acquaesapone Acqua
Interviste Esclusive Viaggi Editoriale Inchieste Io Giornalista TV/Cinema A&S SPORT Zona Stabile Rubriche Libri

L’acqua è di tutti

Boom di firme nel referendum per abrogare la privatizzazione, nonostante i Tg evitino l’argomento

Mar 08 Giu 2010 | di Patrizia Santo | Acqua

Si sta muovendo la gente di tutta Italia perché l'acqua resti un tesoro di tutti. Ma per i Tg il calcio, il gossip, il meteo sono più importanti. In sole quattro settimane (dal 24 aprile) hanno firmato oltre 520.000 cittadini, cosa mai vista prima, per i referendum sull'acqua pubblica proposti dal Forum italiano dei movimenti per l’acqua. Si è così superato il mezzo milione di firme per rendere valida la presentazione dei referendum, in pochi giorni anziché nei tre mesi previsti. Ora si punta ad un milione.

Eppure il Tg parla delle pentole; fondamentale, poi, approfondire la “prova costume”, le misure dei corpi femminili e i bikini per l'estate 2010 sul principale veicolo di (presunta) informazione nazionale. In realtà, sta succedendo una cosa eccezionale, ignorata dai telegiornali: un fiume di italiani sta firmando perché si tolgano di mezzo tre regolette che li hanno espropriati delle risorse idriche. Un esercito di comitati, associazioni, cittadini – compresi politici a tutti i livelli –, religiosi, Municipi, studiosi chiede di abrogare la privatizzazione dell'acqua italiana.

Stanchi della “casta” che ignora la volontà popolare, vanno avanti a schiena dritta coi loro tavolinetti in tutta Italia, nei paesini come nelle grandi città, ad un ritmo formidabile.

Si può ovviamente non essere d'accordo con questi referendum, come ad esempio il capo del PD Pierluigi Bersani, anche se nel suo partito c'è chi si prodiga per raccogliere firme. Ma la notizia c'è ed è davvero positiva: siamo ancora un Paese civile, sappiamo ancora prenderci cura delle cose che contano, per noi e per chi verrà dopo di noi. Nel vortice degli scandali, che almeno una volta a settimana investono politica ed economia italiane, nella palude dei telequiz, nell'informazione addomesticata e sempre più scollacciata, è un fatto epocale questa partecipazione così vivace in nome del bene collettivo di oggi e di domani.

A parte il calcio, difficilmente si vede tanta gente interessata a fare gol insieme per un obiettivo comune. I promotori si sono dati una tabella di marcia, fissando per ogni regione e provincia un numero di firme da raccogliere ogni settimana. Ebbene, pressoché ovunque quei numeri sono stati abbondantemente superati e prima del previsto.

Chi invece va giù, è il servizio pubblico informativo degli italiani: ad esempio il TG1, in un anno di direzio­­­ne Minzolini, ha perso ascolti, di tutte le età e gradi d'istruzione, con punte di quasi un milione di telespettatori in meno nell'edizione delle ore 20, crollando sotto la soglia del 30% di share, come mai accaduto finora.

Oltre il televoto e il telecomando, gli italiani potranno esprimersi per far abrogare la privatizzazione dell’acqua.

 

 

DOVE E QUANDO FIRMARE
In ogni paese e città ci sono punti di raccolta per firmare a favore dei referendum sull'acqua pubblica. Il calendario è su: http://www.acquabenecomune.org


Condividi su: