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A tutto gossip

Gossip, cronaca, scandali e sport in primo piano sui giornali inglesi

Mar 08 Giu 2010 | di Serena Marchionni | Londra
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Oggi, nonostante una generale crisi della stampa mondiale, la Gran Bretagna è una delle nazioni europee che produce il più alto numero di quotidiani, settimanali, mensili. Gli inglesi leggono più degli italiani, e acquistano più quotidiani, ma non tutti leggono i famosi The Times o The Guardian, per intenderci, quotidiani come La Repubblica o il Corriere della Sera, ricchi di contenuti, che dedicano ampio spazio alla politica, all’economia, alla cultura. In Gran Bretagna spopolano, infatti, moltissimi quotidiani che trattano cronaca rosa, storie e gossip e scandali. Tutta spazzatura che almeno a differenza dell’Italia è bandita dai canali principali della BBC.

La stampa popolare inglese: i tabloids
I giornali che vanno per la maggiore in Inghilterra sono i famosi tabloids, pubblicati quotidianamente. In Italia non esistono quotidiani di questo genere, ma i tabloids possono essere confrontati con alcuni nostri settimanali che raccontano le storie dei Vip e indugiano spesso nel torbido, riportando foto “rubate” che documentano situazioni particolari. I tabloids come The Daily Star, The Sun o il News of the World, infatti, si occupano solo di gossip, sport, cronaca e hanno la generale tendenza ad enfatizzare le notizie pubblicando scandali o rivelazioni esclusive. Naturalmente, anche la Corona è sempre nel mirino e, per esempio, le vicende tormentate della principessa Diana hanno riempito le pagine di questi giornali negli anni ’90. Altro argomento che è sempre in auge è lo sport. Gli inglesi sono dei veri appassionati e si interessano anche alle vicende personali di celebri sportivi, delle loro mogli, amanti e dei vari intrecci che ne derivano. Nonostante la leggerezza degli argomenti e la mancanza totale di buon gusto, questi giornali hanno un successo clamoroso e ne spuntano sempre di nuovi, anche nella versione domenicale.

 


RUPERT MURDOCH, MAGNATE MONDIALE DEI MEDIA
Oggi possiede The Times, The Sunday Times, The Sun, The News of the World e altri, una bella fetta della stampa inglese insomma. Si tratta di Rupert Murdoch, imprenditore australiano di 72 anni, magnate della stampa e dell’editoria, che nel giro di pochi anni ha acquistato 175 giornali in tutto il mondo, nonché altri media (vedi il gruppo Sky per citarne uno) e numerose industrie. Murdoch è un gigante che fa paura e ha catalizzato grande avversione verso di sé in tutto il mondo per il suo modo di agire spregiudicato, tipico di un imprenditore che vende un’autovettura. Ma la stampa è un’altra cosa e lui ne possiede una porzione enorme. Quando acquistò The Sun, che versava in cattive condizioni, comprese che l’audience si doveva rivolgere verso la classe operaia desiderosa di leggere articoli leggeri e cominciò a riempirlo di cronaca rosa, di foto di donne semivestite o nude e questa fu una delle sue innovazioni degli anni ’70. In seguito ha acquistato News of the World, il giornale degli scandali sessuali, notizie fresche da gettare in pasto al popolo. Poi è stata la volta del The Times, uno dei quotidiani britannici più celebri, che sta cambiando, con la prima pagina che è spesso dedicata a notizie scabrose, di attualità o cronaca nera, più che alla politica o a eventi internazionali.
E’ tipico di Murdoch sfruttare la sua potenza mediatica per condizionare politicamente i lettori dei vari paesi, per esempio massacrando Obama negli States e appoggiando i Tories di Cameron in Gran Bretagna.
In genere appoggia i candidati più conservatori, anche se il suo opportunismo lo ha portato a puntare sul Labour Party ai tempi di Tony Blair.

 


LA LIBERTÀ DI STAMPA
Secondo  Reporters sans Frontières, l’organismo internazionale di giornalisti che controlla la condizione della libertà di espressione nei vari Paesi del mondo, la Gran Bretagna si troverebbe al ventunesimo posto della classifica delle libertà di stampa 2009, seguita dagli Stati Uniti e dall’Italia al lontano 49° posto. Insomma, gli inglesi hanno probabilmente maggiore possibilità di espressione dei giornalisti italiani, ma sembra che anche in Gran Bretagna non ci sia più libertà illimitata. Del resto la presenza massiccia di Murdoch e una poderosa legge contro la diffamazione contribuiscono a modificare gli scenari. La stampa britannica è spesso impegnata con la giustizia e negli ultimi anni infatti i Tribunali di Londra hanno discusso moltissime cause milionarie per diffamazione, dove i “diffamati” hanno avuto spesso la meglio. Per questo nel novembre 2009 alcuni editori, scrittori, attivisti democratici e l’associazione internazionale degli scrittori PEN si sono uniti dando vita ad un report contro la libel law , la legge sulla diffamazione, intitolato “Free Speech is Not For Sale” ( La libertà di espressione non è in vendita). Il report è particolarmente critico verso la Libel Law e propone 10 suggerimenti per cambiarla e tribunali appositi per giudicare queste cause in modo da ridurre i costi. La Libel Law infatti minaccerebbe la libertà di espressione di tutti i cittadini del mondo che potrebbero essere citati dinanzi a un giudice britannico come è già successo in passato.
 



L’EX SPIA KGB COMPRA IL GIORNALE A 1£
Il miliardario russo Alexander Lebedev, ex spia del KGB, ha acquistato il 75,1% del pacchetto azionario del giornale londinese “Evening Standard” al costo di 1 sterlina, rilevando quindi la proprietà e la montagna di debiti che il pomeridiano inglese aveva accumulato.
Lebedev ha anche cospicui pacchetti azionari di Aeroflot, Sberbank, Gazprom


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