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Nonni high tech

Computer, cellulari e videocamere studiati per gli anziani, che spopolano pure in rete

Mar 08 Giu 2010 | di Maurizio Targa | Attualità

Altro che televisione e parole crociate: il nonno oggi gira con palmare e netbook! Smentendo tanti luoghi comuni, anziani e tecnologia costituiscono un binomio di crescente successo e gli over 60 sono sempre più interessati e competenti rispetto alle novità informatiche. Le statistiche Istat più recenti fotografano una fascia di popolazione attempata sempre più high tech: l’uso del pc tra le persone comprese tra i 60 e 64 anni è infatti passato dal 13,8% del 2005 al 25% nel 2009 e, per la fascia 65-74 anni, dal 5,5% al 9,9%. Nello stesso arco temporale, l’uso di internet è schizzato dal 10,8% al 22,8% per i 60-64enni e dal 3,9% all’8,5% per i 65-74enni.

Il web, un posto per nonni
Sfatando la leggenda per cui internet è il mezzo delle nuove generazioni, il sondaggio rivela che nel mare del web i meno giovani navigano con la stessa passione dei teen agers; non a caso gli indici di più alto gradimento tra gli over 65 sono gli stessi di quelli totalizzati tra i ragazzi della fascia d'età 18-29 anni. Quando si tratta di Internet - si legge nel rapporto Istat - la familiarità con il mezzo genera soddisfazione anche tra gli utenti più anziani, compresi quelli che fanno la prima esperienza in rete tardi nella vita. Non si pensi quindi ad ex ingegneri in pensione o a brillanti emuli della Montalcini: si tratta di persone praticamente a digiuno di computer, incuriositi sopratutto da "quell'internet di cui tanto sentono parlare". E, in rete o alle prese con Photoshop, il più famoso programma di fotoritocco, i nonni imparano e stanno meglio: si informano e leggono quotidiani on line, chi trova vecchi amici con Facebook, chi fa fotoritocco eliminando gli occhi rossi ai nipotini e stampando in proprio le foto; esistono, ed hanno grande successo, digitali pensati proprio per gli anziani, con tasti e scritte grandi, pochi bottoni e dispositivi per eliminare il tremolio delle mani. Insomma, a dispetto di chi se li immaginava impacciati e lontani da monitor, chip, mouse e tastiere, è partita l'offensiva e, dopo essere approdato nelle scuole, negli uffici, nelle case, presto il personal computer potrebbe fare il suo ingresso trionfale negli ospedali, nelle cliniche e negli ospizi. Negli Usa è già una realtà: «Il mezzo è veramente formidabile per chi soffre - ha dichiarato il sociologo Douglas McConatha della West Cester University della Pennsylvania -. Osservando in clinica i pazienti che utilizzano il web, c'è stato un miglioramento dell'umore e una sensibile regressione di tutta la sintomatologia depressiva».

Galline dalle uova d’oro?
Anche le aziende guardano con estremo interesse a questa nuova ed inaspettata fascia di potenziali acquirenti: i primi pc concepiti ad hoc per persone anziane, con modelli semplificati e di facile utilizzo sono già stati lanciati sul mercato computer; inoltre Microsoft, Telecom Italia e HP sostengono da oltre dieci anni, con l’Istituto di Credito Valtellinese, la scuola gratuita di internet ed informatica destinata agli over 50 e denominata “Internet saloon”. Un successo travolgente, tanto che nel 2009 oltre Milano e Napoli, sono state aperte sedi a Sondrio, Pavia, Ancona, Bari e Catania. Contano oltre diecimila anziani iscritti l’anno, e sono circa 18mila quelli che tornano a far pratica. Seguono corsi alunni con punte anagrafiche di 92 anni. Dunque Microsoft e HP filantrope e disinteressate benefattrici? Magari anche, ma non solo: il 10% dei clienti del tecnologico è over 55, dicono da HP, e il potenziale di crescita è il più ampio a disposizione; l’azienda punta al 30% nei prossimi 5 anni, con una popolazione che invecchia ed un mercato ancora praticamente vergine da aggredire.

