acquaesapone Editoriale
Interviste Esclusive Viaggi Editoriale Inchieste Io Giornalista TV/Cinema A&S SPORT Zona Stabile Rubriche Libri

Quanta fretta ma dove corri?

Quando non ci accorgiamo che fuggiamo dalla nostra vita

Ven 26 Mar 2010 | di Alberico Cecchini | Editoriale

Il tempo è uno dei più grandi inganni della vita. Sembra non bastare mai, sfugge inesorabile. Potevamo sfruttarlo meglio, ma indietro non si torna e ci lascia un sapore di incompiuto.
Eppure mi accorgo che quando rispetto la mia persona,  i miei tempi, la mia anima, sono molto più lucido, concludo di più e in meno tempo. Quando invece sono distante da me, travolto dal da fare, più corro e meno concludo.
Il tempo forse non esiste, è una illusione, eppure non possiamo sprecarlo. è una opportunità che si può cogliere solo con l'anima. Senza anima non rimane altro che uno spazio di sofferenza che in fondo ci spaventa e cerchiamo di coprire e riempire in ogni modo correndo dietro a doveri, illusioni, passioni e voracità varie. Ma non arriviamo mai. Un’anima in pace invece non ha fretta e fa tutto ciò che è necessario per sé e per gli altri, anzi di più.
Se chi fa le leggi avesse più anima, con incentivi idonei renderebbe possibile alle aziende l'utilizzo più massiccio del part-time. Quasi tutte le donne che conosco vorrebbero lavorare part-time, ma non possono. Infatti in una società senza anima il lavoro o non c'è o chi ce l'ha ne ha troppo.
Ci vuole  poco per eliminare la disoccupazione e per rendere il lavoro più umano e più rispettoso della vita. Ma dipende anche molto da noi: o diamo spazio alla vita o ce la lasciamo scippare. Non posso spiegarlo, bisogna sperimentarlo che ad ogni passaggio interiore ne corrisponde uno esterno. Se cominciamo a rispettare la nostra persona, arriverà presto il momento che lavoreremo esattamente il numero di ore che desideriamo, produrremo molto di più e avremo più tempo per noi.         
 


Condividi su: