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Le erbe fanno bene davvero?

Curarsi con le erbe migliora la vita: ora lo dice anche la scienza

Sab 01 Mag 2010 | di Roberto Lessio | Salute

 Da sempre gli esseri umani hanno usato determinate erbe e loro miscele per curare alcune malattie. Ed oggi in commercio ci sono addirittura dei farmaci ricavati da essenze vegetali. Dal punto di vista scientifico, questo uso è sempre stato visto con scetticismo, perché non è chiara la modalità di azione nel nostro corpo. Ma una recente ricerca americana ha sviluppato un metodo per testare in laboratorio l'effettiva azione di determinate erbe sugli organismi viventi. I primi risultati sono sorprendenti.

IL FUNZIONAMENTO DI OGNI SINGOLO COMPOSTO
Il primo problema è quello di capire come funziona ogni singolo composto estratto da un'erba o da una miscela e non solo sapere come opera nel suo complesso. Così un team dell'Università del Maryland (Baltimora) ha pensato di usare dei nematodi (piccoli vermi della lunghezza di 1 mm) della specie Caenorhabditis elegans, per testare singole erbe e/o miscele di esse. Questi organismi vivono normalmente nel terreno per circa 20 giorni. Hanno in tutto 959 cellule, ma dispongono di un patrimonio genetico che per il 60 – 80% è identico a quello degli esseri umani. Per tali motivi vengono molto usati nei laboratori scientifici.


ELISIR DI LUNGA VITA
Il team dell'università americana ha effettuato una valutazione sistematica della somministrazione di due particolari miscele di erbe, molto usate nella medicina tradizionale cinese, coreana e giapponese per contrastare e prevenire anche gravi malattie (diabete, disturbi gastrointestinali e tumori). Ma, soprattutto, sono miscele che hanno la fama di migliorare e allungare le aspettative di vita. In particolare, queste formidabili proprietà medicinali sarebbero attribuite a due essenze vegetali presenti in alcune miscele: la corteccia dell'albero della cannella e la radice del ginseng.


È TUTTO VERO
La ricerca ha dimostrato che è tutto vero: la vita media dei nematodi a cui è stata somministrata la miscela a base di corteccia di cannella è aumentata tra il 10 al 15%, mentre il ginseng l'ha aumentata del 7,7%. Inoltre è stata riscontrato un ridotto livello di perossido di idrogeno (responsabile della distruzione delle cellule) e una diminuzione del fattore di tossicità (amiloide) responsabile dello sviluppo del “morbo di Alzheimer” nei cervelli umani. Per il momento è stato solo dimostrato che un effetto medicinale di queste essenze vegetali effettivamente esiste (certezza che prima non era riscontrabile). Per arrivare a produrre medicine per la cura diretta di determinate malattie o un “elisir” che allunga la vita, la strada è ancora lunga. Ma intanto un primo fondamentale passo è stato compiuto. E non è poco.

 

 

SCETTICISMO SCIENTIFICO O INTERESSE ECONOMICO?
Per capire come determinati ambienti scientifici (e non solo) non hanno mai visto di buon grado la cura con le erbe, basta un dato. Finora la Food and Drug Administration (l'Agenzia che autorizza la commercializzazione delle medicine e degli alimenti negli USA) ha dato il via libera ad una sola medicina ricavata da essenze vegetali. Si tratta di una pomata contro le verruche genitali estratta dalla pianta del tè verde.

 

 

PER SAPERNE DI PIÙ
Nel mondo sono già conosciute oltre 3.000 piante medicinali.
Riferimenti:
http://www.oea.umaryland.edu
http://www.plosone.org/


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