E se provassi a cercare quel tale…
«Negli Stati Uniti – riprende il dott. Mc Conatha - l’età media di chi apre un blog si è alzata parecchio. Allo stesso modo si sono avvicinate a Facebook migliaia di persone dai capelli grigi, incuriosite dall’opportunità di potervi ritrovare gli amici di una vita fa!».
Ed è anche comprensibile: anziché i mocciosi, che gli amici potrebbero andarseli a trovare con le loro gambe o col motorino, è molto più logico che l’anziano vi cerchi il vecchio cugino di cui ha perso le tracce, il commilitone di cinquant’anni fa piuttosto che l’amico emigrato all’estero, quando erano gli italiani a farlo. Per chi sale di livello nell’apprendimento, si aprono poi divertenti e utili opportunità: «Gli anziani fanno corsi e tengono anche lezioni per i bambini – continua il dott. McConatha -, si aggiornano, si scambiano messaggi, si divertono smanettando sulla tastiera, non con l'abilità delle nuove generazioni ma pur sempre con risultati più che accettabili». La tecnologia per sentirsi vivi, internet come finestra sul mondo, l'e-mail per sviluppare e mantenere quelle relazioni personali che, quando l'età avanza e tutto può apparire più buio e grigio, si tende a dimenticare. Anziché demonizzare il web, che è pur sempre solo uno strumento la cui validità dipende esclusivamente dall’utilizzo che ne viene fatto, è bene trarre dalla tecnologia tutto il beneficio possibile. E conservare la mente dinamica e sveglia fa bene a tutte le età. Parola di geriatra.

 

 

WEB: PER GLI ANZIANI È LA NUOVA BIBLIOTECA
Alla domanda «Per lei a cosa somiglia di più Internet?» il 45 per cento degli americani over 65 intervistati ha risposto «a una biblioteca»; il 15 per cento a un'autostrada, mentre per il 14 per cento ricorda un centro commerciale. Un fantasioso 8 per cento l’ha paragonata al selvaggio West, il 7 per cento alla scuola e per finire il 3 a “una banca” o a all'amministrazione cittadina.

 

 

MI INFORMO E SENTO MUSICA
Fra le priorità della ricerca su Internet, per quanto riguarda i meno giovani, ci sono le news e i quotidiani (43%), l'informatica (32%), la musica (28%), mentre nell’Hit parade dei programmi più gettonati troviamo Google Earth (mappe geografiche), Picasa (foto digitali), Real Player per i video e Winamp per ascoltare musica, oltre a Skype (telefonia via internet, tecnicamente VoIP).

 

 

CUBO VISION
Telecom, dal canto suo, lancerà a giugno Cubo Vision, un decoder che porta il meglio di internet sulle Tv di casa: navigando col telecomando, senza box e mouse, l’interfaccia di Cubo sarà agevole anche per gli anziani, con icone grandi e semplici e con alcuni servizi adatti a loro, come pagare le bollette, fare la spesa, prenotare visite mediche.

 

 

IDENTIKIT DEL NAVIGATORE
La percentuale degli italiani che navigano (il 23,4%) è molto vicina a quelle francesi (25%) e tedesche (28%), ma ancora lontana dai Paesi d'eccellenza nella diffusione della Rete, ovvero Svezia, Canada e Stati Uniti in cui navigano, rispettivamente il 65, il 60 e il 59 per cento dei cittadini. La maggior percentuale italiana di navigatori si registra nelle Marche e in Umbria (32,8%), seguite da Lombardia (30,3%), Lazio (28,3%), Emilia Romagna (27,2%), e, mentre i livelli più bassi del nord Piemonte e Valle d'Aosta toccano quasi il 20 per cento, a sud variano fra il 16 e il 18% ad eccezione della Sardegna col 23%.


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