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Nucleare sicuro? Controllava Scajola!

Forse delle nuove tecnologie ci si potrebbe fidare, ma della nostra classe politica degli ultimi decenni?

Lun 07 Giu 2010 | di Francesco Buda | Energia
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E così il grande cantiere atomico tricolore è senza capo prima ancora di aprire. Il nuovo bidone nucleare italiano è orfano di uno dei suoi uomini chiave. Sull'appartamento vista Colosseo del Ministro e sulla generosità di quel costruttore decideranno i giudici, non si fanno i processi a mezzo stampa. 
Quello che inquieta e lascia senza fiato è il sistema nel quale è esplosa la vicenda. Il quadro tracciato dagli investigatori è sconvolgente: una giostra mossa da alti dirigenti statali, politici e spregiudicati uomini d'affari imbroglioni. Ad ungerla milioni e milioni di euro dello Stato e una moltitudine di appalti pubblici truccati per progetti strategici ed eventi epocali per il Paese (G8 alla Maddalena, Mondiali di nuoto a Roma, 150° dell'Unità d'Italia, Grandi appalti della Protezione Civile). Una torta di lavori presso ministeri, caserme, il braccio di massima sicurezza per i boss della mafia nel carcere di Sassari.
La nuova avventura nuclearista tricolore doveva portarci verso l'indipendenza energetica, farci uscire dalla crisi, rilanciare il Paese verso orizzonti tecnologici, riscattarci dal tempo perso in materia energetica. Probabilmente nessun progetto movimenta tanti soldi per periodi così lunghi come costruire una centrale atomica.

Appalti e scorie In mano a chi?
Che classe politica andrebbe a gestire i reattori annunciati? In mano a chi sta la radioattività promessa agli italiani? Chi garantisce i cittadini – di oggi e di domani – sulla corretta, integerrima, seria ed efficace realizzazione e gestione della nuova avventura atomica? Quali saranno i criteri per affidare gli appalti da capogiro? È questa la classe politica che governerà progetti strategici così delicati?
Se consideriamo la gestione dei rifiuti tossico-nocivi degli ultimi decenni c’è da tremare!
«Chi più spende, più voti prende», usa ammonire spesso il Ministro dell'Economia Giulio Tremonti. Ed è vero soprattutto per il nucleare: miliardi di euro impegnati oggi (anche se non sono disponibili) fruttano potere e consensi subito. Debiti e pericoli che poi ricadranno sulle spalle delle future generazioni, sulla loro salute, viste le scorie radioattive che sono i rifiuti peggiori prodotti dall'uomo, e sulla sicurezza del pianeta, che non prevede l'accoglienza di veleni che durano milioni e milioni di anni. Dalle più recenti rilevazioni (febbraio scorso) di Transparency International, organismo che studia il fenomeno della corruzione a livello globale, l'Italia continua a peggiorare nella graduatoria della corruzione nel settore pubblico: nel 2007 era al 41esimo posto, nel 2008 al 55esimo e nel 2009 al 63esimo posto; in due anni il Bel Paese è sprofondato di 22 posizioni. Peggio di Turchia, Capo Verde e Botswana. Quali personaggi, con quali regole, a favore di chi orchestreranno la partita nucleare?
A Latina stanno costruendo un deposito per scorie radioattive, imposto dall'alto. E nessun Tg ne parla. L'appalto è andato ad un’intricata cordata di ditte siculo-campano-calabresi. Presidente della Nucleco, società che ha la gestione dei rifiuti radioattivi in Italia, è stato promosso ora il professor Pietro Canepa, fedelissimo di Scajola. Nel 2008 patteggiò una sanzione pecuniaria per aver truccato un concorso pubblico che assegnava fondi comunitari per la bonifica di fanghi portuali.


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