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Unità & distinzione

Forza italiani, recuperiamo la nostra unicità personale

Sab 01 Mag 2010 | di Alberico Cecchini | Editoriale

La prima tentazione che tutti abbiamo è quella di snobbare queste celebrazioni per il 150° anniversario dell'Unità d'Italia e forse non a torto. Ci interessa poco risvegliare il sentimento di unità e i mondiali di calcio ci riescono meglio. Perché siamo ridotti così? Forse perché il sentimento prevalente che viviamo è quello di sentirci fregati: troppe ingiustizie, troppi abusi. Più che sentimenti abbiamo risentimenti. Contro quello o contro quell'altro a seconda di ciò che accade o che passano i mass media. Questo è molto negativo ed è necessario risolvere. Se ci pensiamo, però, la storia dell'uomo è una storia di crudeli ingiustizie. Pensavamo fosse scontato andare sempre verso il meglio e forse per secoli è stato così, ma oggi ci accorgiamo di tornare indietro, anche economicamente. Non è certo un bel periodo.

Bene, allora è il momento di staccarci dall'umore collettivo, pensiamo solo a noi per come siamo veramente: persone uniche, originali e irripetibili. Uniche, perché oggi non c'è nessun'altra persona come noi nel mondo. Originali, perché non ce ne è mai stata una prima. E irripetibili, perché non ci sarà mai più. Ora una domanda: non è che non siamo tanto felici proprio perché più che valorizzare tutta questa nostra distintissima identità, cerchiamo di annullarla uniformandoci ad altro che crediamo migliore? Attendo le vostre risposte.

Storicamente di creatività, di indipendenza, di generosità noi italiani ne abbiamo molta più di tutti: quindi, se dobbiamo festeggiare, allora festeggiamo con gioia l'Unità, per aiutare ognuno a far emergere la sua preziosissima diversità.


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