più frequentemente o per periodi più prolungati rispetto all'intenzione iniziale oltre all'impossibilità di interrompere o tenere sotto controllo l'uso di Internet, dispendio di grande quantità di tempo in attività correlate alla rete e il perdurare dell'uso di Internet nonostante la consapevolezza di problemi fisici, sociali, lavorativi o psicologici recati dalla rete stessa».
Uno scenario patologico al quale spesso, secondo lo psichiatra statunitense, si affiancano «la perdita delle relazioni interpersonali, modificazioni dell'umore, ma anche alterazione del vissuto temporale, senza tralasciare problemi di natura fisica come mal di schiena, affaticamento degli occhi, sindrome del tunnel carpale».

Occhio all’esagerazione sui social network
A dare un poderoso impulso alla I.A.D. ci sarebbe, secondo Federico Tonioni del Gemelli di Roma, il peso dei Social Newtork, che hanno in qualche modo alimentato il rischio di uso compulsivo della rete. «Almeno 2 iscritti a Facebok su 10 ne sono dipendenti - ha avuto modo di dichiarare Tonioni in sede di presentazione del servizio -, mentre, secondo i dati di uno studio dell’università di Perugia, su 10 persone 4 possono sviluppare abusi o dipendenza da internet, la maggior parte delle volte inconsapevolmente. Sono peraltro sempre più frequenti i casi di impiegati interdetti da internet perché connessi proprio ai social network».
Il rischio tuttavia attecchisce, secondo gli psicoterapeuti, lì dove vi sia una pregressa sofferenza di base del soggetto, come ad esempio una qualche fobia sociale, dunque difficoltà nel relazionarsi con gli altri nel mondo reale o anche solo una grave forma di timidezza.

Se ne può uscire, i genitori siano presenti
Uscirne è possibile, con l’aiuto di medici esperti. Il centro dell'ospedale Gemelli di Roma offre proprio questa opportunità, con una prima fase di ascolto, dopo la quale i medici valutano l’esistenza o meno di dipendenza, mettendo poi in campo un progetto terapeutico personalizzato.
«Il passo importante – spiegano nel centro - è quello che ci dà modo di capire se ci siano problemi sottostanti di tipo psicologico che hanno alimentato l'abuso. La fase che segue è quella che prevede l’inserimento del paziente in gruppi riabilitativi condotti da psicologi e terapeuti, nei quali il paziente può confrontarsi e riconoscersi».
Il percorso riabilitativo mira a far superare al paziente le problematiche che hanno facilitato l'insorgenza della dipendenza, non tralasciando l’eventuale utilizzo di farmaci lì dove necessario. Importante in ogni caso, secondo gli operatori, l’attenzione dei genitori verso i figli per rintracciare in anticipo eventuali segnali preoccupanti. «Nel dubbio, il ricorso ad uno specialista resta la scelta più saggia» dicono gli esperti del Gemelli. 

 




DIPENDENZE VIRTUALI
• Dipendenza cybersessuale: gli individui che ne soffrono sono di solito dediti allo scaricamento, all'utilizzo e al commercio di materiale pornografico online, o sono coinvolti in chat-room per soli adulti

• Dipendenza cyber-relazionale : gli individui che ne sono affetti diventano troppo coinvolti in relazioni online o possono intraprendere un adulterio virtuale. Gli amici online diventano rapidamente più importanti per l'individuo. In molti casi questo conduce all'instabilità coniugale o della famiglia

• Net Gaming: la dipendenza dai giochi in rete: il gioco d'azzardo patologico, i videogame, lo shopping compulsivo e il commercio online compulsivo.

• Information Overload: La ricchezza dei dati disponibili in rete ha creato un nuovo tipo di comportamento compulsivo. Gli individui trascorreranno sempre maggiori quantità di tempo nella ricerca e nell'organizzazione di dati dal Web

• Computer Addiction:  i giochi interattivi nei quali più partecipanti giocano contemporaneamente ed interagiscono tra di loro. Questi giochi di ruolo virtuali consentono al soggetto di nascondere la propria vera identità e costruirsene un’altra, con la quale si presenterà agli altri giocatori
 



CLASSIFICA:
GOOGLE ITALIA

Le parole più cercate

1.   Facebook
2.   Youtube
3.   Libero
4.   Roma
5.   Meteo
6.   Giochi
7.   Yahoo
8.   Netlog
9.   Msn
10. Wikipedia

I film più cercati del 2009

1.   new moon
2.   2012
3.   twilight
4.   baaria
5.   parnassus
6.   district 9
7.   sette anime
8.   transformers 2
9.   watchmen
10. amore 14

Le news più popolari

1.   terremoto abruzzo
2.   sanremo 2009
3.   grande fratello 9
4.   elezioni sardegna 2009
5.   veronica lario
6.   elezioni europee 2009
7.   giuramento obama
8.   x factor 2009
9.   michael jackson
10. alberto stasi

YAHOO! ITALIA
Le parole più cercate

1.   Facebook
2.   Netlog
3.   Meteo
4.   Giochi
5.   Oroscopo
6.   Grande Fratello
7.   Superenalotto
8.   Michael Jackson
9.   Calciomercato
10. Uomini e Donne

 




INFORMAZIONI
Unità Ospedaliera di Consultazione psichiatrica del Gemelli d Roma
Dal lunedì al venerdì
dalle 9:30 alle 13:30.
Tel. 06.30154332 / 4122
 


Condividi su:
Galleria Immagini