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Partorirai con forza e gioia

Lo sapevi che il travaglio produce scariche ormonali che riducono il dolore e fanno “innamorare”?

Sab 01 Mag 2010 | di Francesco Buda | Salute

Nove mesi senza fretta, niente ansie e tanta fiducia nelle proprie forze di persona e di madre. Un frugoletto che cresce e viene al mondo non è un “prodotto”, la mamma non è una macchina. Partecipazione, presenza personale, apertura fino all'abbandono completo e alla separazione, consentono il miracolo pià naturale e più bello: l'arrivo di un bimbo, sempre più spesso trasformato in evento chirurgico. Mediamente in Italia, quasi 4 bambini su 10 vengono fatti nascere con il taglio cesareo (con punte del 62% in Campania), benché non sia più sicuro e in moltissimi non sia necessario, come hanno chiarito grandi esperti su Acqua & Sapone di aprile.

Una mamma ha tutte le forze
Ansie e timori non si giudicano. Sarebbe però grave non vedere e non dire che meraviglia ha dentro naturalmente la donna in dolce attesa. «Il parto fisiologico sicuramente aumenta la salute della donna, la rafforza, permettendole di affrontare il limite e superarlo con grande gioia e soddisfazione finale, favorendo da subito il legame con il bimbo. In realtà le ragazze hanno paura di un altro dolore, non quello fisiologico, ma quello che deriva dalla medicalizzazione e dagli interventi» spiega Verena Schmid, direttrice della Scuola Elementale (con la “elle) di Arte Ostetrica. Con l'associazione Il Marsupio, promuove il parto in casa.
Nostaglie del passato superate dalle tecnologie? «Quella dell'ostetrica è un'arte, mettiamo insieme la scienza e l'esperienza – assicura la Schmid ad Acqua & Sapone –, il parto naturale si crea in gravidanza, a cominciare da uno stile di vita più sano, così facendo si può tranquillamente partorire in casa. Con il parto medicalizzato le mamme non vengono messe in condizione di disporre di tutte le risorse che hanno. Il boom di cesarei è coerente con il nostro modo di vivere: tutto è economico, non c'è tempo per aspettare gli eventi, non si sa stare nell'incognita. Ci sono invece i protocolli e i controlli da fare. Ma in realtà, più che controllare c'è da comprendere che il parto appartiene alla vita, non alla medicina. Il rapido sviluppo della tecnologia ha creato illusioni di benessere e sicurezza ed ha favorito atteggiamenti di “fuga”».

Anima, ormoni, vita! Ecco cosa succede dando alla luce
È meraviglioso vedere cosa succede tra mamma e bimbo durante il parto vero e proprio, quasi un “duello danzato” , spigoloso, in salita, infine liberatorio e pieno d'amore! Questione di ritmo, pazienza, ormoni ed anima. «Il parto fisiologico necessita di un atteggiamento di “attacco” – dice Verena Schmid –, di andare verso. Fa paura per via del dolore, di fronte al quale la risposta naturale è il movimento che permette alla donna di assumere istintivamente le posizioni migliori, che riducono il dolore, diminuendo lo stress suo e del figlio. Una delle caratteristiche principali del travaglio naturale è la ritmicità – spiega l'ostetrica -, tra alti e bassi, accelerazioni e rallentamenti, ed il ritmo è individuale, secondo la personalità e dai vissuti della partoriente. Il dolore sembra un paradosso: la mamma riceve un “attacco” dal bambino, che mette in allarme il corpo. Il bimbo spingendo stimola l'utero, provocando contrazioni, prima irregolari poi regolari. Aumentano le catecolamine, ormoni che stimolano la produzione di endorfine, ossitocina e di tutti gli ormoni sessuali che servono a contenere il dolore e a farlo dimenticare, a partorire con gratificazione e a creare il primo legame mamma-bimbo».

Abbandono e separazione
«Le endorfine – precisa l'ostetrica - fanno scendere la percezione del dolore fino a produrre uno stato alterato di coscienza. Questo permette alla partoriente quell'abbandono così totale che la porta alla dilatazione completa e la rende disponibile a separarsi dal “suo” bambino per poterlo accogliere con gioia. Al momento dell'uscita del piccolo, la mamma si troverà con livelli così alti di endorfine da provare estasi e piacere. La necessità di separarsi dal bimbo è uno dei vissuti più intensi durante il parto, la separazione è al tempo stesso desiderata e temuta ed il dolore fa comprendere l'ineluttabilità della necessità della nascita».

Così la mamma si fortifica
«Affrontare il dolore crea angoscia, è un ingrediente sgradito, ma sostenerlo nel travaglio mette alla prova e potenzia la forza personale, mette in movimento tutte le forze emotive della donna e l'abbandono rappresenta il superamento dei limiti personali e la crescita necessaria per essere genitore. La grande forza del parto – aggiunge la Schmid – poco conosciuta, poco compresa e molto temuta sta proprio nel fatto che è per la donna una potente espressione della sua sessualità prettamente femminile e autonoma dall'uomo. Una donna che partorisce con la sua forza sessuale, dopo il parto sarà una donna più intensa, più forte in tutti i sensi. Dopo aver dato alla luce, recupera le sue energie, si sente appagata e piena di tenerezza».

Generare è innamorarsi
Altra cosa così naturale e così meravigliosa è che «gli alti livelli di endorfine prodotte durante il travaglio e la totale apertura della propria parte emozionale profonda – dice Verena Schmid – mettono la donna, al momento della nascita del bambino, in uno stato che si avvicna molto all'innamoramento. Se le persone vengono stimolate con ansie e condizionamenti negativi, l'esperienza così meravigliosa può diventare spiacevole. Per questo è molto utile il sostegno di una ostetrica “sapiente” e paziente, che ha tempo e disponiblità».
Consigli? «Care donne, informatevi, non prendete per buono tutto ciò che vi viene detto e scegliete un percorso che va bene per voi, fidatevi di voi».

 


BOOM DI CESAREI, MA LE DONNE PREFERIREBBERO IL PARTO NATURALE
“Aumenta il ricorso al cesareo ma le donne preferirebbero il parto naturale”. Così l'indagine Istat “Gravidanza, parto, allattamento al seno” del 2006. Nel 2008 hanno raggiunto il 38,4% i cesarei. La ricerca Istat, condotta su 2 milioni e 736.000 donne, evidenzia che quasi 9 mamme su 10 vorrebbero dare alla luce i figli in modo spontaneo, anche senza anestesia. E solo il 5% di quelle che hanno avuto un parto spontaneo avrebbe preferito il cesareo se avesse potuto scegliere. Netta la preferenza per il parto naturale anche fra le donne che hanno subìto un taglio cesareo: il 75%.  


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