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Il buco dell'ozono si sta chiudendo!

A 25 anni dall’allarme, si sta rimarginando lo strato che ci protegge dalle radiazioni solari

Lun 07 Giu 2010 | di Patrizia Santo | Ambiente
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Grazie alla eliminazione dei clorofluorocarburi (Cfc) da bombolette, frigoriferi e climatizzatori, il “buco” dell'ozono si sta rimarginando. 25 anni dopo la scoperta dell'assottigliamento di questa indispensabile protezione per la vita sulla Terra, il peggio pare proprio evitato.
Nel maggio dell'85 tre scienziati inglesi lanciarono l'allarme: “sull'Antartide il filtro dalle radiazioni solari è a rischio, bisogna intervenire subito”. All'inizio non tutti erano disposti a credergli, i satelliti sembrava non rilevassero nulla di strano. Addirittura l'allora capo del Governo britannico, l'austera signora Thatcher, li snobbò minacciando persino di tagliare i fondi alle loro ricerche. Due anni dopo, in 193 Paesi furono messe al bando le sostanze responsabili della pesante minaccia globale. Ma ci volle un altro biennio perché il divieto entrasse in vigore.
15 anni senza Cfc stanno producendo effetto, soprattuto al Polo Sud. Secondo gli esperti potrebbe tornare al meglio tra il 2065 e il 2075, ha detto recentemente Live Science, rivista internet americana di scienza, salute, ambiente e tecnologia. A dirla tutta, però, la preziosa patina di ozono si è ridotta anche sopra il Polo Nord a causa dei Cfc emessi in passato e gli studiosi ritengono che il fenomeno là proseguirà per altri 15 anni. Ma non sanno ancora spiegarsi completamente il perché e quel che succederà non è del tutto chiaro. Chiarissimo è invece il fatto che con un po' di serio impegno, governi, industrie e consumatori possono fare molto per invertire pericolose tendenze ed evitare disastri irreparabili. Che i Cfc distruggessero la nostra “protezione solare” naturale si sapeva già dal 1974. Ma si continuò a spruzzare clorofluorocarburi a tutto spiano per 25 anni. È bastato sostituire quei gas con altre sostanze. Secondo i chimici della Nasa, l'agenzia spaziale americana, se non avessimo fatto così, l'ozono sarebbe sparito del tutto entro il 2065. E ci saremmo letteralmente rosolati.

 


Cosa sarebbe successo nel 2065?

• Due terzi dell'ozono scomparsi dall'atmosfera
• Temperature medie più alte di 4 gradi
• Radiazioni ultraviolette che alle medie latitudini provocano ustioni in cinque minuti
• Aumento dei cancri alla pelle, in uomini e animali
• Mutazioni del Dna cresciute del 650%
• Effetti devastanti sulle piante

Questo lo scenario se non si fosse bloccato l'uso dei gas anti-ozono, secondo la simulazione del Goddard space flight center della Nasa, con la Johns Hopkins University (Usa) e l'Agenzia olandese di valutazione ambientale.


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