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Aprilia come Parigi

Aprilia toglie ai privati la gestione dell’acqua, come la capitale francese

Sab 01 Mag 2010 | di Alberico Cecchini | Acqua
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Dopo Parigi, i cittadini di un'altra città in Europa si riprendono l'acqua che era stata privatizzata. Non se ne è parlato affatto nei Tg principali, né nei principali giornali, perché il “Caso Aprilia” spaventa tutti i maggiori partiti. Specie dopo le ultime elezioni in cui è emerso su tutti un dato enorme: quello dei non votanti divenuto ormai il primo partito d'Italia.

Ad Aprilia, quarta città del Lazio, i tanti delusi dai partiti invece nelle ultime elezioni comunali del 2009 si sono organizzati in una rete di liste di cittadini che hanno convogliato i voti su Domenico D'Alessio, uno dei pochi personaggi presentabili con sufficiente esperienza amministrativa, e hanno battuto al ballottaggio la super favorita candidata di centro-destra. Ma non di poco: nella provincia più a destra d'Italia, il candidato di Pdl e Udc, donna, giovane, incolpevole, ha perso clamorosamente con solo il 32% dei voti contro uno schiacciante 67% a favore del candidato delle liste di “rivolta popolare”. Non ha vinto nemmeno il centrosinistra che anzi è stato anch'esso pesantemente sconfitto prima ancora del ballottaggio.

Hanno vinto i cittadini, si sono ripresi la città con un voto chiaro contro la politica. Quella politica che ha saccheggiato una città in rapida crescita a 40 Km dalla capitale, lasciandole strade come Beirut e servizi pubblici da profondo Sud. Un saccheggio ben raccontato dal periodico locale Il Caffè di Aprilia, il giornale più letto e indipendente della città, dello stesso editore di Acqua&Sapone. A dimostrazione che, se i giornalisti fanno il proprio dovere e i cittadini hanno una informazione decente, allora ci può essere democrazia e ricambio politico.

Oltre al malgoverno c’è anche una colossale turbogas in costruzione fortemente voluta da De Benedetti, area Pd ed editore de La Repubblica, attraverso la società Sorgenia, quella che nella pubblicità evoca l'energia sensibile: ma sensibile a cosa? Non certo alle forti proteste della popolazione locale. E per non farsi mancare nulla, anche un bel deposito di scorie nucleari distante solo 15 chilometri (tipo quello che Scanzano Ionico cacciò con una rivolta) che presto diventerà centrale nucleare.

Tutto ciò i Tg strategicamente ignorano ad oltranza, perché la democrazia dal basso fa paura alla partitocrazia, come fa anche paura questa falla nella diga della privatizzazione dell'acqua. Una diga imposta per legge a tutti i Comuni, costretti a dare in gestione ai privati i propri rubinetti in nome della razionalizzazione. Un fallimento senza precedenti ovunque sia stata sperimentata , così a Parigi, dove il Comune si è ripreso la gestione, come ad Aprilia. Come ampiamente documentabile, con la privatizzazione dell’acqua abbiamo assistito ad aumenti anche vertiginosi delle tariffe, a fronte di scarsissimi investimenti e miglioramenti, innumerevoli irregolarità e disservizi. Vedi le nostre inchieste sui furbetti del rubinetto.

Ci vorrà ancora tempo prima che gli impianti tornino effettivamente in mano all'amministrazione comunale, ma di certo la strada imboccata da Aprilia con grande decisione è quella della fuoriuscita dalla società che ne gestisce gli impianti idrici: Acqualatina Spa, Società che si è distinta per il modo di trattare i clienti che si sono visti arrivare a casa propria “anonimi” impiegati scortati da guardie armate, si sono visti ridurre o addirittura interrompere completamente il flusso dell’acqua senza un motivo legalmente attendibile e che si sono visti recapitare a casa cartelle esattoriali da una società che può emettere solo bollette, non certo riscuotere tasse.
I cittadini hanno chiesto aiuto, ma ai politici evidentemente stavano più a cuore gli interessi delle multinazionali dell’acqua che quelli dei propri elettori. C’è voluto un sindaco fuori dai partiti per avere un politico che si schierasse dalla parte dei suoi cittadini.

 


 

TASSE INCASSATE SOLDI SPARITI
Il nuovo sindaco di Aprilia guida anche la rivolta a livello nazionale contro Tributi Italia, la società che controllava le agenzie di riscossione delle tasse in circa 500 Comuni italiani, cancellata dall’albo degli esattori perché non girava ai Comuni le tasse incassate. Il meccanismo era ben noto anche ai politici, grazie ad alcune interrogazioni parlamentari, ma nessun governo è intervenuto, mandando sul lastrico intere comunità. Come al solito ha dovuto pensarci la magistratura, sostituendosi ai politici. Solo Aprilia dovrebbe riavere circa 20 milioni di euro

 




APRILIA VOLLEY: IN SERIE A1, MA SENZA PALAZZETTO
Dagli anni ’70 ad oggi in ogni elezione comunale gli schieramenti hanno fatto a gara a chi prometteva il nuovo palazzetto dello sport più grande e più bello, cittadelle dello sport e persino un circuito di Formula 1, che doveva diventare “l’alternativa a Monza”. In 40 anni di enorme incremento demografico ad Aprilia gli sportivi sono cresciuti di numero e di qualità, ma dei promessi impianti nemmeno l’ombra.
Quest’anno la squadra di pallavolo femminile è stata promossa in serie A1, vincendo alla grande il campionato di A2, ma giocando per tutta la stagione nel palazzetto di un’altra città. Ora anche il prossimo campionato sarà tutto in trasferta, grazie alla splendida classe politica degli ultimi 40 anni.

 


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